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Quando parliamo di Francesco Totti bisognerebbe alzarsi in piedi per quello che ha fatto in campo. E per la spinta che ha dato alla Roma. Per una prova di fedeltà assoluta, per la rinuncia a indossare altre maglie, nei secoli dei secoli. Io sono stato il primo a mettermi di traverso quando gli hanno allungato il contratto addirittura fino al 2014 (avrà 38 anni). Sarebbe bastato farglielo fino al 2012, soprattutto in un’era che di solito non prevede pluriennali. A maggior ragione se non sei un ragazzino e soprattutto se hai a che fare da tempo con problemi fisici non indifferenti.
Ma gliel’hanno allungato fino al 2014, un premio alla carriera e alla fedeltà: certe scelte saranno opinabili, soprattutto se pensi che De Rossi sta per andare in scadenza e non ha rinnovato. Ma te le spieghi con una serie di motivazioni. Quello che non ti spieghi è il balletto delle polemiche con un solo protagonista: Totti. Come se Francesco fosse diventato un peso.
Lasciamo perdere le diatribe con Ranieri, fanno parte del passato. Ma all’alba della nuova era, quella di DiBenedetto, si pensava che tutto sarebbe stato resettato. Invece, in tempi non sospetti si è presentato Franco Baldini, che ancora ufficialmente non si è insediato come direttore generale. Baldini non la mandò a dire, evidenziò la pigrizia di Totti piuttosto che le enormi doti e il contributo dato negli anni. Sinceramente sarebbe stato più giusto guardarsi negli occhi, a quattro occhi, piuttosto che regalare un titolo roboante. Questione di stile.
Arriviamo ai giorni nostri: per il battesimo in Europa League una Roma incerottata e con tante assenze si permette il lusso di lasciare in panchina il capitano. Luis Enrique sulla stessa sintonia di Baldini, della serie: gioca chi si allena meglio. E chi si adatta meglio alle caratteristiche dell’avversario. Francesco non aveva né l’una né l’altra caratteristica: panchina, al massimo uno spezzone in corsa. Meglio Okaka, meglio Caprari: roba da stropicciarsi gli occhi.
Non è il momento delle polemiche, ma delle constatazioni. Bene, anzi male: a una settimana dall’inizio del campionato Totti è un dolore, non una gioia. Totti è un problema, non la panacea. Totti è un macigno, forse un ingombro. Parlatevi, per la vostra serenità e/o felicità: così non va bene.