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Dopo il sorprendente addio all'Inter di quest'estate, Samuel Eto'o si confessa al quotidiano francese L'Equipe. L'argomento principe è ovviamente la scelta di lasciare Milano per andare in Russia, in Daghestan, e giocare con la maglia dell'Anzhi del magnate Kerimov. Una decisione che ha fatto discutere perchè Eto'o ha accettato l'offerta da 20 milioni di euro all'anno per tre stagioni. "A giugno, poco prima di Camerun-Senegal (0-0), il mio compagno di squadra e connazionale Benoit Angbwa, mi ha detto che il proprietario dell'Anzhi voleva parlare con me - spiega l'ex interista -. In seguito l'ho incontrato a Parigi e poi ne ho parlato con il presidente Moratti. Non avrei mai lasciato l'Inter se mi avessero proposto lo stesso ingaggio che percepivo in nerazzurro".
Quindi i soldi hanno fatto la differenza. "L'ho fatto - spiega Eto'o - anche per dimostrare ai bambini africani che tutto è possibile, che si può diventare qualcuno e diventare gente importante. Non rimpiango nulla". L'attaccante, campione d'Europa e del mondo con i nerazzurri, svela anche un retroscena sullo sbarco all'Inter nel 2009: "Avevo praticamente firmato per un altro club, era tutto concordato, mentre ero a Yaoundee ricevetti le telefonate di Moratti e Mourinho che mi convinsero ad andare a Milano. Fu una scelta coraggiosa, anche perchè avevo già dato la parola a un altro club".