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Editoriale: Lucas, è una salita

Pubblicato il 20 luglio 2011 alle 10:31:42
Categoria: Serie A
Autore: Redazione Datasport.it

E’ un portento. Si chiama Lucas, sta per compiere diciannove anni, è il vero pezzo pregiato del San Paolo. Un asso di briscola, esterno dalle doti enormi. E’ sufficiente citare la clausola di rescissione: stiamo parlando di poco più di 90 milioni di euro. Avete capito bene: 90 milioni di euro, non bruscolini. Che il San Paolo possa decidere di mollarlo a 45-50 milioni è un dato inconfutabile. Ma se tu, dirigente italiano ambizioso, ha intenzione di presentarti con un’offerta minima, avrai altissime possibilità di essere respinto al mittente.

Il cartellino di Lucas è in gran parte nelle mani del San Paolo. Il resto è di Wagner Ribeiro, l’ex procuratore di Robinho, e del diretto interessato: una quota che va dal 15 al 20 per cento. Diversi mesi fa lo stesso Ribeiro ha ceduto una quota allo stesso San Paolo, tenendo una parte minima. In Brasile funziona così: ci sono gli intermediari, i mediatori, i privati, gli inaffidabili. E anche gente che, fiutando l’affare, entra nel calcio e agisce come se si trattasse di una multiproprietà. E’ una situazione poco carina e che comporta una serie di problemi, anche etici, assolutamente da tenere in considerazione. E che spesso sono l’anticamera di figuracce.

Un esempio è abbastanza illuminante: Ribeiro ha provato a cedere la sua quota a un club italiano, ne ha parlato con il Genoa che agirebbe in tandem con il Milan. Proprio il Milan segue Lucas da mesi ed è rimasto letteralmente stregato. Ma anche se le due società riuscissero a prendere una parte minima del cartellino, poi bisognerebbe scalare una montagna. E presentarsi dal San Paolo che di sicuro non concederebbe sconti.

Personalmente preferisco le situazioni classiche, della serie: il cartellino è mio, tutto mio, lo gestisco io, chi vuole mi faccia un’offerta congrua. Ripeto, bisogna stare attenti anche a livello di regolamenti, perché certe cose sono vietate. Oppure, come minimo, nascondono trappole dagli effetti potenzialmente devastanti. Sentiremo parlare di Lucas, anche molto. A maggior ragione se dovesse ribadire un talento enorme, una classe che (scommettiamo che nei prossimi mesi andrà sempre meglio?) lo porterebbe a diventare uno dei più bravi al mondo. Ma al momento prendere Lucas significa scalare una montagna: i club italiani (anche Inter e Roma) sono allupati, ma bisogna passare dal San Paolo. Altrimenti, è tempo perso.