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A Milano, il pubblico applaude le vittorie di Sarchioto, Lenzi, Zucco e la Perritore.

Pubblicato il 10 maggio 2026 alle 20:05
Categoria: Boxe
Autore: Wilma Gagliardi

 

A   Milano, il pubblico applaude le vittorie di Sarchioto, Lenzi, Zucco e la Perritore.

Sconfitto Aounia. Il commento di Alex Cherchi. Il 21 giugno Lorusso-Santiago eliminatoria mondiale IBO.

di Giuliano Orlando

Obbiettivo centrato. La OPI Since 82 della famiglia Cherchi ha offerto al numeroso pubblico accorso al Centro Pavesi di Milano, quello che appassionati si aspettavano: spettacolo ed equilibrio delle sfide. I pugili hanno offerto l’uno e l’altro in abbondanza. La serata aveva il focus nelle due sfide titolate di Sarchioto e la Peritore, la prova del fuoco per Aouina e i progressi di Lenzi. Chi meglio di Alessandro Cherchi, che la serata l’ha allestita col fratello Christian, poteva commentarle? Per questo gli lascio il compito.                                               

  “Parto dalla Peritore (7-0-1), 37 anni, siciliana di Licata in Sicilia, di stanza a Roma, anni al vertice nella kick. Quando, nel 2023 l’ho accolta nella OPI, c’è stato chi non era d’accordo, sia per l’età e la lunga permanenza in una disciplina diversa. Nell’ottobre del 2025 a Carbonia ha conquistato l’europeo battendo la spagnola Natalia Francesca. Purtroppo in allenamento si fratturava la mano destra e per colmo di sfortuna, il primo intervento andava male, costretta al secondo e la perdita del titolo. Stavolta contro l’inglese Laura Pain (9), dieci anni più giovane e imbattuta, Gloria è stata bravissima sul piano tattico, anticipandola col sinistro e fermandola col destro, tenendo un bel ritmo per dieci round. Non concedendole neppure una ripresa. Conquistando oltre all’europeo anche l’Internazionale WBC. Al prossimo impegno la difesa del titolo e poi l’opportunità di un mondiale. A gioco lungo avevo visto giusto”                                                                                             

Da cosa deriva la sconfitta bruciante del tunisino Akrem Aounia (14-2), 31 anni, italiano di fatto, considerato la residenza a Milano da oltre dieci anni, finito KO contro l’inglese Bobby Faulkner (11), 26 anni di Manchester al quarto tempo, dopo che Akrem lo aveva messo al tappeto della prima ripresa?                                         

“Nella boxe c’è poco di casuale. Già nella precedente sfida sempre contro un inglese, nel qual caso Tom Hill, aveva rischiato grosso. Perché? Se indietreggi senza tenere l’avversario a distanza con colpi lunghi, ma lo aspetti alle corde, puntando sulla replica, il rischio è alto. Com’è accaduto. L’inglese ha schivato il destro di   Ouina, che si era scoperto, rispondendo con decisione e precisione fino alla resa di Akrem. In allenamento mi ero raccomandato di avere più iniziativa. Ai fatti ha dimostrato che gli manca il salto di qualità. Mi spiace ma questa è la situazione. Ci riproverà, ma è indispensabile che capisca la lezione”.                                                     

Il massimo bolognese Diego Lenzi (5), 24 anni, titolare ai Giochi di Parigi, colonna della nazionale è l’ultimo acquisto nella tua scuderia. Personaggio estroverso e anche discusso, ma i risultati sembrano dargli ragione. Perché questa scelta?                                                                                                                              

