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“Al mio interesse personale ho sempre anteposto il bene della squadra. Ci ho messo la faccia, e ho cercato un rapporto onesto e chiaro con tutti”. Così si esprime Ranieri in un'intervista all'Espresso in edicola venerdì: “Certe situazioni andavano punite: calci alle borse, musi lunghi, labiali in diretta tv. Non è stato fatto, e si è quindi generata una situazione di anarchia incontrollabile”.
L'ex tecnico della Roma analizza poi il rapporto Francesco Totti: “Si è arrabbiato quando l'ho fatto entrare a quattro minuti dalla fine? Era influenzato. Gioca chi è in forma, e il capitano è un giocatore che può fare la differenza anche in un solo minuto. Lui è la bandiera della Roma, ma in spogliatoio è più solo di quanto si può pensare”.
Alla Roma c'erano problemi anche con altri giocatori: “Pizarro non mi ha mai guardato in faccia – continua Ranieri – e Borriello voleva giocare sempre, ma non è che al Milan fosse sempre titolare. Qualcuno che mi è rimasto nel cuore? Burdisso: non si nasconde, e ti guarda sempre dritto negli occhi”.