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Ora solo il Milan può perdere lo scudetto

Pubblicato il 6 marzo 2011 alle 09:44:59
Categoria: Serie A
Autore: Redazione Datasport.it

Tratto dal blog di Mister X

Rino Gattuso non segnava un gol in serie A da tre anni. Proprio lui che a White Hart Lane, contro il Tottenham, non ci sarà, ha scelto la sera e il posto giusto per spianare la Juve all'anno zero e firmare la vittoria del Milan che consegna ai rossoneri una certezza: adesso soltanto loro possono perdere lo scudetto verso il quale protendono le mani.

La partita di Torino è stata il paradigma della stagione delle due squadre. Nonostante non ci fosse Pato, messo fuori combattimento dall'influenza; nonostante Ibrahimovic e Cassano abbiano sprecato occasioni clamorose; nonostante la Juve sia apparsa decisamente più tonica rispetto alle magre figure rimediate con il Lecce e con il Bologna. Nonostante tutto questo, la capolista ha inflitto ai bianconeri la loro terza sconfitta consecutiva, la seconda di fila in casa e ha spedito un messaggio forte e chiaro all'Inter e al Napoli: comanda il Milan.

Se date un'occhiata al calendario, scoprite che l'unico e ultimo ostacolo lungo la strada che porta al titolo è il derby del 3 aprile. Per il resto, tutto depone a favore di Allegri, a cominciare dai 15 rossoneri che sono andati in gol dall'inizio della stagione, in primis gli attaccanti: Ibrahimovic (19), Pato (11), Robinho (11), Inzaghi prima dell’infortunio (4). Boateng ha firmato 3 reti, altri undici rossoneri hanno centrato almeno una volta il bersaglio. E poi ci sono il gioco, la condizione atletica brillante, il progressivo recupero degli infortunati, l'alternanza che funziona fra Cassano e Pato. Ora l'allenatore puo' concentrarsi sulla sfida di Champions League con la consapevolezza che il compito sia arduo, ma non impossibile. Il Milan ha il dovere di provarci: a Londra ci proverà.

E la Juve? La Juve sventola bandiera bianca. La Juve non ha fatto un tiro in porta. La Juve ha fallito un'altra prova. La Juve delude. La Juve oggi conta venti (20) punti di distacco dalla capolista. Dopo Lecce, Agnelli le aveva chiesto di vincere undici gare consecutive: sarà il caso di accontentarsi anche dei pareggi, perché la classifica e' inchiodata a quota 41 punti, la Champions League è una meteora, l'Europa League si allontana e nessuno sa cosa resterà di questa accozzaglia di buoni propositi e cattivi risultati che non finiscono mai. Le squadre allenate da Delneri hanno sempre subito un gol negli ultimi 15 incontri ufficiali disputati contro il Milan; contro i rossoneri il tecnico friulano ha perso 8 volte su 12, pareggiando le altre quattro; i bianconeri non segnano lo straccio di un gol da 330' (l'ultimo lo realizzò Matri all'Inter, il 13 febbraio scorso); nelle ultime 18 giornate il Milan ha totalizzato 13 vittorie e 5 pareggi; il Milan ha perso solo una delle ultime 17 gare esterne fra campionato e Coppe e, da quando ha incassato la sconfitta di Madrid nela fase a giorni di Champions (19 ottobre) ha segnato 25 gol in trasferta. Potremmo andare avanti a iosa, ma non c'è bisogno di dare ancora i numeri per inquadrare la crisi da cui è stata inghiottita la società che fu di Boniperti. E Dio solo sa quanto un dirigente come Boniperti manchi alla Juve, senza il bisogno di inalberare striscioni per ricordarlo a tutti.    

Dopo l'ennesimo ko, Marotta si è affrettato a confermare Delneri e, francamente, non si vede quale possa essere l'alternativa, considerato che alla fine dello strazio mancano 10 partite e chiunque dovesse sedersi al posto dell'attuale tecnico potrebbe rischiare addirittura di fare peggio di lui. Marotta e Delneri credono ancora nella resurrezione della squadra. Non possono fare altrimenti, avendola costruita loro. Ma i miracoli li faceva solo un Signore, duemila anni fa. E, purtroppo per la Juve, non si occupava di calcio.

di Xavier Jacobelli
direttore www.quotidiano.net
http://club.quotidiano.net/blog/mister_x