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Dall'Africa nera al lusso russo: il lungo viaggio di Samuel Eto'o

Pubblicato il 22 agosto 2011 alle 18:27:53
Categoria: Serie A
Autore: Redazione Datasport.it

Quando a fine anni 80' ha iniziato a dare i primi calci al pallone nei polverosi campi di Nkon, Samuel Eto'o probabilmente non sapeva neanche dell'esistenza di Makhachkala, piccola città sulle rive del Mar Caspio distante oltre 5000 chilometri dal suo Camerun. Eppure dopo Madrid, Maiorca, Barcellona e Milano, sarà proprio questo sperduto angolo del Caucaso l'ultima tappa della personale odissea dell'attaccante africano. Qui l'ormai ex giocatore dell'Inter troverà un clima non molto diverso da quello italiano (in inverno la temperatura media è di qualche grado sopra lo zero) ma un ambiente che ha poco a che vedere con il glamour di Milano.

La città, capitale del Daghestan, ha conosciuto negli ultimi anni uno sviluppo tumultuoso, dovuto alla comparsa di diversi poli industriali che hanno determinato una crescita della popolazione, passata dai circa 460mila abitanti censiti nel 2002 ai circa 700mila stimati oggi. E Suleiman Kerimov, proprietario dell'Anzhi, club di Makhachkala che si prepara ad abbracciare Eto'o, dopo aver comprato la squadra a gennaio ha subito chiarito ai media russi che era pronto a spendere tutto il necessario della sua fortuna personale per rendere la squadra altamente competitiva.

Kerimov è stato di parola e ha pensato bene di proteggere il proprio investimento facendo allenare la squadra a Mosca, a oltre mille chilometri da Makhachkala. Il Daghestan, funestato dai continui scontri armati tra le forze governative e la guerriglia islamica, è infatti è una delle province più povere e pericolose della Russia: per le partite in 'casa' i giocatori dell'Anzhi sono costretti ogni volta a sobbarcarsi un lungo viaggio in aero e, una volta arrivati in città, vengono scortati con mezzi blindati allo stadio.

Un 'sacrificio' compensato con stipendi ben oltre la media (con i suoi 20 milioni netti a stagione Eto'o si appresta a diventare il giocatore più pagato nella storia del calcio) e da uno stile di vita da nababbi: la maggior parte dei giocatori alloggia infatti negli alberghi di lusso della capitale russa circondati da ricchezze di ogni genere. Davvero un lungo viaggio da quei primi calci polverosi.