*/
A Gianpaolo Pozzo non sono piaciuti i fischi dello stadio Friuli giovedì durante Udinese-Rennes. "Mi aspettavo un atteggiamento diverso della tifoseria - fa sapere Pozzo in una nota diffusa sul sito della società bianconera - e non nascondo di essere rimasto perplesso e amareggiato. Non mi è piaciuto per niente il clima di sfiducia che ho respirato giovedì sera nei confronti della società e della squadra. E' ovvio che, giocando ogni tre giorni e anche in vista della gara con la Fiorentina, ci fosse la necessità di cambiare parecchi elementi rispetto alla gara di Lecce. Con il Rennes sono scesi in campo giovani su cui noi puntiamo, ma che hanno bisogno di tempo e di pazienza per adattarsi alle difficoltà del calcio italiano e agli schemi tattici dell'allenatore. E il pubblico come ha reagito? Alle prime difficoltà mormorii di disapprovazione e fischi. No, questo non va bene. La squadra e i ragazzi vanno incoraggiati, non contestati".
Pozzo non ha dubbi nell'indicare i responsabili di questo atteggiamento da parte della tifoseria: "Questo clima di pessimismo e disfattismo a priori aleggia da parecchio tempo e certamente a crearlo ha contribuito anche una campagna di una parte di stampa che in estate altro non ha fatto che criticare pesantemente il nostro operato. Il calcio, a Udine, lo facciamo da sempre in questa maniera e non sappiamo farlo in alcun altro modo. Per cui ritengo che sarebbe intelligente, da parte dei tifosi, sostenere e incoraggiare i ragazzi, non criticarli al primo errore che commettono".