Pugni nel mondo: Inoue (IBF, WBA), Oubaali (WBC). Herring (Wbo), Saunders (WBO) e Honey (WBC) si confermano campioni

2019-11-11 19:15:52
Pugni nel mondo: Inoue (IBF, WBA), Oubaali (WBC). Herring (Wbo), Saunders (WBO) e Honey (WBC) si confermano campioni
Pubblicato il 11 novembre 2019 alle 19:15:52
Categoria: Boxe
Autore: Redazione Datasport

Cominciamo dal Giappone, in quel di Saitama, cittadina a soli 30 km. da Tokyo, dove vivono 1.200.000 abitanti. Alla Super Arena struttura coperta capace di 37.500 spettatori, l’idolo nazionale del momento, Naoya Inoue (19), 26 anni, già iridato mosca e supermosca, aggiunge alla cintura gallo IBF, quella di supercampione WBA, strappandola a Nonito Donaire (40-6), 36 anni, gloria delle Filippine, lungo una carriera iniziata nel 2001 a 19 anni, salito ai vertici assoluti dal 2007, campione mosca, gallo e supergallo. In Giappone si è dovuto arrendere alla maggiore freschezza del nipponico che unisce talento e potenza. Nella stessa serata il francese Nordine Oubali (17) 33 anni e non sentirli, è uscito indenne, ovvero vittorioso dall’assalto di Takuma Inoue (13-1), il fratellino più giovane (23 anni) ma meno dotato di Naoya. Il nipponico sperava di scalzare il mancino di Francia, risultato troppo indigesto per lo stomaco dello sfidante. Oubali ha battuto il giapponese ai punti, verdetto unanime, riportando a casa dollari e il titolo WBC gallo. Il magrebino, unico francese al momento iridato, passato pro nel 2014 a 28 anni, dopo una notevole carriera in maglietta, conquista il titolo nazionale l’anno dopo, l’Intercontinentale WBA nel 2016, il silver WBC nel 2017 sempre nei gallo e conquista lo scorso gennaio sul ring di Las Vegas la cintura WBC vacante, a spese di Warren Raus’hee (Usa) per RTD al 6° tempo. Ripetendo il risultato ottenuto nei dilettanti ai Giochi di Londra 2012. Prima difesa in Kazakistan a luglio, superando il filippino Arthur Villanueva (32-4-1). Sarebbe ora che il non più verde riesca a combattere in casa, nella sfida ufficiale, che verrà fuori dal vincitore tra Luis Nery (Mes. 30) e Emmanuel Rodrigo (Por. 19-1)) previsto il 23 novembre a Las Vegas, sottoclou di Deontay Wilder (41-0-1) e lo sfidante Luis Ortiz (31-1), mondiale massimi WBC.

