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A “Radio Anch'io lo sport”, consueta trasmissione di Radio Uno del lunedì mattina, è intervenuto l'amministratore delegato della Juventus, Giuseppe Marotta, che ha parlato del momento della squadra, di un sogno Champions ancora vivo: “Dobbiamo essere prudenti e realisti, il distacco è abbastanza consistente. Di solito le squadre di testa viaggiano molto spedite. 6 punti sono tanti con 6 giornate da giocare. L'obbligo di crederci però sicuramente c'è”.
Sembra che la squadra abbia ritrovato fiducia in sé stessa. “Lo spirito è molto positivo. Ieri abbiamo dimostrato di saper reagire. E' stata quasi un'impresa considerando che Delneri ha utilizzato 14 giocatori di cui 12 nuovi rispetto alla stagione passata”.
C'è tanta pressione intorno a questa Juve: “Dopo Calciopoli non si è riusciti a raggiungere traguardi importanti. Il tifoso è abituato a vedere la squadra vincere, lo è stato per anni. In questi ultimi 4 la Juve si è allontanata dal grande palcoscenico del campionato, quello stesso che anni fa vedeva la Juve primeggiare”.
Questione infortuni, dovuta alla preparazione atletica? “Difficile rispondere. E' vero abbiamo avuto diversi infortuni ma la grande percentuale sono di carattere traumatico. Scontri fisici, appoggio sfortunato di Quagliarella che gli ha rotto i legamenti, anche la sfortuna conta. Il Napoli ad esempio non ha avuto infortuni e questo è un aspetto fondamentale. Noi monitoriamo molto attentamente la situazione ma il calcio oggi dal punto di vista fisico richiede sforzi immensi e sollecitazioni continue”.
Argomento Buffon: “Non esiste nessun caso Buffon. E' il nostro portiere titolare. Miglior portiere del mondo degli ultimi 10 anni. Ha stima da parte di tutti, abbiamo dovuto ricorrere all'ingaggio di Storari per il suo infortunio, bisognava trovare un portiere di analogo livello e l'abbiamo trovato. Buffon è tornato dall'infortunio e ha vestito la maglia di titolare, cosa che farà anche quando rientrerà da questo stop. Contatti con la Roma? Non saprei dire, oggi devono ancora trovare la loro definizione strutturale, non credo che abbiano intavolato un discorso di mercato con Buffon, con noi non l'hanno fatto”.
Il pubblico di Torino non è riuscito a entrare in sintonia con Delneri: “Chiaro che il tifoso sia indispettito dalla situazione. Sono esigenti, vogliono raggiungere obiettivi importanti. Delneri ha fatto un lavoro certosino, ha ridato identità al gruppo. Abbiamo dovuto cambiare tanto, prendendo 14 elementi nuovi. Le squadre che sono davanti sono state costruite negli anni. Non abbiamo voluto cambiare Delneri perché convinti che la responsabilità del momento negativo non fosse sua. Va considerato che Delneri difficilmente ha potuto confermare la stessa formazione due partite di fila per via degli infortuni. Il 50% della rosa oggi è indisponibile. Faccio l'esempio del Napoli, loro non hanno avuto infortuni, hanno utilizzato 17-18 giocatori, noi 35”.