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Editoriale: Leo, dai un segnale alla Mou

Pubblicato il 15 marzo 2011 alle 09:46:28
Categoria: Serie A
Autore: Redazione Datasport.it

Caro Leo, stasera si fa l’Inter. E per farla ci vuole una notte degna di Mou. Uno di quei segnali inequivocabili, che annientano qualsiasi avversario, che non offrono possibilità di replica. La domanda è: Leo sarà in grado di trasmettere simile segnale nella tana del Bayern, per conquistare i quarti di Champions League, partendo da uno 0-1 che non promette granché?

Il segnale alla Mou significa più o meno “siamo pronti a tutto” pur di andare a dama. A sacrificarci, a non commettere errori, a sfruttare i loro limiti senza scialacquare. Magari a non avere le pause che l’Inter ha accusato negli ultimi dieci minuti di Brescia. Se la prendono con Cordoba, giustamente, ma è stato un black-out collettivo, con la squadra che aveva perso il ben dell’intelletto. Fosse accaduto nella precedente gestione tecnica, lo Special One li avrebbe tenuti per un paio di ore a tripla mandata nello spogliatoio.

Il Bayern è in crisi, dicono. Ma quale crisi. E non mi lascio condizionare dalle sei polpette rifilate all’Amburgo nell’ultimo turno di Bundesliga. Il Bayern è succube di Van Gaal, non lo sopporta, non accetta i metodi sia in campo che fuori. Non a caso il club tedesco ha dovuto diramare un comunicato con su scritto “andremo avanti fino alla conclusione della stagione, poi ognuno per la strada di competenza”. Questo il succo del discorso. L’hanno fatto per lanciare messaggi ai giocatori, della serie “ci libereremo del despota, ma adesso ricordate che non possiamo permetterci sbandate in Champions”. E anche se il Bayern fosse in crisi, ci sarebbero sempre due fenomeni in grado di esaltarsi. Robben o Ribery, bella scelta. Io prendo Robben, uno dei più deliziosi esterni del calcio moderno, uno che avrei voluto e vorrei vedere in Italia, pur ammettendo che anche il francese spesso ha l’ispirazione geniale.

L’Inter è capace dell’impresa. E un tifoso italiano medio dovrebbe augurarselo, uscendo dal campanile e dai colori preferiti, per evitare che questa edizione della massima manifestazione europea sia completamente Scempions. Ma per centrarla urge una recita che non si limiti al fenomenale Eto’o, che coinvolga la squadra e che eviti insensate amnesie difensive.

E’ un passaggio obbligato, un piccolo break per tutti. La qualificazione o meno dell’Inter peserà non poco sulla lotta scudetto. Ma la domanda-tormentone è: Leo darà un segnale degno di Mou?