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Editoriale: Leo, ora devi una risposta

Pubblicato il 5 aprile 2011 alle 09:25:12
Categoria: Serie A
Autore: Redazione Datasport.it

Massimo Moratti è nero: quando non concede interviste per due giorni di fila, significa che preferisce non parlare per evitare danni. Moratti ha ragione: l’interpretazione tattica nel derby è stata un suicidio. Ne ho parlato a caldo, ma le ferite restano. L’Inter ha scelto due mediani lenti, scartando Stankovic. Ha pensato che sarebbe stato più semplice battere il Milan aumentando il numero degli attaccanti. Non ha capito che, senza Ibrahimovic, sarebbe stato un altro Milan. E che quell’impostazione avrebbe aiutato Boateng, Robinho e Pato a sfruttare gli spazi. E’ andata esattamente così.

Ora Leonardo deve una risposta: da eccellente motivatore, nessuno lo mette in dubbio, è il caso che si trasformi almeno in un normale tattico. Dico normale perché non è possibile essere straordinari motivatori e valere meno di cinque quando occorre disegnare la squadra in campo. Normale significa almeno la sufficienza, il sei politico. Leo deve questa risposta perché l’Inter non può permettersi di bucare l’andata dei quarti di Champions. Né può illudersi pensando che lo Schalke sia un avversario malleabile: quando arrivi in fondo a una manifestazione così importante non esistono rivali scarsi e rivali terribili. Dipende soprattutto da te, con un Milito in più. Da come imposti la gara e da come cerchi di risolvere i problemi.

La fortuna di Leonardo, nelle partite vinte, è stata quella di avere avuto due-tre singoli sempre ispirati. E’ bastata una notte storta per amplificare gli errori tattici. Dal derby più recente: Sneijder non ne ha indovinata una; Eto’o ha sbagliato un gol come quello in casa Juve, può capitare due volte su un milione; Ranocchia ha pagato la difficile settimana vissuta; Pazzini si è spento presto. Quattro brutte sentenze per Leonardo che si era sempre attaccato ai campioni per mascherare altri limiti: a Monaco erano stati Sneijder e Eto’o a metterlo in carrozza e a permettergli di trionfare. Ed è chiaro che l’Inter non può permettersi di andare avanti con la forza dei singoli, ignorando l’idea di squadra.

Forse gli amici di Leo hanno tirato le somme troppo in fretta, basandosi soltanto sui numeri e sui risultati ottenuti. Lo Schalke è un passaggio troppo importante, non soltanto in chiave qualificazione. Ma anche e soprattutto per la risposta che Leo deve dare a se stesso, ai tifosi, a Moratti: un’idea di Inter che prescinda dal 4-2-improvvisazione.