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Zuffa story. Morello a Londra per l’europeo. Morejon in Olanda da bridger punta al mondiale.
di Giuliano Orlando
Complimenti allo staff di Fergal McKenna, il padre di Aaron. Che ha costruito un percorso perfetto per portare il figlio al mondiale e ancor più fare in modo che non corresse rischi per la vittoria. A casa dei McKenna, residenti a Smithborough, nella provincia di Monaghan, nel Sud, a vocazione cattolica, si respira pugilato da tre generazioni. Da nonno Ioseph ai nipoti Aaron e Stephen, passando da Fergal che fu un discreto professionista. Aaron entra in palestra a 10 anni nel 2009 e debutta l’anno dopo conquistando il titolo irlandese pulcini. Nel 2013 da schoolboy vince l’europeo di categoria svoltosi a Dublino. Sarà l’unico titolo, internazionale, fallendo i tentativi mondiali ed europei da jr. e youth, dal 2014 al 2016. Nel marzo 2017 riesce ad imporsi nel Memorial Pavlyukov ad Anapa in Russia, la nazione che lo aveva sempre respinto sia agli europei (2014) che ai mondiali (2015). Chiude la carriera in maglietta il 30 aprile 2017, conquistando il titolo youth del Commonwealth con bilancio di 61 vittorie e 9 sconfitte. Una delle quali subita dal leccese Damiano Cordella nella finale degli europei jr, 2014 ad Anapa.
A 18 anni passa pro e papà Fergal decide di portarlo negli Usa, prendendo residenza nei sobborghi di Los Angeles. Debutta il 19 dicembre 2017 sul ring del Mandalay Hotel, battendo il texano Travis Conely sui quattro round di cui non si avranno più tracce. Disputa altri nove incontri abbastanza facili, sempre in California, l’ultimo nel dicembre 2019, quando complice un problema alla mano destra, decide di tornare a casa. Resta fermo un anno. L’11 dicembre 2020 debutta a Londra battendo il carneade Jordan Grannun il cui record nell’occasione (55-72) diceva tutto. Vince per ferita del londinese di colore alla seconda ripresa. Grannun, 33 anni, ancora in attività ha totalizzato 15 vittorie, 7 pareggi e 192 sconfitte, solo 3 prima del limite! Per Aaron il cammino nel segno delle vittorie facili prosegue. Il 21 dicembre 2021 al Crystal Palace di Londra diventa campione WBC Youth medi, battendo ai punti il messicano Carlos Gallego Montijo, che essendosi presentato fuori peso, saliva sul ring già out per il titolo. Il 23 giugno 2023, sempre a Londra, supera l’angolano Uisma Lima (16-2) residente in Portogallo e conquista la cintura vacante WBC International. Il padre è abilissimo a farlo crescere gradualmente. Compreso l’ultimo match prima del mondiale di Dublino contro l’italiano Oliha. Il 26 aprile 2025 a Tottenham batte l’ex campione del mondo Liam Smith (33-5-1), sbandierandolo come grande successo, determinante per proiettarlo al ruolo di cosfidante al mondiale IBF.
Smith ha 38 anni, attivo dal 2008, è diventato campione del mondo WBO superwelter nel 2015, ovvero 11 anni fa. Lo ha perso alla seconda difesa da Sauli Alvarez, Ci ha riprovato il 21 luglio 2018 a Las Vegas, ma il messicano Jaime Munguria lo ha superato in modo netto. Ha proseguito con discreti risultati fino al successo importante il 21 gennaio 2023 a Manchester mettendo KO Chris Eubank jr. al quarto. Purtroppo per lui otto mesi dopo sempre a Manchester era Eubank a capovolgere il risultato, mettendo Smith al tappeto per il conto totale al decimo round. Da quel KO subito non era più salito sul ring. Affronta Aaron McKenna dopo un silenzio di un anno e mezzo. Sfida a senso unico, Smith è imbolsito, lento e impreciso, contro un rivale di dieci anni più giovane. Aaron vinche nettamente e nell’ultima ripresa sfiora la resa di uno spento avversario. Aaron per non smentire la sua tendenza ad essere sempre al limite del regolamento, alla settima tornata con una testata ferisce al sopracciglio l’inglese e subisce un richiamo ufficiale per l’uso improprio dei gomiti. Intanto papà Fergalf firma un contratto con la Zuffa Boxing, ovvero l’ultima arrivata nel mondo organizzativo, ma la prima come disponibilità finanziaria. La guida un triunvirato formato da Nick Khan presidente della WWE (World Wrestling Entertainment), un settore attivissimo negli USA, quindi Dana White presidente UFC Apex. A completare il quadro il ministro reale saudita e proprietario di The Ring Magazine, Turki Alalshikh, da anni l’uomo che ha investito miliardi sul pugilato. Stavolta fa parte della società, quindi opera in esclusiva. Lo scorso febbraio hanno presentato la cintura mondiale “Zuffa boxing” decorata con diamanti. Un progetto significativo, che potrebbe rivoluzionare l’egemonia delle quattro sigle che hanno la prerogativa di farsi reciprocamente la guerra.
