*/
 

Al Principe vincono bene Priolo, Al Assi, Tibiletti, Mesrar e Muscara

Pubblicato il 1 marzo 2026 alle 19:03
Categoria: Boxe
Autore: Wilma Gagliardi

di Giuliano Orlando

Quando in una riunione, all’ultimo momento vengono a saltare due dei più importanti match programmati, come è successo venerdì 27 febbraio al Principe di Milano, difficile tamponare la situazione. E’ successo a Simone Verdicchio e non è stato piacevole sia per l’organizzatore che per il pubblico, che si è visto privato di due sfide molto attese. Andiamo per ordine, come mi informa Verdicchio. “Martedì sera mi arriva la notizia che Mihall Borac, il moldovo che avrebbe dovuto affrontare Alex Bindar, si è ferito in allenamento, quindi non era in grado di combattere, allegando il referto del medico. Nella stessa giornata, quindi tre giorni prima della riunione la Commissione Tecnica mi informa che non ha ritenuto idoneo l’inglese Isaac Owen, contro Joseph Negroni, ritenendo la disparità di valori troppo evidente. Niente da dire sull’incidente dell’avversario di Bindar, ma la decisione della Commissione Tecnica mi ha lasciato incredulo. L’inglese si presentava con tre vittorie e nessuna sconfitta, mentre Negroni di vittorie ne ha otto. Se avessi scelto il solito collaudatore con 4 vittore e 30 sconfitte, probabilmente sarebbe andato bene, adducendo il fatto che ha esperienza? Ho cercato i sostituti, ma alla vigilia della riunione è impresa impossibile. Visto che il nome dell’inglese lo conoscevano da due settimane, non potevano decidere prima? Se questa è la regola, va cambiata, nel rispetto dell’organizzazione, che versa anche una quota alla FPI in merito alla serata. Purtroppo a Milano manca una struttura adatta a queste riunioni di medio calibro con un budget molto ristretto. L’affitto di una serata al Principe costa 10.000 euro! Inoltre ci sono quelli dei vari servizi obbligatori e non sono pochi, le borse ai pugili, il soggiorno negli alberghi, dove ogni pugile ha due o tre accompagnatori, il medico, gli arbitri e il resto. Se poi l’affluenza del pubblico è scarsa, forse perché mancava un titolo, i conti sono in rosso. Da far venire il mal di testa a chiunque”.                                                                                                     

Fatta chiarezza sulla forzata assenza di Bindar e Negroni, il resto della serata, in linea generale ha mantenuto le promesse della vigilia. Salvo Giordana Sorrentini (5) alla quale era affidato il clou della serata. La colombiana Camilla Vidal (6-3) proposta dall’organizzazione era fatta su misura per mettere in luce l’atteso salto di qualità della romana. Tutto questo non è avvenuto. La vittoria è stata netta, ma da questo a soddisfare le attese ci corrono chilometri. A parte le riprese fotocopia, non si è visto mai un sussulto, La nostra mancina, usava il destro per aprirsi la strada e poi concludere col sinistro, mai il terzo colpo. Quelle poche volte che si avventurava a portare le serie, lo faceva scoprendosi, la testa alta e nessun movimento sul tronco. Di questo passo, le opportunità si fermano al titolo italiano. Personalmente ritengo che debba allenarsi con sparring adeguati e completare un’evoluzione tecnico tattica necessaria nel professionismo. Compresa qualche trasferta all’estero. Sul fronte maschile apre la serata il welter Pietro Schillaci (2) di Paderno Dugnano, reduce dal debutto vittorioso nel 2004 a Istanbul in Turchia, facile vincitore del tarantino Giuseppe Fico che ha raccolto la nona sconfitta su altrettanti incontri disputati. Ha vinto anche il superpiuma Yory Zanoli (8-18-1) 26 anni di Rho, contro il non più verde marocchino Aziz El-Ghouyal (3-30), 33 anni, marocchino residente a Brescia, sempre pressato dall’avversario, che ha cercato di uscirne senza successo. Il marocchino Soufiane Mesrar (4), operativo a Segrate.23 anni, allievo di Gianluca Mulas, conferma le buone qualità contro Hamza Houari (3-1), 31 anni, di Ponte S. Pietro nella bergamasca, pro dalla scorsa stagione, longilineo in falsa guardia, che inizia molto bene, usando i olpi lunghi, che tengono l’avversario a distanza. Alla terza tornata cambia la situazione. Soufiane riesce a chiudere l’avversario alle corde e lo martella duro.

