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La Sampdoria retrocede in serie B. Un verdetto implacabile, al termine di una delle stagioni più travagliate della sua storia: e pensare che nell'agosto scorso i blucerchiati sfiorarono la Champions, estromessi dal Werder Brema al 93', dopo che Pazzini e Cassano avevano cullato i tifosi nel sogno europeo.
Già, Pazzini e Cassano. I due gioielli di cui presidente Garrone si è disfato troppo frettolosamente: uno al Milan dopo lite furibonda, l'altro all'Inter. Spogliata del tandem d'altissima qualità, la Sampdoria mai più ha ritrovato la via della serenità. E l'avvicendamento in panchina tra Di Carlo e Cavasin non ha cambiato il corso degli eventi, anzi, se possibile, l'ha reso più aspro.
Il 15 maggio 2011 è la data che la Sampdoria ricorderà a lungo, stampata nella viva memoria dei tifosi. Come il 19 maggio 1991, praticamente 20 anni fa, giorno in cui i liguri conquistarono il primo e unico scudetto con Boskov in panchina e un'altra coppia gol, Vialli-Mancini, a furoreggiare in campo. Allora fu la vittoria sul Lecce a cucire il tricolore sul petto, oggi proprio il Lecce festeggia la salvezza matematica.
Una parabola discendente che ricalca quella del Chievo tra il 2006 e il 2007: il terremoto di Calciopoli gli consentì di partecipare ai preliminari di Champions (eliminato dal Levski Sofia), nella primavera successiva precipitò tra i cadetti. I gialloblù si rimboccarono le maniche e l'anno successivo vinsero il campionato di serie B, ritornando tra i grandi. E' ciò che Genova, sponda blucerchiata, si augura.