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Palermo, Zamparini: "Rossi? Resta se cambia il nostro rapporto"

Pubblicato il 18 aprile 2011 alle 09:53:24
Categoria: Serie A
Autore: Redazione Datasport.it

Il presidente del Palermo, Maurizio Zamparini, è intervenuto a “Radio anch'io lo sport”, trasmissione di Radio Rai. Tra le tante cose su cui si è soffermato, il numero uno rosanero ha parlato del nuovo proprietario della Roma, Thomas DiBenedetto: “Siamo tutti attenti a vedere cosa succede. Io sono incredulo che voglia investire per guadagnare nel calcio, perché non si guadagna. Ho dubbi che voglia perdere soldi. Io ho investito circa 80 milioni di liquidità nel Palermo però fino adesso non ho visto nessun ritorno. Forse vedrò qualcosa quando andrò via dal Palermo. Io non penso che nel calcio si guadagni, sui giornali è facile mettere dei titoli poi la realtà è diversa”.

Sabato prossimo, dopo il bel match proprio contro la Roma, il Palermo affronterà il Napoli, ieri sera sconfitto in casa dall'Udinese: “Noi facciamo il nostro campionato. Col Napoli appuntamento importante. Vogliamo batterli perché ci brucia ancora la sconfitta all'ultimo secondo nella partita dell'andata”.

Settimana scorsa in Lega Calcio per la prima volta le “piccole” si sono ribellate allo strapotere della “grandi” in tema di dirittiNapoli televisivi. Ecco cosa ne pensa Zamparini: “Se una maggioranza di 15/20 squadre vota una cosa è una decisione democratica. I grandi club non accettano la divisione dei diritti televisivi. Si tratta di definire i bacini d'utenza delle diverse squadre e come dividere i proventi televisivi. Bisognerebbe adeguarsi a quello che si fa negli altri paesi. Nel nostro i poteri prevaricano il senso della giustizia. Fa piacere che 15 squadre su 20 per la prima volta abbiano voluto cambiare le cose. Vogliamo che sia fatta una cosa giusta, che sarebbe abolire la legge Melandri e fare come fanno in Inghilterra, Germania e Francia”.

Infine una battuta sulla sua abitudine a cambiare allenatori, che anche quest'anno l'hanno portato a esonerare Delio Rossi prima di richiamarlo dopo poche gare: “Sulle decisioni medito abbastanza anche se non sembra. Quando ho lasciato a casa Rossi è perché alla fine della partita con l'Udinese, persa 7-0 era lui ad essere disperato, più che la società. Due domeniche dopo mi ero già pentito e volevo richiamarlo. Al prossimo esonero ci penserò di più. Se resta? Dipende dal rapporto umano nostro che dev'essere diverso da quello che abbiamo avuto quest'anno”.