*/
GUARDA LA FOTOGALLERY "IBRA, LEO, BERLUSCONI UN ANNO DOPO"
Berlusconi da assente ingiustificato a re del mercato. Leonardo da cuore rossonero a Giuda interista. Ibrahimovic da nemico numero uno ad artefice del successo ritrovato. Lo scudetto numero 18 del Milan è un mondo che si capovolge in dodici mesi. Ha il sapore della rivoluzione.
Sembra passata un'eternità da quel 15 maggio 2010 quando a San Siro si giocava Milan-Juventus, ultima giornata di un campionato che l'Inter di Mourinho avrebbe vinto il giorno dopo a Siena. Clima di festa e nostalgia, con i rossoneri sicuri del terzo posto e i bianconeri lontanissimi. Finisce 3-0 per il Milan, è festa grande per tutti. Anzi, per quasi tutti. I tifosi inneggiano a Leonardo, seduto in panchina. Il brasiliano, dopo 13 anni di Milan tra campo e dirigenza, è “uno di noi”, come dice la curva, perché ha saputo tirare fuori il massimo dalla squadra nonostante un mercato praticamente inesistente. Gli applausi e le lacrime sono tutti per Leo che proprio quella sera dice addio. Non è festa per Berlusconi: viene definito assente ingiustificato con uno striscione a caratteri cubitali e non la prende bene. E' colpevole, secondo la curva Sud, di non investire più nel suo Milan.
Passano tre mesi da quel 15 maggio. Siamo a fine agosto, al posto di Leonardo c'è Allegri. La depressione dei tifosi del Milan non è certo passata: in estate non sono arrivati big, intorno alla squadra c'è scetticismo, si rischia una stagione anonima. Ma ecco, all'improvviso, il doppio colpo a sorpresa: in pochi giorni, tra l'incredulità generale, arrivano Zlatan Ibrahimovic e Robinho. Ovvero l'ex odiato interista, esperto di scudetti, e l'attaccante della nazionale brasiliana. La squadra cambia volto e diventa una delle favorite per il titolo. Berlusconi, da oggetto di contestazione, torna nel cuore dei tifosi. Si può tornare a sognare.
Ma i sogni, a volte, possono trasformarsi in incubi. Vigilia di Natale: sotto l'albero i tifosi rossoneri trovano Leonardo vestito da interista. Incredibile, ma vero. Nell'arco di sette mesi l'idolo diventa il traditore per eccellenza. I cori per il tecnico brasiliano si sentono sempre a San Siro, ma sono un po' diversi da quelli del 15 maggio 2010. Il mondo si rovescia definitivamente nel derby scudetto del 2 aprile: il Milan batte 3-0 l'Inter, Leonardo viene fischiato pesantemente per novanta minuti e i rossoneri virano verso il titolo. L'incubo della remuntada nerazzurra non si materializza. Alzi la mano chi, dodici mesi fa, avrebbe previsto uno scenario del genere.