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Editoriale: Milan, ora dentro o fuori

Pubblicato il 13 maggio 2011 alle 10:27:06
Categoria: Serie A
Autore: Redazione Datasport.it

Il Milan è un grande club, una società sempre attenta ai particolari. E che magari va in difficoltà quando Rino Gattuso tenta di afferrare per il collo Joe Jordan. E poi partecipa ai cori anti-Leonardo. Ma questa è un’altra storia. Ritengo Adriano Galliani uno dei migliori dirigenti, se non il migliore, in circolazione. E’ furbo, sa fare mercato, riesce a depistare, pensano che stia trattando Tizio e poi va su Caio. Di sicuro ha avuto un ruolo fondamentale nei 25 anni straordinari dell’era Berlusconi.

Galliani ha detto in più occasioni che è sua la responsabilità di affrontare a fine campionato o quasi il discorso legato al rinnovo dei contratti in scadenza. Una scelta per non fare figli e figliastri. E questa scelta l’ha quasi subita Mark Van Bommel che mai e poi mai avrebbe accettato il Milan per pochi mesi (da gennaio a giugno) se non avesse avuto una mezza promessa di almeno un’altra stagione in rossonero. Soltanto che il Milan lo scorso gennaio non era in condizione di andare oltre una semplice promessa. Avrebbe fatto figli e figliastri.

Adesso ci sono un po’ di parole al vento che fanno pensare. Basterebbe guardare negli occhi Andrea Pirlo. Anzi, sarebbe stato opportuno fissarlo tra la trasferta di Roma (storia di sabato scorso) e il ritorno di Coppa Italia a Palermo. Pirlo è sempre una sfinge, in quel caso aveva uno sguardo ancora più spento. Non ha gradito, non ha accettato tante cose. Il fatto di non aver ritrovato una maglia da titolare al rientro dall’infortunio (ma come avrebbe potuto Allegri modificare una formazione che si trovava a memoria?) e soprattutto di essere rimasto in bilico fino agli ultimi giorni. Ma come, proprio lui che è definito ancora oggi uno dei migliori al mondo? Pirlo è tentato dalla Juve, il suo manager ha incontrato Galliani, alle condizioni economiche di Andrea è complicato trovare l’intesa. Ma dobbiamo aspettare, è una partita abbastanza aperta.

Più taglienti le frasi di Clarence Seedorf che ha fatto capire di non essere d’accordo con la strategia del Milan di aspettare fino all’ultimo. Ha specificato di non aver sbandierato le offerte che gli sono arrivate. Sembra l’osso più duro, nel senso che non sarà semplice. Ma possono essere sensazioni, nervosismi passeggeri di gente non abituata a restare sul filo. Una cosa è sicura: dentro o fuori in una settimana. Il Milan non può rinviare e lo sa. E’ anche una questione di rispetto.