Nel quarto round il destro arriva pesante al mento di Houari che finisce al tappeto. Si rialza ma appare malfermo sulle gambe e l’arbitro ferma il match. Vittoria per KOT importante per Mesrar. Il superwelter Mohamed Abballah (2) algerino cresciuto a Varese nella palestra dei Lauri, trasferitosi nel milanese impone due kd nei primi round a Giulio Fiorillo (4-7), 27 anni, poi vivacchia senza correre rischi. Peraltro inesistenti, contro un avversario privo di potenza, ma veloce di gambe e braccia, Grazie alle quali arriva alla fine, tenendo addirittura l’iniziativa nei round conclusivi. Anche se ha vinto nettamente, il medio Jacopo Muscarà (3), 23 anni, si è dovuto sudare il successo contro l’indomito argentino Marcelo Bzowski ((11-36-4), 36 anni, attivo dal 2014, emigrato prima nel Texas, poi in Europa. Sei round di scambi continui e l’ospite pur subendo non si è mai arreso. Muscarà è in crescita costante.  Sbrigativo Fares Al Assi (1), 24 anni, universitario a Milano, cresciuto nella palestra di Simone Verdicchio, che ha confermato ottime qualità in prospettiva. Giuliano Argelli (0-2), attivo anche nella kick, non ha avuto il tempo di tirare un pugno vero, sopraffatto dalle combinazioni sopra e sotto di un avversario che lo dominava. Scontro durato meno di due round. Al Assi ha mostrato una varietà di colpi notevole, raramente riscontrata negli altri protagonisti della serata. D’altronde non si vince tre volte il tricolore da dilettante, se non hai la stoffa giusta.  L’allievo di Renato De Donato, il superwelter Fabrizio Tibiletti alla seconda fatica da pro, ha dato segnali molto incoraggianti in prospettiva, costringendo Admir Smajic (2-2-1), 34 anni, pro dal 2025, bosniaco naturalizzato italiano, residente a Milano, che si allena alla Rocky Marciano a Cinisello  Balsamo, all’abbandono nel corso del quarto round dopo due conteggi.

Atteso il debutto a Milano del giovane superleggero torinese Lorenzo Priolo (13-1), 22 anni, reduce dal successo sbrigativo su Moisè Garcia (12-18-1) lo scorso dicembre. Stavolta pur stravincendo non è riuscito a debellare la resistenza di Maycol Escobar (3-16-1), 38 anni, pro dal 2010 nato in Nicaragua, residente a Vicenza dal 2013. Priolo ha confermato un ritmo alto offensivo, ma anche la ripetitività delle azioni. Non essendo un picchiatore, deve mettere sul conto la vittoria ai punti. La FPI lo ha promosso semifinalista con Alessandro Fersula (12-7) romano di 33 anni, pro dal 2018, con trasferte in Svizzera, Polonia, Germania, Inghilterra e Francia, dove ha vinto l’ultimo match disputato lo scorso aprile. Nell’ottobre 2024 a Palermo ha fallito l’assalto al tricolore superleggeri, battuto da Armando Casamonica ai punti. Adesso ci riprova, partendo dalla semifinale, contro un avversario dieci anni più giovane. Chi vince si avvicina al vincitore tra il campione Edoardo D’Addazio (13) abruzzese di 30 anni, guidato da Alessandro Cherchi, pro dal 2021 e lo sfidante Giacomo Micheli. Un romano di 23 anni, pro dal 2023, due vittorie negli USA. Lunga militanza in nazionale, bronzo agli europei U22, argento agli assoluti 2021 e oro al torneo U22 nello stesso anno. Un percorso piuttosto lungo, che si concluderà a fine stagione. Verdicchio attende con pazienza l’esito finale, mettendo sul tavolo la carta Alex Bindar: “Dopo il forzato riposo al Principe, farò il possibile per rimetterlo sul ring a marzo. Potrebbe essere il 28 al Palasport Somaschini di Seregno, nel classico appuntamento denominato “notte dei campioni”, dove Alessio Lorusso (31-5-2) affronterà il nicaraguense Wilbert Panttin (7-7), test importante in attesa di affrontare Francesco De Rosa in palio il vacante titolo europeo dei super gallo”. De Rosa il cosfidante è un salernitano di 28 anni, pro dal 2021, imbattuto con 12 vittorie, alcune all’estero molto importanti. Un rivale impegnativo per Lorusso.                                                    

Il leggero Giuseppe Osnato (12-1) 26 anni, residente a Segrate (Mi), allievo del maestro Mulas, unico vincitore di Francesco Paparo, è stato designato semifinalista col romano Mauro Loli (13-8-1) 29  anni, il cui vincitore sfiderà il campione Francesco Acatullo. Lolli, lo scorso maggio tentò invano l’assalto al tricolore, battuto da D’Addazio nei superleggeri. La sfida, dopo due rinvii è stata fissata a Roma il 28 marzo per l’organizzazione Conti Cavini, che guida Loli. L’ultima perla della FPI, ha ignorato totalmente la riunione di Milano come se fosse un evento che non la riguarda. Mentre ha dato ampia informativa agli altri eventi. Compreso quello saltato ad Ariano Polesine. Complimenti!

Giuliano Orlando