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Il Cagliari domani giocherà "in casa" al Nereo Rocco di Trieste contro l'Inter per l'indisponibilità del Sant'Elia. La decisione ha scatenato non poche polemiche e malumori tra i tifosi che, per seguire la propria squadra, sarebbero costretti ad un lungo viaggio.
Il rapporto tra le istituzioni e il Cagliari Calcio si è incrinato ma Cellino, presidente dei rossoblù ha espresso il suo pensiero attraverso una lettera aperta apparsa sul sito ufficiale del club: "Non vorrei che i titoli di stampa dessero l'impressione che io sia disposto a mollare sotto il peso delle insinuazioni malevole che purtroppo ormai da anni hanno come bersaglio la mia persona – scrive il presidente dei sardi -. Sono nato a Cagliari nel 1956 e sono cittadino di questa città. Né io ne il Cagliari Calcio lasceremo mai la Sardegna in quanto è la nostra terra. Abbiamo sempre cercato di tenere alto il prestigio della città e dell'isola. La Serie A è per noi un valore e vogliamo salvaguardarla per tenere alto l'onore di Cagliari e della Sardegna".
Il trasferimento a Triste per la partita contro l'Inter, secondo Cellino è una scelta obbligata: "Le circostanze contingenti ci hanno spinto a trovare vie alternative per avere la certezza di disputare sino in fondo questo campionato – spiega il presidente - ma sappiamo di essere già in ritardo con gli impegni del prossimo. Dobbiamo adoperarci al più presto perché in avvenire non abbia più a verificarsi l'immagine frustrante che purtroppo ha fatto il giro del mondo di un Sant'Elia squallido e inospitale. Non mi stancherò mai di ringraziare il sindaco di Trieste per come ci hanno accolto ma il mio sindaco è un altro ed attaccarlo vorrebbe dire attaccare se stessi. Abbiamo uno stesso obiettivo: lui di tenere alta l'immagine della città, io quella del Cagliari Calcio".