*/
Mi viene da sorridere se penso all’autunno nero di Francesco Totti, all’inverno ancora più nero. Il problema era lui. La Roma non decolla? Colpa di Totti. Ranieri non è sereno? Il capitano lo sta mandando in difficoltà. Vucinic va in panchina? Certo, se gli preferiscono Totti che è bollito. Quante ne abbiamo sentite… Vivendo a Roma, ho anche verificato che qualche suo amico presunto, quindi falso, è salito sul carro al contrario. Nel senso che lo ha riempito di critiche quando ha visto che Francesco stava faticando ad emergere.
Un bel giorno Ranieri andò via, con il nobile gesto delle dimissioni. E in tanti sentenziarono: “Adesso arriva Montella e sarà condizionato in qualsiasi scelta da Totti. Ma Francesco non gioca, non ne ha”. Insomma, gli avevano dato del finito e del bollito, spaccaspogliatoio e spaccaballe, atleticamente a pezzi e non più in grado di prendere la porta.
La premessa è stata lunga, ma è servita. Da quando Ranieri ha salutato e la routine non è stata caratterizzata dal contenzioso tra i due, Totti è rifiorito. Ha ripreso a segnare a inventare, è uno dei più atipici nella storia del calcio dell’ultimo ventennio. Uno dei più atipici fuoriclasse, sia chiaro. Nasce trequartista, rifinitore. E poi all’improvviso scopre che da finalizzatore è meglio, che da prima punta li “spiezza” in due, che su qualsiasi situazione è in grado di intervenire. E di risolvere.
A Udine la Roma si giocava moltissimo. Un pareggio non sarebbe servito. Meglio, sarebbe servito a poco. E in quel rigore di Totti c’era già un cucchiaio da servire ai maligni che lo avevano massacrato. Ci vuole coraggio a calciare così, roba da Euro 2000. E da manicomio: se il portiere resta appena un po’ fermo intercetta la traiettoria. Ma Totti è Totti, gli piace un minimo di rischio perché ha una classe superiore per poterselo permettere.
Quel cucchiaio rovinato dalla reazione Udinese. Attenzione, senza Sanchez è un’altra Udinese: Denis dall’inizio non è Alexis e Di Natale deve snaturarsi. Ma quando dall’infinito cilindro di Totò arriva l’1-1, qui si pensa che gli obiettivi stagionali della Roma – Coppa Italia a parte – siano al capolinea. E che Thomas DiBenedetto debba rassegnarsi a un bel progetto sì, ma senza la musichetta della Champions.
Allora continuate a sottovalutare Totti? All’ultimo respiro: il piazzamento difensivo dell’Udinese su Riise in azione a sinistra è roba da mani nei capelli. Riise pennella, Totti colpisce. Ma come, non era alla frutta?