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Editoriale: Leo, un mattone di Inter

Pubblicato il 23 aprile 2011 alle 09:22:58
Categoria: Serie A
Autore: Redazione Datasport.it

Leonardo è un bravo ragazzo, gli vogliono bene. Come se fosse importante, oggi, essere un bravo ragazzo e non un allenatore da Inter. Evidentemente ha saputo trasmettere segnali positivi, si è inserito nello spogliatoio, non ha fatto figli e figliastri. Insomma, lo adorano. Se chiedeste a Rino Gattuso, il risultato sarebbe diverso: si odiano. Anzi, Rino detesta Leo perché l’anno scorso l’ha isolato nel Milan, al punto che ha pensato di tagliare la corda. E di andarsene all’estero. Se non fosse stato per Allegri, che lo ha coccolato e lo ha fatto sentire nuovamente importante, la svolta sarebbe stata consumata.

Leo ha perso partite fondamentali, dallo Schalke (andata e ritorno) al Milan. Sfide che gli sono costate obiettivi primari. In condizioni di normalità, se non avesse avuto tutto quest’affetto (in qualche caso anche mediatico), avrebbero montato processi interminabili. E nessuno avrebbe sentenziato: “Leonardo ha avuto il merito di tirare l’Inter fuori dai guai dopo che è subentrato a Benitez”. Si sarebbero concentrati soltanto su quelle tre partite che hanno avuto il potere di uccidere le ambizioni dell’Inter sia in chiave scudetto (fino a prova contraria) che in prospettiva Champions.

Eppure Leo ha ricevuto tanti attestati: da Zanetti e da buona parte della squadra; da Moratti che lo ha sostenuto; da Mourinho che, in piena adrenalina per la conquista della Coppa del Re, ha avuto un pensiero per il suo amicone. E gli ha consegnato il futuro, come se ogni decisione dovesse essere la sua e non del presidente. Tutto molto bello, direbbe Bruno Pizzul. Ma adesso, per certificare quanto auspicato da numerosi addetti ai lavori nerazzurri e non, ci vorrebbe un degno finale di stagione. Possibilmente il terzo trofeo della stagione in bacheca (il primo di Leonardo), una Coppa Italia consentirebbe di allargare il sorriso e di non forzarlo.

Oggi si consuma il primo atto della gran volata anche per l’eventuale conferma di Leo. Ed ha un valore importante: l’Inter non sta benissimo, la Lazio sì. L’Inter non può permettersi di bucare lo scontro diretto per non mettere a serio rischio il terzo posto, sperando sempre di acciuffare il secondo. Quindi, bisognerebbe gustare una buona colomba, piuttosto che mandare giù l’ennesimo boccone indigesto. Traduzione: Leonardo sa che la Lazio è un mattone molto pesante. Un mattone di Inter: per il presente (la classifica) e per il futuro (la conferma).