Europei femminili a Madrid, con cinque azzurre sul podio

2019-08-29 17:05:52
Europei femminili a Madrid, con cinque azzurre sul podio
Pubblicato il 29 agosto 2019 alle 17:05:52
Categoria: Boxe
Autore: Redazione Datasport

Cinque delle otto azzurre presenti agli europei femminili numero dodici, per la prima volta in Spagna, nell’elegante ma purtroppo deserto di pubblico, centro polisportivo di Alcobendas, cittadina posta a 25 km. da Madrid, sono state promosse alle semifinali, che vuol dire medaglia sicura. La rassegna continentale, dopo 96 combattimenti, diluiti in cinque giorni, ha selezionato le 40 atlete sulle 136 in partenza, che hanno conquistato il posto sul podio. Delle 31 nazioni presenti, premiati 15 paesi. 

Tra le semifinaliste tre sono europee uscenti (la bulgara Petrova 57 kg., la finnica Potkonen 60 kg. e la nostra Severin +81), altre come le turche Cakiroglu e Caliskan giunsero all’argento. Esclusa dal podio ad opera della nostra Carini (69) la bulgara Yonuzova oro 2018 nei 64 kg. Il bilancio delle italiane è decisamente buono, cinque in semifinale (Bonatti 48, Testa 57, Amato 64, Carini 69 e Severin +81) col rimpianto per la Fadda (51) che ha lottato alla pari con l’ucraina Kob, 32 anni, quinta ai Giochi 2016, argento europeo 2016, esperienza da vendere, mancata alla genovese alla sua prima esperienza europea, finita alla pari, come dimostra il 3-2 conclusivo, che poteva andare all’azzurra senza scandalo di sorta. Delusione per la biellese Lamagna (54) battuta dalla romena Perijoc, tecnicamente inferiore, con la differenza che la danubiana voleva vincere, mentre l’italiana voleva andare a casa.

Caustico il ct. Renzini: "Non serve giocare in Italia e tremare all’estero. Il talento lo devi mettere a profitto quando sei chiamata ad esami veri come gli europei. Ci abbiamo provato, ma al momento Lamagna non è matura per questi impegni”. Mentre è molto soddisfatto del resto della squadra, allenata in modo mirabile dagli altri due tecnici, Maurizio Stecca e Michele Caldarella, col fisioterapista Marcello Giulietti, team leader Raffaele Esposito. Su otto in partenza, metterne cinque in medaglia è impresa da record. A livello di numeri, non era mai accaduto. Anche se non è stato facile arrivarci. Nei 48 kg. la piacentina Bonati 22 anni, alla prima esperienza europea, dopo aver battuto la francese D’Almeida più nettamente di quanto dica il 3-2, ed era il terzo successo su altrettante sfide con la transalpina, contro la romena Duta, 37 anni, 430 incontri alla spalle, attiva dal 2004, quattro volte europea, bronzo uscente, sembrava impresa impossibile. Invece è successo che a tenere i nervi saldi è stata l’azzurra, che ha usato il cervello per colpire meno ma più precisa, mentre la romena attaccava come un toro infuriato senza badare a come mulinava le braccia. Meritandosi il richiamo per colpi scorretti. E la giusta sconfitta, assegnata da tre giudici, mentre il turco e il francese segnavano un pilatesco 28-28, che non dice nulla.

