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Eto’o è un terrazzo con vista sul mare. Due occhi all’improvviso, due fari magici. Così, senza preavviso, un brivido che sale lungo la schiena. Eto’o, Eto’o, soltanto Eto’o. Un’esclusiva che vorresti e che dovresti avere. Sempre. Lo sguardo di Eto’o, lo sguardo che colpisce. E che ti cambia all’improvviso. I gol come sorrisi, sorrisi unici. I gol che Eto’o ha fatto e che farà: l’Inter non può permettersi assolutamente di perderlo. Lo deve fare felice. Lo deve accontentare, lo deve scortare.
Due occhi, un sorriso, uno sguardo: momenti irripetibili. Quel terrazzo sul mare deve essere sempre di Eto’o: altrimenti, sai che noia… Come può l’Inter lontanamente pensare di perderlo? Vivrebbe presto di nostalgia, non ci sono specialisti in grado di poterlo sostituire allo stesso livello. E quel terrazzo governato a lungo da Samuel diventerebbe un banale posto. Tutti potrebbero starci, ma nessuno avrebbe lo stesso fascino di Samuel. Al massimo sarebbe il giardino di Tevez…
Ne parlo adesso, sono le ore calde. L'Eto'o della finale di Supercoppa contro il Milan era il fratello gemello. La copia sbiadita. Fuori dagli schemi, mai una giocata degna del suo repertorio. Come se le incomprensioni tattiche con Gasperini lo avessero avvilito. Come se le storie di mercato (l’Anzhi, il City, il Chelsea oppure chissà chi) avessero preso il sopravvento sullo specialista che con un respiro ti cambia la partita. Dopo venti minuti si capiva: ma Eto’o è rimasto a casa? Perché si defila, perché è svogliato? No, Inter, no: questa è una pratica che devi risolvere in fretta. Sostituire Eto’o con Tevez sarebbe una vittoria di Pirro. Sono le ore dei chiarimenti, mettendo tutto sul tavolo. Dicendosi le cose in faccia, ora o mai più. Aspettare altri due giorni, far prevalere le incomprensioni, sarebbe un autogol.
Inter, non puoi perdere quel terrazzo di gol, sorrisi e sguardi ammiccanti. Gli sguardi di Eto’o. Se ti trovassi all’improvviso in un monolocale e ti venisse la nostalgia di Samuel, saresti indifendibile. Bloccalo, prendilo, scortalo, scappa con lui, non perdere la scommessa. Eto’o lontano dall’Inter: è una storia che non esiste. Facciamo in modo che non esista. Dal terrazzo con vista mare, e con i sorrisi di Eto’o, al giardino di Tevez: dai, non sarebbe la stessa cosa.