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Editoriale: Il destino è Pazzo

Pubblicato il 1 maggio 2011 alle 11:00:56
Categoria: Serie A
Autore: Redazione Datasport.it

 

Il destino è Pazzo. Sì, è un Pazzo destino. Il nome è Giampaolo. Il cognome Pazzini. Già, il destino è Pazzo. Perché quando segna non è banale. Perché l’anno scorso uccise i sogni scudetto della Roma. Perché stavolta, regalando due gol all’Inter a Cesena dove aveva colpito anche con la Samp allo scadere, ha spedito indirettamente ossigeno alla sua vecchia squadra, impelagata nella lotta salvezza. Come se non bastasse, ha rinviato la festa scudetto del Milan, comunque vada oggi contro il Bologna. Il destino è Pazzo. Anzi, il destino è di Pazzo. Altrimenti di chi dovrebbe essere?

Che sia un grande attaccante lo dicono i numeri, i movimenti, le acrobazie. Ieri sera in trasmissione Emiliano Bonazzoli è stato chiaro: “Io bravo di testa come Pazzini? No, lui è unico perché riesce a galleggiare nell’aria, a restare sospeso per qualche secondo in più. E’ la sua forza”. Giudizio ineccepibile di uno specialista come il Bona. Ma c’è un’altra spiegazione, molto tattica, che merita un approfondimento.

Ultimamente a digiuno, Pazzini aveva spiegato con eleganza i motivi: “Ho bisogno di cross, mi esalta quando vengo acceso in determinate situazioni”. Non era un attacco, una critica, un processo. Piuttosto una semplice constatazione. Traduzione: se gli arrivano palloni dalle fasce senza soluzione di continuità, il ragazzo ne sbatte dentro mediamente due su quattro. Ce l’ha nel dna, nessuno si scandalizzi, non è una sorpresa. A Cesena due giocate fantastiche: non saprei se scegliere la prima, di esterno al volo; oppure la seconda, restando appeso nell’aria. Certo, palla a terra non è un brocco, se lo cerchi con il fraseggio può darti soddisfazione perché ha un repertorio importante. Ma il suo pane è il cross, adesso è chiaro, abbiamo avuto l’ennesima controprova.

L’uomo del destino rappresenta comunque un eccellente investimento dell’Inter, storia dello scorso gennaio. Secondo me lo hanno pagato poco, 12 milioni più il cartellino di Biabiany valutato circa sette. Sfioriamo i venti milioni, con i prezzi in circolazione è stato un affare. E quando si dice “nell’Inter nessuno è incedibile”, ritengo che sia una mezza sciocchezza. Perché il ragazzo con il vizio del gol merita di entrare nel prossimo ciclo nerazzurro, dopo un restyling che sembra un passaggio obbligato.

Il destino è Pazzo. E il Pazzo sembra fatto apposta per la Pazza (Inter).