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Editoriale: Gasp e Conte, sos esterni

Pubblicato il 22 agosto 2011 alle 12:28:15
Categoria: Serie A
Autore: Redazione Datasport.it

Gli esterni: quelli bravi costano tanto. Gli esterni: un pallino fisso di Antonio Conte e Gian Piero Gasperini. Gli esterni: lo specialista della Juve avrebbe dovuto già averli da un pezzo, dovrebbe averne almeno sei per la rotazione durante la partita, un classico di Antonio. E anche Gasperini, dopo l’amichevole di ieri, è uscito allo scoperto. E ha detto la parolina magica: esterni, mi servono gli esterni. Nella speranza, anzi con la certezza che non sarà lo stesso messaggio – caduto nel vuoto – di Benitez un anno fa di questi tempi. Ricordate cosa diceva Rafa alla vigilia dell’esordio Inter a Bologna? “Aspetto che il mercato mi dia garanzie. E che mi consenta di colmare le lacune”. Moratti la prese talmente male che scioperò fino al 31 agosto, per poi tornare in pista lo scorso gennaio.

Ieri al “Berlusconi” la domanda più gettonata dei tifosi Juve era: chi arriva sulla fascia? Già, un tormentone. Forse arriva Giaccherini, ma di sicuro non potremmo metterlo nella formazione tipo: è un giovanotto svelto di gambe e di pensiero che potrebbe essere utile per un tempo, quando devi alzare il ritmo e cercare una soluzione alternativa. L’altro esterno deve essere uno di assoluta garanzia: Conte ha bocciato Bastos, non è convinto di Vargas, vorrebbe Perotti che costa una tombola, valuta Elia e Afellay. Giusto che abbia respinto le prime proposte di Marotta e Paratici, diventa fondamentale metterci la faccia e prendersi ogni responsabilità: Conte sa che poi i processi li farebbero anche a lui e non soltanto agli uomini-mercato.

Nella formazione-tipo dell’Inter pubblicata il 22 agosto, quindi suscettibile di robuste modifiche, il titolare di fascia sinistra del centrocampo è Javier Zanetti. Evidentemente non può essere. Zanetti è un monumento che corre e correrà fino a 40 anni, ma Gasperini è stato esplicito. “Ci servono due esterni per ampliare il gioco”. E mettersi alla ricerca a pochi giorni dalla fine del mercato non è semplicissimo. L’atipicità del mercato di Moratti è che prima di passare alla fase operativa, alle soluzioni in entrata, ha dovuto aspettare la cessione di Eto’o. Dopo essere andato vicino a quella di Sneijder. Ma adesso l’Inter ha la necessità di recuperare il terreno, di mettere su un mosaico che cancelli le perplessità di Gasperini. Parliamo di esterni, potremmo dedicarci ai centrocampisti centrali: Thiago Motta, Cambiasso e Stankovic. Stop. Definirla coperta corta è un eufemismo, le parole non servono più.