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Sisal celebra 80 anni riportando in vita “Sport Italia”
Milano, il calcio ritrova la sua memoria
Il calcio italiano non è fatto solo di gol, classifiche e polemiche. È fatto di memoria. Di carta ingiallita, di storie dimenticate e di un Paese che, proprio attraverso lo sport, ha imparato a rialzarsi.
Martedì 5 maggio, a Milano, tutto questo prende forma concreta con “Memorie di Carta”, il progetto con cui Sisal celebra i suoi 80 anni riportando alla luce i primi numeri di Sport Italia, la storica testata nata insieme al Totocalcio nel lontano 5 maggio 1946.
La location non è casuale: la Sala Lettura della Biblioteca Nazionale Braidense diventa per un giorno un ponte tra epoche diverse, dove passato e presente dialogano attraverso uno degli strumenti più potenti della nostra cultura: la carta.
Quando lo sport raccontava la rinascita di un Paese
Nel 1946 l’Italia usciva dalla guerra e cercava nuovi simboli per ripartire. Il calcio fu uno di questi. E Sport Italia non era semplicemente un settimanale: era una bussola emotiva per milioni di italiani.

Distribuito in tutta la penisola come organo ufficiale del concorso a pronostici, il giornale accompagnava le schedine del Totocalcio ma andava molto oltre. Informava, coinvolgeva, creava appartenenza. Era, di fatto, uno dei primi esempi di sistema integrato tra informazione, intrattenimento e partecipazione popolare.
Oggi, grazie al lavoro dell’Archivio Storico Sisal, quelle pagine tornano leggibili e, soprattutto, “vive”. Il restauro non è solo tecnico: è un’operazione culturale che restituisce voce a un’Italia fatta di entusiasmo, sogni e passione sportiva.
Un progetto che unisce impresa, cultura e alta formazione
La giornata si aprirà alle con i saluti istituzionali di figure chiave del panorama culturale e industriale italiano: Angelo Crespi, Antonio Calabrò, Francesca Caruso, Marco Tiso e Martino Troncatti.
Si entrerà poi nel vivo della presentazione del progetto “Memorie di Carta – Sport Italia”, guidata da Michela Di Giorgio, curatrice dell’Archivio Storico Sisal, insieme a Gaia Petrella e Vanessa Caprasecca, protagoniste del lavoro di restauro.
Ma il cuore dell’evento si sviluppa subito dopo, con un momento di approfondimento di altissimo livello.
Tra memoria e innovazione: il restauro come sfida contemporanea
A seguire, spazio al convegno “Tra memoria e innovazione: il restauro della carta tra antico e contemporaneo”, coordinato da Arianna Beretta, Direttrice della Scuola di Restauro di Botticino.
Un confronto che mette insieme alcune delle voci più autorevoli del settore in Italia: Emanuela Daffra (Opificio delle Pietre Dure), Luigi Oliva e Maria Vera Quattrini (Istituto Centrale per il Restauro), Michela Palazzo (Istituto Centrale per la Patologia degli Archivi e del Libro), Michela Cardinali e Ambra D’Aleo (Centro Conservazione e Restauro “La Venaria Reale”).
Non è un dettaglio secondario: il restauro della carta oggi è una sfida complessa, dove tradizione artigianale e innovazione tecnologica si intrecciano. Ed è proprio in questo equilibrio che si gioca la possibilità di trasmettere la memoria alle nuove generazioni.
Dalla schedina al digitale: 80 anni di evoluzione
Guardare oggi Sport Italia significa anche misurare la distanza – e la continuità – con il presente.
Dalla schedina compilata a mano alle piattaforme digitali, il modo di vivere il calcio è cambiato radicalmente. Ma non è cambiata la sostanza: la passione, l’attesa, il bisogno di condividere un’emozione.
Ed è proprio questo che Sisal celebra: non solo un anniversario aziendale, ma una storia collettiva lunga ottant’anni.
Finale tra passato e presente
La mattinata si chiuderà con la visita ai numeri restaurati di Sport Italia: un momento concreto, quasi intimo, in cui la storia smette di essere racconto e diventa esperienza.
Non nostalgia, ma identità
“Memorie di Carta” non è un’operazione nostalgica. È qualcosa di più profondo: un atto di consapevolezza.
Perché capire il calcio di oggi – fatto di dati, business e tecnologia – significa anche ricordare da dove nasce. Da una schedina, da un giornale, da un Paese che aveva voglia di tornare a sognare.
E forse, in quelle pagine restaurate, quel sogno non si è mai davvero spento.
Wilma Gagliardi