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Editoriale: Da Alvarez a Nocerino, gli estremi

Pubblicato il 27 ottobre 2011 alle 15:14:51
Categoria: Serie A
Autore: Redazione Datasport.it

Piangono tutti, sarebbe il caso di distribuire fazzoletti in quantità industriale. Piange l’Inter penalizzata – parole di Paolillo – dall’ennesimo arbitraggio infelice. Possiamo discutere tutta la vita sul rigore assegnato all’Atalanta, ma siccome Denis l’ha sbagliato non ha senso versare lacrime. Piange Luis Enrique che, reduce dal ko in casa del Genoa, per rincuorare la Roma dice: “Se la giochiamo dieci volte, ne vinciamo sette, ne pareggiamo due e perdiamo questa”. Piangono tutti, è la moda preferita. Forse Luis Enrique, che ha il giusto appoggio di società e tifosi, dovrebbe spiegare altre cose: Perrotta terzino destro, Borriello e Osvaldo contemporaneamente in panchina. Ma non ci sono problemi: piangi tu che piango anch’io. Mai la minima autocritica, mai l’ammissione di mezza colpa.

Gli errori dell’Inter partono da lontano. Il mercato, innanzitutto. Il mondo sapeva che sarebbe stato opportuno rinfrescare il centrocampo: Stankovic e Thiago Motta viaggiano con troppi problemi fisici, si bloccano ogni mese; lo stesso Cambiasso non può essere eterno; l’impagabile Zanetti è un uomo, non un robot. Bene, l’Inter ha letteralmente bucato le strategie. E fino a venti giorni fa si parlava addirittura del ritorno di Eto’o, come se fosse indispensabile prendere un altro attaccante. E non un difensore, magari giovane come Juan (bloccato). E soprattutto un paio di centrocampisti, possibilmente un esterno sinistro che consenta di risolvere l’eterno problema. Invece no: l’Inter ha speso 11,5 milioni per Alvarez che qualche illustre opinionista (senza averlo visto giocare) ha addirittura paragonato a Pastore o Kakà. Roba da ritiro del tesserino professionale, oppure da spegnimento immediato del microfono. In ogni caso prendere Alvarez, in presenza di Coutinho e in assenza dei suddetti centrocampisti, è stato uno spreco: se ne sarebbero accorti anche i profani.

Spesso non è importante avere un grande budget, ma qualche idea coerente. Il Milan ha aspettato l’ultimo giorno di mercato (anzi, le ultime ore) per piombare su Antonio Nocerino, spendere poche centinaia di migliaia di euro, approfittare del contratto non rinnovato con il Palermo e quindi della necessità di Zamparini di cederlo. Indipendentemente dalla tripletta rifilata al Parma, ecco un’operazione intelligente che in nessun modo provocherà rimpianti o pentimenti.

Da Alvarez a Nocerino: sono gli estremi di filosofie diverse. E chiedo scusa per aver interrotto il pianto libero di chi trova mille alibi per giustificare le sconfitte.