Gli allenatori preferiscono il traghetto

2011-03-08 09:46:51
Pubblicato il 8 marzo 2011 alle 09:46:51
Categoria: Serie A
Autore: Redazione Datasport.it

Sono allenatori professionisti, quindi servirebbe un contratto di almeno un anno e mezzo per dargli la possibilità di lavorare con un minimo di profondità. Invece, sono allenatori per poche settimane. Praticamente traghettatori. Ormai è diventata una tendenza: il Bari ha trovato un accordo per la risoluzione con Ventura e ha consegnato un contratto fino a giugno a Mutti. Il Palermo si è stancato di Delio Rossi e ha fatto la stessa cosa con Cosmi. Il tempo passa, la fine della stagione si avvicina, ma nessuno chiede garanzie. Prendiamo la storia della Sampdoria: ieri, 7 marzo, è stato esonerato Di Carlo ed è stato annunciato Cavasin. Contratto fino al 30 giugno, quindi poco più di tre mesi e mezzo. Ma in pratica si tratta di un impegno per due mesi e mezzo, considerato che il campionato finisce il 22 maggio. Quindi, davvero un rapporto brevissimo da consumare come un pranzo frugale.

Non credo che gli allenatori possano violentarsi così, non è giusto che si concedano per poche settimane. I presidenti non chiedono altro che risparmiare. Prendiamo Mutti: si sapeva che, arrivando a Bari, avrebbe avuto poche possibilità di salvezza. E che sarebbe stato importante vincere le prime due partite per coltivare una minima speranza. Il Bari ha pareggiato contro il Genoa e poi ha perso in casa della Lazio. Quindi, retrocessione annunciata. Certo, poi sono arrivate buone prestazioni come quella di domenica scorsa a Udine. Ma il concetto non è cambiato. E la domanda va rilanciata con forza: per quale motivo Mutti ha accettato senza la garanzia almeno di un contratto che gli consentisse di ripartire dalla B a Bari per preparare una pronta risalita?

Cosmi ha visto il Palermo, la possibilità di tornare in sella dopo le ultime vicissitudini e non si è posto il problema di chiedere un anno in più. Non se l’è posto, ovviamente, Zamparini che intende avere le mani libere per il campionato 2011-2012. Se Garrone avesse voluto un discorso più profondo, magari avrebbe liberato Colomba dal Bologna e lo avrebbe portato alla Samp. Se n’è guardato bene, ha preferito proporre poche settimane ad Alberto Cavasin. E Cavasin ha preso la Samp al volo, troppo forte la tentazione della serie A.

La colpa non è delle società. Ma degli allenatori che accettano un ruolo da traghettatori senza il minimo scrupolo. Si può fare peggio? Certo, magari la prossima volta i contratti saranno di due-tre settimane.