La Fadda (51) dopo aver battuto la non facile svizzera Pileggi, classe ’99, in attività dal 2012, tipa tosta mai doma, trova nei quarti l’ucraina Kob, 32 anni, quinta a Rio 2016, argento europeo nello stesso anno a Sofia, che si era disfatta della bulgara Dimitrova bronzo uscente. Dopo aver perduto la prima ripresa, lasciando l’iniziativa alla Kob, la genovese dalla seconda iniziava ad attaccare, togliendo spazio all’ucraina, sorpresa dal cambio di passo dell’azzurra, che infittiva ancora più l’offensiva nel terzo round, mandandola in affanno e vincendo il round finale alla grande. I giudici francese e turco davano la vittoria alla Fadda, inglese, tedesca e bosniaca alla Kob. Detto della Lamagna, il percorso di Irma Testa è stato impeccabile. La talentuosa napoletana di Torre del Greco, allieva della famiglia Zurlo, appena 21 anni, dopo l’esperienza del 2018 nei 60 kg. è tornata nei 57 la sua categoria, mostrato boxe elegante e precisa, come il suo talento può assicurare. Regolate l’ucraina Tsyplakova e la turca Yildiz, entrambe scese di categoria dal 2018, non certo dalle scartine, adesso è chiamata all’esame più arduo. Domani trova la polacca Kruk, 30 anni, un precedente negativo con Irma nel 2017, che si è tolta la soddisfazione di eliminare la russa Abramova, 29 anni, europea 2016 e argento uscente, terza ai mondiali 2012, e nei quarti la bielorussa Bruyevich che ha la forza di un uomo. La polacca conosce solo la marcia in avanti, ha polmoni a mantice e non scende mai di ritmo. Irma non è chiusa, ma dovrà compiere un piccolo capolavoro per arrivare in finale. Dove troverà la vincente tra bulgara Petrova, oro uscente o l’inglese Artingastall una mancina davvero difficile e brava. Nei 64 kg. l’altra napoletana, di origini calabresi, Francesca Amato, 29 anni, cresciuta alla Boxe Napoli ai primi passi nel 2009, passando dall’Esercito, poi un lungo stop per riprendere con la Boxe Roma XI dal 2017. E’ al primo esame continentale, ed ha già compiuto due imprese notevoli. Prima battendo la bulgara Eliseeva, bronzo mondiale 2016, sconfitta dalla Mesiano nell’anno magico, bronzo europeo uscente e una delle papabili all’oro. Stoppata la bulgara, ha fatto altrettanto con la scozzese Reid, mancina furba di tre cotte che dopo aver vinto il round di apertura usando molto la testa (bassa), alla seconda oltre al richiamo dell’arbitro, trovava una rivale che invece di attenderla l’ha assalita senza tregua.

La tattica l’ha portata a vincere nettamente il match. Alla domanda del perché sia emersa così tardi, risponde candidamente: "Perché mi sono svegliata solo adesso, prima ero una testa di legno. Ho buttato al vento molte occasioni, dai mondiali di Astana 2016 e altro. Dal 2017 cerco di recuperare il tempo perduto. Intanto torno a casa con una medaglia. Ma anche contro la russa, farò tutto per vincere”. La russa in questione è la Kheteeva, molto abile e veloce, una delle favorite all’oro. Ma ogni match ha la sua storia. Nei 69 kg. l’ennesima napoletana, anche lei debuttante Angela Carini, ancora ventenne, onusta di titoli tra jr. e youth, sta salendo niente male anche nelle elite. Dopo i mondiali del 2018, dove è stata bravissima, battendo l’inglese Ryan e cedendo di misura contro la cinese Gu, argento iridato, si è presentata a Madrid confermando i progressi.

All’esordio ha superato la ben più esperta bulgara Yonuzova, ovvero l’oro uscente dei 64 kg. che non si attendeva certo di chiudere subito gli europei. La Carini ha vinto netto e ha fatto il bis contro Schmoranzova, undici anni più anziana, bronzo europeo 2016 nei 64 kg. che ha cercato in ogni modo di vincere, stoppata dall’azzurra dimostratasi più talentuosa. Adesso per salire in finale incrocia la gallese Eccles, vincitrice a sorpresa dell’inglese Ryan (3-2) apparsa incerta e fuori forma. Una rivale che va sempre avanti e che la Carini dovrà eluderla con spostamenti e rientri, Facile a dirsi, meno ad eseguirli. Ma Angela ha talento e intelligenza e può farcela.

