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Il Giro d’Italia 2026 entra nella sua fase decisiva con la diciottesima tappa, in programma giovedì 28 maggio, da Fai della Paganella a Pieve di Soligo. Una frazione di 171 chilometri, mossa ma non estrema, che accompagna la corsa dal Trentino al Veneto attraversando le valli dell’Adige, del Brenta e del Piave prima dell’ingresso nelle colline del Prosecco. In maglia rosa riparte Jonas Vingegaard, forte di oltre quattro minuti di vantaggio sui principali inseguitori, in una classifica generale che sembra ormai indirizzata ma non ancora definitiva.
Il tracciato alterna lunghi tratti in leggera discesa a una sequenza di strappi destinati a rendere nervoso il finale. Dopo la salita di Civezzano e le Scale di Primolano, luogo legato alla storica caduta di Fausto Coppi nel Giro del 1950, la corsa si sposta verso Valdobbiadene e affronta gli ultimi ostacoli di giornata: Combai, Tarzo e soprattutto il Muro di Ca’ del Poggio, breve ma severissimo, con pendenze che raggiungono il 19 per cento e scollinamento a meno di dieci chilometri dal traguardo.
È l’ultima occasione relativamente “tranquilla” prima delle grandi montagne e proprio per questo la tappa si presta a molte interpretazioni. Una fuga ben assortita potrebbe trovare spazio, anche perché il Ca’ del Poggio rischia di tagliare fuori i velocisti più puri. Tra i corridori attesi figurano Jhonatan Narvaez, già protagonista in questo Giro, oltre a uomini da classiche come Jasper Stuyven, Alberto Bettiol e Filippo Ganna. L’arrivo di Pieve di Soligo, con un rettilineo conclusivo leggermente in salita, promette comunque un finale aperto fino agli ultimi metri.