Agli europei youth in Croazia, Italia protagonista con i due ori di Sarsilli e la Muzzi, un argento e tre bronzi.

Pubblicato il 17 aprile 2024 alle 18:04
Categoria: Boxe
Autore: Wilma Gagliardi

Agli europei youth in Croazia, Italia protagonista con i due ori di Sarsilli e la Muzzi, un argento e tre bronzi.

di Giuliano Orlando

Mentre in Serbia a Belgrado, prende il via la rassegna europea più importante, in Croazia a Porec (Parenzo), si è concluso quello riservato agli youth (17-18 anni). Per i maschi è stata la 34° edizione maschile, la 15° femminile. In partenza 33 nazioni: Azerbajan, Albania, Armenia, Belgio, Bulgaria, Croazia, Cipro, Rep. Ceca, Inghilterra, Estonia, Francia, Georgia, Grecia, Ungheria, Irlanda, Israele, Italia, Kosovo, Lettonia, Lituania, Moldovia, Montenegro, Macedonia del Nord, Polonia, Romania, Serbia, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svizzera, Turchia, Ucraina e una squadra denominata IBA, proposta appunto dall’Associazione presieduta dal russo Kremlev. In totale 330 atleti (220 uomini e 110 donne). Nel 2022 a Sofia, assenti Russia e Bielorussia, si presentarono 40 nazioni, scese a 29 a Yerevan nel 2023 con l’apertura alle due nazioni escluse dai Giochi. Il torneo si è rivelato di alta qualità, con punte che potrebbero risultare protagoniste anche a livello assoluto. Contrariamente alle informazioni della vigilia, Russia e Bielorussia non si sono presentate. La situazione ha favorito l’Ucraina, vera mattatrice del torneo con un bilancio totale di 22 podi, 8 ori, otto argenti e 6 bronzi. Impressionante il dominio maschile con sei primi posti, quattro secondi e 2 terzi. Con Kuzmenko (63.5), Mikola (86) e Zakhachenko (75) in evidenza, mentre nel femminile le due vincitrici, Pokusai (52) e Taran (70) hanno imposto la legge della maggiore fisicità. L’Inghilterra ha conquistato due ori maschili e due al femminile, confermando una base molto solida. Carrigan (71) e Fonowah (92), longilinei veloci e precisi, hanno qualità che gli permetteranno di proseguire in alto anche tra gli elitè. Il primo ha dominato in finale l’ucraino Oleh, forte e determinato, ma senza il lampo del fuoriclasse. Il secondo ha faticato assai di più contro l’armeno Simonyan, molto esperto, superandolo grazie alla precisione e al gioco di gambe. Tra le donne, la Imoge (48) ha vinto di forza la finale contro la mancina francese Fragnieres, giunta in finale superando la turca Yagmur e l’ucraina Solomiia, candidate al successo. Dal canto suo l’inglese aveva avuto vita più facile, salvo la semifinale contro la greca Trifylli, titolata nelle jr. vincitrice della nostra Graziella Schininà nei quarti, stesso risultato dell’edizione scorsa. Per l’oro la Imoge ha logorato la resistenza della transalpina, fino alla resa del terzo round. Nei 50 kg. pure l’altra brevilinea britannica Pumphrey, ha vinto la finale prima del limite, stroncando la turca Emine in meno di tre minuti. In realtà la vera finale l’aveva disputata nei quarti contro l’azzurra Martina Vassallo, guerriera indomita, che l’aveva dominata nel primo round, contenuta nel secondo e stava lottando alla grande per vincere, purtroppo l’arbitro kossovaro Latif Demolli, sempre ostico con l’Italia, nel terzo round richiamava ben due volte la Vassallo, con una severità incomprensibile, regalando all’inglese una vittoria insperata. Da segnalare la romena Nita (75) vincitrice in finale dell’ucraina Pylypchuk, con una boxe molto intelligente, tanto da essere premiata come la migliore del torneo. Due ori al maschile li ha centrati anche l’Azerbajan, presentando una squadra molto forte. Nazarov (48) e Omar (54) hanno battuto gli ucraini Zvierev e Chekin Maksym, dimostrando arte e mestiere degni degli elitè. Tra gli uomini, oltre all’Italia, hanno centrato un oro Irlanda e Bulgaria. I giovani del Quadrifoglio presenti in nove, hanno conquistato l’unica vittoria col +92 Adam, che dopo aver sudate le proverbiali sette camice per battere l’ucraino Sliesariev grazie al Bout Review che lo premiava 4-3, in finale dominava l’armeno Tepanyan, modesto nel contenuto tecnico. La Bulgaria ha raccolto 4 podi, con due finalisti. Bersaglio pieno per Venelinov (60) premiato di fronte all’ucraino Bohdan, che non gli era stato inferiore. Niente