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Naufragio Inter: povero Pazzo

Pubblicato il 4 dicembre 2011 alle 10:30:06
Categoria: Serie A
Autore: Redazione Datasport.it

Povero Pazzo. Te li ricordi ancora i titoli dei giornali quando trascinavi l'Inter nei tuoi primi mesi in nerazzurro. "Inter da Pazzi", "PazzInter", "Attenti al Pazzo", "Grazie al Pazzo" (sì, qualcuno l'ha scritto davvero). D'accordo, non erano molto originali, ma con il nome che ti ritrovi come volevi che titolassero?

Povero Pazzo. Ti presenti a San Siro con una doppietta al Palermo alla prima con la maglia nerazzurra e togli le castagne dal fuoco ai tuoi nuovi compagni, sotto di due gol prima del tuo ingresso. Meno di un anno dopo, sullo stesso campo, davanti alla stessa porta, sei seduto per terra, a chiederti come hai fatto a scivolare come un dilettante sparando alle stelle il rigore del possibile pareggio contro l'Udinese.

Povero Pazzo. Dopo la doppietta al Palermo, di gol ne fai altri 10 in 17 presenze in campionato, vinci la Coppa Italia, il primo trofeo della tua carriera, e con l'addio di Eto'o nel mercato estivo sei sempre più convinto che questa è la volta buona, che la tua carriera da titolare in una grande squadra può finalmente decollare. Meno di un anno dopo di gol nei hai fatto solo uno in dieci partite, quello al Bologna. E meno male che Gillet ha solo sfiorato il tuo tiro, altrimenti saresti ancora a secco.

Povero Pazzo. Anche quando all'Inter arrivavano brocchi in difesa e centrocampo, in attacco nell'era Moratti passava sempre e solo il meglio del meglio: da Ronaldo a Vieri, da Baggio a Eto'o, da Ibrahimovic a Milito (quello di due anni fa, non il fantasma di oggi). Ma insomma, tu non sei quel tipo di giocatore, non sei il fuoriclasse che prende palla e risolve la partita. Sei più un tipo alla Trezeguet, uno che ha bisogno della squadra per rendere al meglio.

Povero Pazzo. Ti starai chiedendo: "Ma Gasperini e Ranieri avranno fatto caso a come segnavo nella passata stagione?". La risposta è semplice, basta rivedere tutti i gol: degli 11 che hai fatto, 7 sono arrivati grazie ai cross dalle fasce. In tre occasioni è stato Maicon a servirti, in altre tre Eto', una volta c'è riuscito persino Milito. In 7 degli 11 gol hai toccato la palla solo una volta, quella decisiva, l'ultima, per spingerela in rete. Perché tu sei un caro, vecchio attaccante da area di rigore: vuoi i cross, meglio se dal fondo, poi in un modo o nell'altro qualcosa ti inventi. Ma il lavoro fuori dall'area tocca ad altri.

Povero Pazzo. Ai tuoi fianchi eri abituato ad avere Eto'o da una parte e Maicon dall'altra. Ora, con rispetto parlando, ti ritrovi ad aspettare un assist da Nagatomo, Alvarez, Zarate e capitan Zanetti. E il bello è che le poche volte che sono riusciti ad andare sul fondo e a mettere una palla decente in mezzo, tu non hai sbagliato, soprattutto in Champions (gol al Cska Mosca e al Lille), dove la tua media è un po' migliore. Ma su di loro, confessalo, non fai grande affidamento.

E quindi, povero Pazzo? Non ti resta che sperare che la media dei cross azzeccati da Nagatomo lieviti nei prossimi mesi, che Alvarez si adegui ai ritmi del calcio europeo, che Faraoni confermi le buone cose fatte vedere ieri sera e che Moratti alzi il premio per gli assist a Zarate. O che, mosso da pietà, nel mercato di gennaio mandi al diavolo il fair play finanziario e torni a spendere come ai vecchi tempi. Nel frattempo, caro Pazzo, per ingannare l'attesa puoi continuare a contare i giorni che mancano al ritorno di Maicon in campo.