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Milan, sei giorni da incubo: e la Juve fa paura

Pubblicato il 4 aprile 2012 alle 10:53:39
Categoria: Serie A
Autore: Redazione Datasport.it

Il mondo Milan si è capovolto in sei giorni. Mercoledì scorso, dopo lo 0-0 di San Siro con il Barcellona, i rossoneri avevano la speranza di giocarsi la qualificazione al Camp Nou con il rassicurante vantaggio di quattro punti sulla Juventus in campionato. Sei giorni dopo, il Milan è fuori dalla Champions e nel frattempo ha pareggiato sabato a Catania vedendo ridursi a +2 il margine sulla Juventus. E adesso il finale di stagione fa un po' più paura.

L'eliminazione in Champions League per mano della squadra più forte del mondo non è né un dramma, né un'onta. Al di là del secondo rigore concesso alla squadra di Guardiola, che qualche dubbio lo lascia ancora, il Barcellona ha meritato di andare in semifinale. Le statistiche parlano chiaro: al Camp Nou i blaugrana hanno tirato 17 volte verso la porta di Abbiati, il Milan solo due volte (non si ricordano parate di Valdes). Resta qualche rimpianto per le occasioni sprecate all'andata da Robinho e Ibrahimovic, ma a San Siro è bene ricordare che forse c'era un rigore per il Barcellona (Abbiati su Sanchez) che avrebbe reso di sicuro meno incerta la sfida di ritorno.

Ora bisognerà capire se l'addio alla Champions avrà contraccolpi psicologici anche in campionato. La squadra di Allegri sa che non può più permettersi passi falsi. La Juventus ha dimostrato di essere un avversario forte e determinato. Lo stesso Conte inizia ad ammettere che allo scudetto ci pensa, eccome. Il campionato lo può perdere solo il Milan, ma i problemi in casa rossonera cominciano a essere troppi: Thiago Silva è fuori ancora per un po' (e Mexes non è la stessa cosa), Nesta non può giocare tutte le partite, Robinho non è quello dell'anno scorso, Boateng incide sempre meno, i centrocampisti hanno il fiato corto, gli esterni di difesa danno sempre qualche preoccupazione (vedi Mesbah con l'Arsenal, Antonini col Barcellona, Zambrotta con la Roma). E poi c'è Pato: per lui, purtroppo, si sono perse le parole. Poteva essere l'arma in più per il rush finale, ma il viaggio negli Stati Uniti sembra avere solo peggiorato le cose. Non resta che aggrapparsi all'unica buona notizia di questa settimana da dimenticare: il ritorno di Cassano. Il destino del Milan potrebbe passare dai suoi piedi. Chi l'avrebbe mai detto, solo sei giorni fa?