Negli Usa, due appuntamenti importanti. A Los Angeles, nello Staples Center, mega struttura nata nel 1999, sede delle due squadre cittadine di basket (Lakers e Clippers) e dei King (hockey su ghiaccio), oltre ad ospitare la boxe. In questa occasione la Matchroom di Eddie Hearn, ha allestito due mondiali di qualità. Il mancino inglese Billy Joe Saunders (29), debuttante negli USA, ha messo in palio la cintura supermedi WBO per la quinta volta, affrontando l’argentino Marcelo Coceres (28-1-1), sulla carta avversario di comodo, sul ring abbastanza impegnativo. Non che Saunders sia stato in difficoltà, ma ha dovuto stare accorto per non rischiare sugli attacchi di un Coceres, che non avendo nulla da perdere ha scelto la tattica dell’assalto alla baionetta, spendendo tesori di energie. Venute meno al decimo round e finire in quello successivo, dove l’inglese partiva deciso e per l’argentino era la fine. Saunders sciorinava il suo repertorio di colpi sopra e sotto, Coceres finiva due volte KD, al terzo atterramento l’arbitro riteneva fosse prudente evitare allo sfidante altri danni. Hearn ha portato Saunders negli USA col chiaro intento di arrivare ad una sfida con Canelo Alvarez, ovvero borse stratosferiche. L’altro mondiale riguardava Devin Haney (24), 21 anni, alla prima difesa dei leggeri WBC, titolo giunto a tavolino, contro Alfredo Santiago (Por. 12-1), 25 anni, titolare Fecarbox, che sul ring ha dimostrato abilità difensiva, oltre che più mestiere del previsto. Haney ha offerto sprazzi di un talento superiore alla media, ma non ha mai affondato con decisione. Quasi un match accademico. Vedremo quando affronterà Javer Fortuna (35-2-1) di S. Domingo che si è conquistato il ruolo di sfidante ufficiale battendo Jesus Cullar (Arg. 29-4), se saprà fare la differenza. Eddie Hearn che lo ha sotto contratto è pronto a giurare sul suo futuro da star. Il supergallo Ronny Rios (Usa 32-3) ha spedito KO al quarto assalto, Hugo Berrio (Colo. 28-8-1) mantenendo la cintura WBA Gold. A Fresno sempre in California, stavolta per la Top Rank, sfida nei superpiuma WBO, tra il campione Jamel Herring (21-2), 34 anni, gestito da Al Haymon, pro dal 2012, orgoglio dei marine di cui fa parte dai tempi del dilettantismo e Lamont Roach Jr. (19-1-1), dieci anni meno, un guerriero che ha cercato in ogni modo di chiudere la distanza per far valere il suo stile di combattimento. Niente da fare, il mancino di Cincinnati lo stoppato col jab destro e quando è stato costretto alla corta distanza ha saputo trovare con i ganci l’arma capace di offendere al punto che il giovane sfidante ha rischiato di finire al tappeto. Era la seconda difesa del titolo conquistato lo scorso maggio al Civic Center di Kissimme in Florida e poi difeso in Giappone a dicembre, mettendo KO al settimo round il russo Evgeny Chuprakov, che si presentava imbattuto con 20 successi la metà prima del limite. Quando tramite Bob Arum, ebbe l’offerta di battersi con Herring, non ebbe dubbi nell’accettare. L’avversario era alla sua prima opportunità mondiale dopo sette anni di onesto professionismo e 34 anni di età. Il 25 maggio di quest’anno sempre a Kissimme, ma all’Osceola Heritage Park, il vecchio marine face la sorpresa e la felicità dei suoi commilitoni, battendo in modo netto il campione Ito (118-110, 118-110, 116-112) come sancirono i giudici e il ring. Il fatto straordinario è che Herring, nel 2012 si qualificò per i Giochi di Londra a 64 kg. perdendo dal kazako Yeleussinov, che poi vinse l’oro a Rio nel 2016 nei 69 kg. Oggi Henning combatte a 59 kg. ed è campione del mondo. Sempre a Fresno, il massimo bulgaro Kubrat Pulev (28-1) sfidante IBF, ha battuto Rydell Booker (26-3) sui 10 round, per la verità soporiferi. Booker è noto per aver trascorso 12 anni in carcere per spaccio di droga, quando nel 2004 entrò in prigione a 26 anni, era ai vertici con 26 vittorie e una sola sconfitta contro James Toney. Tornato libero nel 2018, ha disputato sette incontri con cinque vittorie e due sconfitte, l’ultima contro Pulev. Booker ha una buona base tecnica ed è molto veloce, ottimo sparring, ma oltre all’età: 38 anni, è parecchio soprappeso. Nella serata la vecchia conoscenza brasiliana, il medio Esquiva Falcao (25), attivo anche in Italia nelle WSB, argento a Londra 2012, pro dal 2014, ha battuto Manny Woods (USA 16-9-1) sempre in attesa dell’opportunità mondiale. Il leggero Gabriel Flores Jr. (16), classe 2000, si è imposto su Aelio Mesquita (Bra. 19-5) sugli 8 tempi. Robeisy Ramirez (1-1), 26 anni, fuggito da Cuba nel 2018, talento precosissimo, due ori olimpici (2012 e 2016) nei 52 e 56 kg, genio e sregolatezza, nei 61 kg. ha battuto Fernando Ibarra De Anda (Usa 2-2) KO al 6 round, mostrando boxe di alta qualità. Al debutto era stato battuto da Adan Gonzales (Usa 5-2-2) sui 6 round. Split decision. Amir Imam (22-2) ex sfidante superleggeri WBC, vince KO 4 t. su Marcos Mojica (Nic. 16-5-2), mentre il medio kazako Janibek Alimkhanuly (8) spedisce il nigeriano residente in Canada, Albert Onolunose (24-3-1) 39 anni, KO al 6, mantiene il Continental America e conquista il WBO Global. Un altro cubano, Guillermo Rigondeaux (19-1), sulla soglia dei 40 anni, oro ai Giochi 2000-2004, pro dal 2009, iridato tra il 2012 e 2016, fermo dal 2017 dopo la sconfitta con Vasil Lomachenko, per il mondiale superpiuma WBO, è tornato a combattere vincendo due incontri quest’anno, il primo a Los Angeles col messicano Giovanni Delgado (16-9) finito KO al primo round, il secondo contro Julio Ceja (32-4) a Las Vegas, vinto per KO all’8 round, mentre era in svantaggio per i tre giudici. L’Arena Boxe e il Caribe Promotions che gestiscono la carriera, hanno trovato una nuova opportunità iridata per il non più verde cubano. Il 21 dicembre a Ontario in California, affronta Liborio Solis (Ven. 30-5-1), in attività dal 2000, 37 anni, ex iridato mosca, supermosca e gallo tra il 2013 e il 2016, scalzato a Montecarlo il 12 novembre 2016 dall’inglese Jamie McDonnell (330-3) dal titolo gallo WBC. Non contest in rivincita nel 2017. Dal 2018 ha vinto cinque incontri e punta a riconquistare la cintura vacante WBA. Rigondeaux, la cui boxe sparagnina e antispettacolare, pur dando atto di indubbio talento, scelta di tempo e potenza, non mi piace, oltre al valore del rivale, deve scendere in una categoria che non frequenta da anni. La sfida tra due tra i due veretrani, sarà il sottoclou al mondiale superwelter WBC tra Tony Harrison (USA 28-2) e Jermell Charlo (USA 32-1), match di rivincita del precedente scontro del 22 dicembre 2018, quando a New York, Jermell perse titolo e imbattibilità. Al Haymon gli ha assicurato una pronta rivincita, ma non sarà facile ribaltare il primo risultato. Ricordate Magomedrasul Majidov (1), il massimo russo, passato in Azerbajan nel 2010, dopo aver fallito in patria, sempre escluso dalla nazionale. Nazionalizzato azero, ha vinto tre edizioni dei mondiali (2011, 2013 e 2017) anche se nel suo record figurano la sconfitta contro Clemente Russo nella finale WSB, sui sette round ne 2011, e contro Cammarelle a Londra 2012 in semifinale. Majidov si prese la rivincita ai mondiali 2013 con Cammarelle sempre in semifinale. Nel 2011 a Baku colse l’oro a spese di Anthony Joshua in finale. Eddie Hearn, lo ha inserito nel cartellone del 17 dicembre a Diriyah, l’antica capitale dell’Arabia Saudita, che ospita l’attesa rivincita tra i massimi Andy Ruiz (Mes. 33-1) e Anthony Joshua (Ing. 22-1) in palio le cinture WBA,IBF, IBO e WBO che il messicano ha tolto all’inglese il primo giugno scorso a New York. La riunione vedrà sul ring i massimi Alex Povetkin (Rus. 35-2) contro Michael Hunter (Usa 18-1) rivale di tutto rispetto, il croato Filip Hrgovic (9) deciso a bruciare le tappe, opposto a Eric Molina (27-5) e il superpiuma inglese Scott Quigg (35-2-2) di fronte a Jono Carrol (17-1-1).