da fare per Stoyan (86), travolto da Mikola dai colpi che lasciano il segno. Costretto allo stop il bulgaro al primo round. In un contesto di 33 nazioni, solo sei sono salite sul podio più alto e tra queste l’Italia, che ha aggiunto anche un bronzo, con l’ottimo Harpula (67), autore di un torneo ottimale. Prima di cedere di misura in semifinale all’ucraino Mark, vincitore della categoria, aveva battuto Harbachou (IBA), l’ispano Calero e Roganovic, montenegrino che figurava tra i favoriti. Di più non gli poteva chiedere. Il piemontese Christian Sarsili (80), campione jr. nel 2022, la scorsa stagione all’esordio tra gli youth, in Armenia, trova subito il russo Magomedkhanov, che sfruttava meglio l’allungo e lo batteva. Neppure quest’anno sembrava fosse andata meglio. Finito nella parte bassa del tabellone, in compagnia dei migliori, iniziava alla grande battendo l’ucraino Vityk con quattro 30-27 che dicono molto. Proseguiva a spese del polacco Marek e arriva in semifinale incrociando il turco Mert, che si era imposto sull’inglese McCormak  e poi su Kiryl (IBA), destando ammirazione e speranze nel suo team. Sfumate senza alcun tentennamento contro l’azzurro che offriva boxe lineare e precisa, ottime schivate e rientri sempre in anticipo sui rivali. Tutto sommato il finalista lituano Nikita ha rappresentato l’ostacolo meno impervio. Contato due volte nel primo round, non ci ha mai capito molto contro l’azzurro, troppo superiore. Per mettere a bersaglio qualche pugno, ha dovuto farlo centrando bersagli proibiti, che l’arbitro ha ignorato. Vittoria importante sia per l’atleta che per il nostro settore, titolo che mancava all’Italia dal 2018, evento disputato a Roseto degli Abruzzi, oro conquistato dal medio Naichel Millas, cresciuto alla scuola del maestro Gino Freo. Un talento naturale incredibile, come incredibilmente ha gettato tutto al vento. Grazie a Sarsilli il digiuno è finito e speriamo abbia sostituti in tempi più brevi. Se i due podi consentono all’Italia (1-0-1) maschile di figurare al sesto posto, dopo Ucraina (6-4-2), G.B. (2-0-1), Azerbajan (1-0-2) e Irlanda (1-0-2) su 20 nazioni sul podio, ancora meglio hanno fatto le giovani youth, conquistando il quinto posto alla pari con la Grecia. Le sei allieve di Valeria Calabrese, pur dovendo fare a meno della Golinelli, si sono comportate più che bene, con quattro podi e uno mancato per sfortuna o faziosità dell’arbitro del Kosovo. Non solo, le due finaliste sono del 2007, quindi all’esordio della categoria. L’oro lo ha conquistato la romana Ginevra Muzzi (60), che ha il record dei richiami ufficiali. Quattro match e la bellezza o la bruttezza di sei punti tolti all’azzurra. Tutti giustificati? Ho seri dubbi in proposito. Ugualmente conquista il titolo youth, bissando quello della precedente stagione nelle jr. Al momento la fanciulla vince grazie ad una scelta di tempo nel colpire da talento e nel contempo commette ingenuità incredibili. Se accanto i pregi, diminuiranno i difetti potremo contare su un peso leggero di grande avvenire. L’altra 2007 è la campana Miriam Di Savino, un coraggio da leonessa in una faccia da santarellina. Ha battuto l’inglese Dolling costretta ad una stretta difesa per arrivare alla fine, stesso trattamento alla serba Boskovic in semifinale. L’ha fermata solo l’ucraina Taran, ma il 5-0 non rispecchia il match, giusto nel risultato, molto meno nel distacco. La Taran era più forte ma l’azzurra non si è fatta pregare per replicare e lo ha fatto fino all’ultimo secondo, anche se stanca. Tra un anno tutto potrebbe cambiare a suo vantaggio. I due bronzi hanno premiato l’esordiente Grabucea (52) che ha battuto la quotata greca Giannakopoulou, titolata nelle jr. pagando l’inesperienza contro l’irlandese Dowling, convincendo comunque un giudice a premiarla col vantaggio. Nei 66 l’altra esordiente Annamaria Del Giorno, creava la prima sorpresa assalendo la greca Zarkali con tale decisione e due conteggi, che l’arbitro decideva di chiudere la faccenda prima che finisse il primo round. Non si poteva pretendere ripetesse l’impresa di fronte all’irlandese Byrne, una guerriera pazzesca, che comunque non è andata oltre la vittoria ai punti. Arrivando poi all’oro. Un bronzo prezioso per l’italiana.

Giuliano Orlando