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Mi viene da sorridere, oggi, nel leggere o ascoltare giudizi che sono un inno alla Juve. Da parte delle stesse persone che, fino a venti giorni fa, avevano bocciato tutto e tutti. D’accordo, i pronostici sono fatti per essere sbagliati. Ma avevo notato una certa prevenzione sulla Juve edizione 2011-2012, come se qualcuno volesse togliersi un paio di sassolini dalla scarpa. Quando invece si capiva, si intuiva, che la Juve non avrebbe potuto fare peggio, ma molto meglio. Per due motivi sostanziali. Il primo: sarebbe stato complicato scivolare ancora più in basso dopo una stagione ricca di profonde delusioni. Il secondo motivo, probabilmente più importante del primo: Antonio Conte, l’avvento di un allenatore che per tanti addetti ai lavori è considerato il miglior affare di mercato. Alla stessa stregua, se non di più, dell’operazione Andrea Pirlo. E questa passione, questa immensa voglia di Juve che aveva, sta portando Conte a dare un contributo del 120-130 per cento.
Ci sono missioni che speri di poter realizzare da quando sei ragazzino. C’è chi vorrebbe fare l’ingegnere, chi il pilota di Formula uno, chi il calciatore e chi il poliziotto. Da quando ha smesso di giocare e ha deciso di allenare la strategia di Conte era soltanto una: guidare la Juve, acciuffare quella panchina, istruire i suoi eroi allenamento dopo allenamento, riabbracciare quella gente che gli era entrata dentro. Quando stava a Bari, e aveva sfiorato la Juve prima di finire all’Atalanta, non se l’era presa più di tanto. Perché aveva pensato, intimamente e interiormente, che prima o poi il destino gli avrebbe confezionato un bel risarcimento.
Ora si capisce una cosa. E l’abbiamo capita fin dal primo giorno di lavoro: Conte ci mette una passione incredibile. Regala adrenalina, cura i particolari, non fa sconti e se deve mandare in panchina il mostro sacro, oppure lo straniero costato un pacco di milioni, fa lo stesso. A lui interessa regalare un sogno a quella gente che da troppo tempo aspetta. Un sogno che non si chiama scudetto subito – andiamoci piano con i proclami – ma voglia di seguire la Juve minuto per minuto. E di ricevere dalla Juve la trasmissione di quei dati che sono energia e vita per un tifoso.
Antonio Conte, che ha quella maglia e quei colori cuciti sulla pelle, ci sta riuscendo. E’ soltanto il primo passaggio, ma fondamentale. Quando ti svegli e splende il sole, sei già felice come un bambino.