In Europa, nel week end, si sono svolte riunioni in Austria, Francia, Spagna, Russia, Montenegro, Gran Bretagna, Italia e in Germania, dove a Bergisch Galdbach, nella Renania settentrionale vicino al confine col Belgio, il massimo Tervel Pulev (14) fratello minore di Kubrat, si fa per dire, visto che ha 36 anni, ha messo KO al primo round il tedesco Kai Kurzawa (38-9), 43 anni, che ci auguriamo venga fermato presto. Prosegue la striscia vincente del giovane massimo Luca Cinqueconcie (8), 18 anni, mamma bielorussa e padre siciliano di Bronte, la cittadina del catanese dove si produce il cioccolato di più alta qualità italiano, richiestissimo in tutto il mondo. Il prossimo ragioniere, ha ottenuto l’ottavo successo battendo per KO al quarto round Alek Kuvac (Bos. 11-63), alto 1,90 ha buoni fondamentali e discreta potenza. Papà Michael avrebbe piacere di farlo debuttare in Italia. Sabato prossimo ad Halle (Ger) si affrontano Sven Fornling (Sve 15-1) e Dominic Boesel (29-1) per conquistare l’interim WBA mediomassimi, dopo che il russo Dmitri Bivol è diventato supercampione e Jean Pascal è salito a campione regolare. La sigla si conferma quella che assegna cinture go-go. Di fatto Boesel lascia vacante l’europeo della categoria e se il 15 novembre a Pessac in Francia, il romano-ucraino Demchenko (22-14-1) dovesse mantenere l’UE contro il locale DiBombe (18-0-1) potrebbe farci anche un pensierino. Confermata la riunione del 12 dicembre a Barcellona (Spagna) allestita dalla Matchroom Italy, con due europei e la presenza di Mirco Natalizzi. Riapre il Principe a metà dicembre, mentre al Palalido prevista una grande serata il 28 febbraio, con Scardina, Morello, Prodan, Grandelli, Zucco e Merafina contro avversati impegnativi.

Giuliano Orlando

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