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Ranieri, dopo la vittoria per 2-1 sul Lille, ha detto che il gruppo nerazzurro è compatto, anzi granitico. Come granitica è la radice argentina di questa rosa: ieri a San Siro decisivi Samuel e Milito, ma non solo.
Javier Zanetti mette a segno la presenza numero 101 in Champions League: il capitano dell'Inter ha disputato una partita impeccabile, lasciando le briciole (ma forse neanche quelle) a Eden Hazard, nuovo fenomeno del calcio europeo che il Lille valuta 40 milioni di euro. Come se non bastasse, il numero 4 nerazzurro si è gettato in avanti per sbrigare una pratica che sembrava difficile per chiunque: far segnare Diego Milito.
Già, proprio Milito, l'uomo del triplete. Il numero 22, dopo l'errore ad inizio di secondo tempo, poteva anche pensare di appendere gli scarpini al chiodo. Il pubblico di San Siro, però, gli è debitore, e quando ha infilato la zampata (poi rivelatasi decisiva) del 2-0 è scoppiato in un'ovazione senza precedenti, così come quando il Principe ha lasciato il campo, sostituito da Obi. Un recupero psicologico importante per Ranieri, che se riuscisse a ritrovare quel bomber che era, potrebbe dire addio in un colpo solo a tutti i problemi del reparto avanzato.
Ma l'Inter si coccola anche gli altri argentini della sua rosa: detto di Samuel, decisivo in difesa e in attacco, e di Cambiasso, sempre prezioso a far legna in mezzo al campo, anche Zarate gioca forse la sua miglior partita da quando veste nerazzurro. L'ex Lazio svaria su tutto il fronte, prodigandosi anche in copertura, ma non rinunciando a quelle incursioni che Ranieri vuole siano sempre maggiori. Ricky Alvarez, l'acquisto più pagato del mercato estivo, sta prendendo piede nel reparto avanzato: 'Maravilla', come lo chiamano in Argentina, sta dimostrando che forse, dopo un periodo di ambientamento, può dire la sua, con finte e controfinte viste anche negli ultimi minuti contro la Juventus. Ranieri si augura di continuare a ballare il tango, magari anche in campionato.