Guarda caso, presidente della Zuffa è stato eletto Dana Withe operatore finanziario, telecronista e personaggio televisivo, presidente UFC (Ultimate Fighting Championship) che programma sport da combattimento, il cui patrimonio è valutato attorno ai 600 milioni di dollari. Nel 2026 ha firmato un contratto con la Paramount per 7 anni, di 7 miliardi. Non rinnovandolo alla ESPN, che ha chiuso con la boxe. Ha iniziato a organizzare dal 2017, crescendo anno dopo anno. Ad oggi ha superato le cinquanta riunioni. Oltre ad aver messo sotto contratto diversi campioni del mondo. Convinto repubblicano, ha supportato Donald Trump alle elezioni presidenziali. Perché ha sponsorizzato la serata di Berlino? I genitori di Dana sono nati in Irlanda, trasferendosi negli Usa negli anni ’60. Dana è nato il 28 luglio 1969 a Manchester nel Connecticut. Ecco spiegato perché la riunione di Dublino è stata sponsorizzata dalla Zuffa Boxing. Il resto lo ha fatto la federazione irlandese, scegliendo un arbitro di casa, che ha diretto il match senza mai richiamare Aaron, che dopo aver portato un paio di pugni, abbracciava Oliha senza ritegno. Una vera seppia, col beneplacito di Padraig O’Reachtagin, che al secondo round, per chiarire bene ha avvisato Oliha che se continuava ad abbassare la testa lo avrebbe richiamato. Una chiara forzatura, ma emblematica per capire l’ambiente in cui l’italiano ha combattuto.
Sconfitta ineccepibile, condizionata dalla conduzione arbitrale. Mondiale IBF, titolo vacante. Aaron McKenna (21) b. Etinosa Oliha (22-1) ai punti 12 riprese. Arbitro: Padraig O’Reachtagin (Irl); giudici: Colin Byrne (Irl) 118-110; Pawel Kardyni (Pol) 116-112; Marco Marzuoli (Ita) 117-111. Restano tre gli italiani campioni del mondo medi. Il primo fu Nino Benvenuti che il 17 aprile 1967, al Madison Square Garden di New York, sconfisse Emile Griffith per il WBC. A distanza di dodici anni, per la stessa sigla, il pugliese Vito Antuofermo, residente negli USA, il 30 giugno 1979, a Montecarlo, supera l’argentino Hugo Pastor Corro. Il 23 ottobre 1987 a Livorno, Sumbu Kalambay batte Iran Barkley (USA), per la WBA. Dopo 39 anni Etinosa Oliha ha tentato invano il poker. Tutta la riunione è stata tramessa su SKAY Sport. Nessuna emittente italiana a partire dalla RAI ha dimostrato interesse per l’evento. Confermando il sempre più evidente il disinteresse della disciplina, nonostante i proclami del presidente federale, che afferma il contrario. In quell’aprile 1967, il presidente del consiglio Aldo Moro vietò la diretta TV del match per l’orario (ore 4 del mattino). La radiocronaca venne affidata alla voce di Paolo Valenti, seguita da 18 milioni di italiani!