  “Perché riteniamo che abbia qualità per arrivare all’europeo. Detto adesso, sembra un’esagerazione, ma io ci credo. Deve migliorare ancora parecchio ma ha la volontà di farlo. Intanto pur senza avere alle spalle un’organizzazione, è andato in Inghilterra facendo sparring con Ituama, a Oslo, a Praga e in Turchia, anche in Uzbekistan. In Albania, dove recentemente ha combattuto. Questo significa che il pugile ha voglia di arrivare. Inoltre, ascolta i consigli e si fida di noi. Allja Tucak (2-1) era venuto a Milano per vincere e ci ha provato in tutti i modi, dimostrandosi un duro, anche se tecnicamente è modesto. Diego ha offerto una buona prova, confermando progressi, in particolare girando i colpi in chiusura. Il bosniaco non aveva mai perso prima del limite neppure da dilettante. A Milano ha dovuto arrendersi nel sesto ultimo round, col naso rotto e il sangue che non gli consentiva di respirare. Confermando che Diego possiede potenza, indispensabile nella sua categoria. Non escludo di farlo combattere all’estero, con giudizio, come utile esperienza”.                              

  Il rientro del medio di Anzio, Giovanni Sarchioto (14-1), 28 anni, pro dal 2021, talento precoce fin dalle giovanili. Da pro, l’unica sconfitta nel 2025 a Ryad (Emirati Arabi), battuto dall’ucraino Maksyn Moloda (12-!) al Grand Prix WBC, determinata dall’errata guida dall’angolo, dell’attuale responsabile della nazionale azzurra. Mancava da Milano dal 2023, è da considerarsi positivo?                                                                               

 “Giovanni, che si allena nel gym diretto da Giacobbe Fragomeni a Milano, ha conquistato l’Intercontinentale WBO, dominando il basco Ezequiel Gurria (21-4), 33 anni, pro dal 2016, attuale campione di Spagna, sulla carta molto impegnativo, sul ring un po’ meno. Ed è stato un buon testo per i futuri impegni. Ha dominato l’avversario contato nella quarta ripresa e ben due volte nell’ultima, dove pur soffrendo ha resistito restando in piedi fino al suono del gong. Al nostro non manca il talento, anche se la sua boxe risente ancora del dilettantismo, che lo condiziona nel rendimento da pro. Deve togliersi quelle scorie per ambire oltre confine”.                                                                                            

 In apertura il ventenne welter milanese Raffaele Montella, pro dalla scorsa stagione conquista il quinto successo a spese dell’argentino Silvio Mauricio Sabatino (6-7), 36 anni, pro dal 2024, residente in Italia da qualche tempo. Collaudatore dignitoso come ha dimostrato di fronte al giovane rivale, che lo ha inseguito nei sei round previsti, portando molti colpi, ma ancora latente nelle fasi conclusive. C’è l’intenzione di farlo allenare nella palestra dell’Opi, per completare il miglioramento tecnico-tattico.

L’atteso rientro del supermedio piemontese, il mancino Ivan Zucco (22-1), 30 anni, pro dal 2017, fermo dal 7 giugno, il giorno della prima sconfitta in carriera, subita in Inghilterra contro Callum Simpson (18-1), dopo una sfida tosta e drammatica, con Zucco che a inizio match stava per vincere clamorosamente. Tornato a casa, nel corso di un allenamento, si procurava un grave problema alla mano sinistra, procrastinando il ritorno di alcuni mesi. Andava valutata la condizione dopo la lunga inattività. Ad affrontarlo l’altro argentino, il trentenne Emiliano Exequiez Pucheta (19-12), attivo dal 2016. Zucco inizia senza forzare, poi aumenta il ritmo e al terzo round il sinistro comincia a fare i suoi effetti. Pucheda subisce il primo kd, e in quello successivo la musica non cambia. Sull’ennesimo colpo mancino, l’arbitro Enrico Licini, capisce che sia giunto il momento dello stop definitivo.                                                                                                                                                                              

 Una serata di buona boxe, in attesa del 21 giugno a Cologno Monzese, dove Alessio Lorusso 32-5-2) affronterà il messicano Alexandro Santiago (30-5) che nel 2023 sconfisse Nonite Donarie e conquistava il mondiale WBC gallo. Stavolta ci sarà in palio l’Intercontinentale IBO supergallo. Chi vince diventa sfidante al mondiale di categoria.

Giuliano Orlando