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Editoriale: Donadoni, non era amore

Pubblicato il 13 agosto 2011 alle 09:21:55
Categoria: Serie A
Autore: Redazione Datasport.it

Ci sono storie che nascono all’improvviso, inaspettate e delicate. Belle come il sole. E che non vedi l’ora di coltivare, minuto per minuto, aspettando quel momento. Ci sono storie che finiscono: pensavi che fosse amore, non lo era. La storia di Roberto Donadoni a Cagliari: capolinea. Esonero al 12 agosto: anche Massimo Cellino nel libro dei record. Mandò via Tesser dopo una giornata, adesso si è superato. Eppure era amore, o no? Aveva detto, il presidente, che con Donadoni aveva trovato la guida ideale. Il condottiero perfetto. L’uomo che gli avrebbe consentito di restare tranquillo per qualche anno. Infatti, è andato via. Prima di Ferragosto, scottato dal solleone.

Dicono che il tutto sia nato da incomprensioni di mercato. E dal fatto che prima il mancato riscatto di Acquafresca e poi la storia di Suazo abbiano fatto la differenza. Acquafresca e Suazo sono gestiti da Giovanni Branchini, lo stesso manager amico del Dona. Sembrava una missione: Suazo a Cagliari per rilanciarsi, una scommessa di Cellino. David la freccia che riparte dal Sant’Elia nella speranza di ritrovare la serenità e la velocità dei tempi belli. Suazo è stato una scheggia, ma al contrario: sono nati grossi equivoci, pare di ingaggio. Nel senso che rispetto ai 250 mila euro pattuiti al momento dell’accordo, poi ci sarebbe stato un gioco al rialzo che Cellino non ha gradito. Ma come, la sentenza del presidente, io gli do un’opportunità e lui fa l’ingrato mettendola sul piano dei centomila euro in più? Davvero irriconoscente questo Suazo.

Nel frattempo David si è accasato a Catania. E Donadoni ha pagato con il posto. Strana la storia di questo ragazzo di Bergamo che non riesce a trovare pace. Un bel giorno guadagnò la panchina azzurra, ma i tiratori scelti orfani di Lippi lo avevano già accolto con prevenzione e diffidenza. In fondo non fece malissimo, ma per certa critica era stato un disastro. Bollato come incapace, un pessimo selezionatore. Ci aveva messo del tempo a trovare una soluzione: De Laurentiis lo aveva scelto per il Napoli, un altro flop. E il Cagliari gli ha dato il colpo di grazia. Resta ameno la consolazione di non bruciare l’intera stagione. Un esonero al 12 agosto è meglio di un licenziamento alla seconda o alla terza di campionato. Vuoi mettere?

Benvenuto a Massimo Ficcadenti, che meritava di tornare subito in pista dopo il capolavoro di Cesena. Su Donadoni e il Cagliari resta un sospetto, strisciante e bruciante: era davvero amore?