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A Roma è il giorno di Walter Sabatini. Prima conferenza stampa da direttore sportivo giallorosso per l'ex dirigente del Palermo: "Vogliamo fare bene e sin da subito", chiarisce nella sala Champions di Trigoria. "Cercherò di tradurre il pensiero del gruppo DiBenedetto e di Baldini. I progetti nel calcio non esistono, esiste il lavoro di tutti i giorni. Percepisco solo ora la dimensione in cui sono precipitato, grazie alla società Roma che mi permette tutto ciò".
Primo capitolo, il neo allenatore Luis Enrique: "Lo abbiamo scelto per un motivo simbolico. Gli chiediamo discontinuità: è giovane, esuberante, sfida sé stesso continuamente. Non vogliamo per forza mutuare il modello Barcellona, barocco ma molto efficace. Luis Enrique saprà sintetizzare la cultura spagnola con quella italiana. E' una scelta coraggiosa, ma la rifarei. Ha firmato per due anni, un tempo sufficiente per capire se potrà essere l'allenatore del prossimo decennio. L'obiettivo è plasmare attorno all'allenatore un gruppo di giocatori capace di puntare in alto, anche allo scudetto nel giro di qualche tempo", spiega Sabatini.
La Roma interverrà certamente sul mercato: "E' chiaro che Luis Enrique chiederà degli interventi. Le scelte saranno mirate ad abbassare l'età della squadra. Non porteremo liceali - scherza Sabatini - ma forti giocatori giovani. Non parlo del budget, altrimento vi mando in depressione. Se ce ne chiedono 60 per Pastore, è già finito. Cercheremo di pescare il meglio alle migliori condizioni. La proprietà mi ha autorizzato a lavorare liberamente sul mercato. De Rossi? Deve rimanere alla Roma, con lui la squadra sarà più forte. Totti? E' una specie di divinità, la Roma sarà modellata intorno a lui".