Nel resto della serata, tutti vittoriosi i pugili di casa. Nei medi il mancino scozzese Sam Hickey (7), 25 anni, pro dal 2024 ha destato ottima impressione. Usando i colpi lunghi, ha spedito il sergente inglese Brad Axe (5-2), 29 anni, pro dal 2024, al tappeto alla settima ripresa con un destro potente e preciso. L’imbattuto medio Callum Walsh (16), 25 anni, pur battendo l’ex campione europeo 2023 Tyker Denny (21-4-3), ottenuto a spese del nostro Signani, ha denunciato lacune tecniche e tattiche notevoli. L’inglese 35 anni, pur in fase discendente, è sempre avversario ostico. Sbrigativo il fratello più vecchio di Aaron, Stephen McKenna (17-1) 29 anni, pro dal 2019. Dopo 15 vittorie, il 14 dicembre 2024 a Liverpool, veniva sconfitto per SD dall’inglese Lee Cutler (16-2). 30 anni, pro dal 2018, per il Silver WBC. Stephen pagava i due kd (1 e 7) subiti. Il successo lampo contro l’inglese Owen O’Neil (14-3), 30 anni, pro dal 2019, fermato dall’arbitro dopo meno di tre minuti, lo rilancia. Facile la vittoria di Louis Greene contro il romeno Daniel Bucuc sui sei tempi. Il cruiser Patrick O’Connor costringe alla resa Juan Manuel Muriel al primo scambio. Il massimo leggero Connor Coyle ha regolato Mark Beuke sulle 10 riprese. Era molto atteso il rientro del mancino irlandese Joseph Ward (14-1), 32 anni, contro l’imbattuto Artjom Kasparian (14-1) 31 anni, pro dal 2021 nato in Russia, residente in Olanda, con licenza inglese. Ward nei dilettanti è stato fenomenale. Attivo dal 2005 al 2019, (114-18), ha vinto europei e mondiali dagli school boy ai senior. Presente ai Giochi di Rio 2016. Ward non combatteva dall’ottobre 2024. Incontro sui 10 round, vinto alla grande a Ward, dopo un avvio scoppiettante del barbuto Kasparian. Il beniamino di casa è stato molto accorto in difesa, facendo stancare l’avversario, che dal quarto round è andato sempre più in affanno. Negli ultimi round ha rischiato la resa. Per Ward un buon rientro.
Il 28 agosto a Londra, Dario Morello (26-1) sfida l’imbattuto George Liddard (14) per la vacante cintura europea medi. Trasferta rischiosa contro un avversario che oltre a combattere in casa, è più giovane (24 anni contro i 33 dell’italiano) e in continua ascesa. Significativa l’ultima vittoria su Tyler Denny (21-5-3) ex europeo 2023, cliente sempre ostico, il 21 marzo scorso, che gli ha fruttato il titolo britannico, il Comonwealth e l’Intercontinentale IBF. Morello è allenato dal padre Ercole, che sicuramente lo avrà portato a Londra preparato al meglio. Resta da valutare se basterà per superare l’inglese. Positiva la buona borsa ottenuta. Ma anche la conferma della debolezza organizzativa italiana. La TAF, che lo gestisce. nulla ha potuto per portare il match in Italia.
Anche per il campione italiano massimi, il cubano Angelo Morejon (11), residente a Castel di Casio nell’Alto Reno sull’Appennino Tosco Emiliano, allenato dal maestro Emanuele Orlando detto Lele, l’opportunità di scalare le classifiche passa da una trasferta non certo facile. Dopo la vittoria su Carlesimo a Roma per il tricolore le sue quotazioni sono salite. Il WBC lo pone al quinto posto tra i Bridger. Per confermare il salto, il 12 ottobre al Theatre Carrè di Amsterdam dovrà battere Willy Kyakonye (14) con 13 KO all’attivo, il picchiatore ugandese naturalizzato olandese. Il match vale quale eliminatoria per indicare lo sfidante del belga Ryad Merhy (36-3), 33 anni, nato in Costa d’Avorio, campione in carica, attivo dal 2013, già iridato WBA nei cruiser (2021-2022). L’ultima sconfitta il 13 aprile 2024 contro il texano Jared Anderson (18-1) per il titolo massimi USA. A seguire quattro vittorie, l’ultima a spese del sudafricano Kevin Lerena (31-5) 34 anni, attivo dal 2011, iridato cruiser IBO nel 2018, che lo aveva superato in SudAfrica nel 2023. Nel record figura anche la vittoria sul francese Tony Yoka, oro olimpico a Rio 2016. Morejon, 30 anni, pro dal 2023, giunto in Italia, dopo una rocambolesca fuga da Mosca, lasciando la squadra cubana. Grazie alla borsa ottenuta combattendo per l’IBA. Acquista un volo aereo che lo porta a Vienna. Dall’Austria arriva in Slovenia dove viene respinto. Lungi dall’arrendersi prosegue passando per i boschi, approdando a Castel di Casio, dove vive la madre a sua volta fuggita da Cuba. Pro dal 2023. Il suo allenatore ha fondato la Italian Ringside Promotion, affidando la procura a Riccardo Bizzo. La prima trasferta non è certo facile, ma neppure impossibile. Auguri.
Giuliano Orlando