La veneta Flavia Severin, entrata direttamente in semifinale trova l’avversaria più ostica nella russa Magomedalieva, che ha battuto la bielorussa Kavaleva nei quarti. L’azzurra è rimasta ferma dall’arrivo a Madrid per una settimana e questo forzato riposo non è certo giovato. In allenamento non è sembrata al top, ma sicuramente non si arrenderà facilmente. Nell’altra parte l’ucraina Shevchenko dovrebbe spuntarla sulla romena Nane. Nel 2018 la nostra azzurra superò l’ucraina nei quarti e la turca Demir in semifinale, per trionfare contro la giovane russa Tkacheva per l’oro. Che Severin vedremo domani? La risposta spetta al ring e speriamo sia positiva. Spiace che nei 60 kg. non sia stato possibile contare sull’Aberti o la Nicoli, entrambe in bacino di carenaggio, sicuramente in grado di lottare per le medaglie. L’ennesima napoletana Martuscitello si conferma psicologicamente fragile a certi impegni. La bielorussa Yarshevich non era migliore, ma mentalmente più forte. Nelle categorie senza le azzurre in gioco, nei 54 kg. lotta al coltello tra la russa Tazabekova, trentenne di S. Pietroburgo, per la prima volta nell’arengo europeo, chiusa per anni dalla Sagataeva e bielorussa Apanasovic da non sottovalutare. La russa ha rischiato di uscire al primo turno contro la talentuosa turca Saracoglu, 19 anni che l’ha impegnata allo spasimo e il 3-2 ha fatto storcere il naso ai turchi. Nell’altra parte sfida tra la francese Cruveller, mancina scomoda e la romena Perijoc generosa anche se monocorde. Nei leggeri, impressiona la finnica Potkonen, 39 anni a novembre, che rischia di rivincere l’europeo dopo quello del 2018. La mancina irlandese Broadhurst, 22 anni, è brava e lo ha dimostrato battendo la russa Beliakova, argento uscente, che puntava in alto e si è fermata prima del podio. Il fatto è che la Potkonen è un rullo compressore fino all’ultimo secondo. La francese Hamodouche ha battuto nei quarti la longilinea svedese di colore Alexiusson, 23 anni antica avversaria di Irma che ha pure battuto, partita alla grande e poi scoppiata dopo metà match. La transalpina trova la turca Caliskan, argento nei 64 che prova nei 60 per ottenere l’oro. Non sarà facile, anche se ha boxe piacevole ma forse troppo evanescente per tipi come la Potkonen che appena di agganciano ti tolgono il fiato. Nei 75 kg. i giudici hanno regalato la vittoria alla giovane russa Shamonova ai danni della turca Demir che aveva vinto in modo chiaro. Adesso la russa, classe 2000, rischia di vincere il titolo, se batte l’irlandese O’Rourke, rivale più difficile della svedese Holgersson e Wojcik polacca, le altre due semifinaliste. Negli 81 kg. la turca Guneri, classe ’87, bronzo iridato 2014-2016, pronta a tornare in vetta come fece nel 2016, mentre l’anno scorso la russa Urakova, assente a Madrid, sostituita dalla Ivanova, che potrebbe trovare in finale, la bloccò per l’oro. Nel bilancio generale la Russia ne ha 8 sul podio su dieci titolari, una in meno di Sofia 2018, Italia e Ucraina seguono con cinque, nel 2018 tre azzurre e quattro ucraine. La Turchia si è mantenuta a quota quattro, la Francia è salita da una a tre, come la Polonia, con due semifinaliste: Inghilterra, Irlanda e Bielorussia, una presenza sul podio per Galles, Romania, Repubblica Ceca, Finlandia, Svezia e Bulgaria che a Sofia nel 2018, contava ben sei semifinaliste. Quando si dice l’aria di casa. Domani le venti semifinali in due turni (14,30 e 18,30), sabato 31 agosto le finali dalle 18 in avanti. Possibile collegarsi su www.youtube.com/EUBCOfficialChanel, per la diretta streaming degli incontri. Da segnalare che fra un mese, ai primi di ottobre, si svolgeranno i mondiali assoluti nella lontana Ula Ude in Siberia, a 4500 km. da Mosca. Calendario cervellotico inserire le due rassegne a così breve distanza. Anche in questo l’AIBA continua a navigare a vista, con poco acume.

Giuliano Orlando

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