*/
 

La colazione che ti “spegne” in gara: cosa mangiare davvero prima di una 10 km

Pubblicato il 1 febbraio 2026 alle 11:02
Categoria: Alimentazione
Autore: Matteo Fausto Di Felice

 

Chi prepara con attenzione allenamenti e scarpe spesso sottovaluta un dettaglio che può cambiare le sensazioni dal primo chilometro: la colazione pre gara. Non serve trasformarla in un rito complicato, ma neppure improvvisare. L’obiettivo è semplice: partire con energia disponibile, senza appesantire lo stomaco e senza picchi glicemici seguiti da cali. Per una 10 km, dove ritmo e intensità sono sostenuti, la gestione di carboidrati, liquidi e tempi fa la differenza tra una gara regolare e una partenza brillante che si paga al km 6-7.

Perché la colazione pre gara conta più di quanto sembra

La colazione pre gara 10 km richiede un mix di “carburante” pronto e comfort digestivo. Se la colazione è troppo scarsa, si rischia di avvertire gambe vuote e fatica precoce. Se è troppo abbondante o ricca di grassi e fibre, aumenta la probabilità di pesantezza e fastidi intestinali. Il punto non è mangiare tanto, ma mangiare in modo funzionale: privilegiare carboidrati tollerabili, ridurre ciò che rallenta la digestione e mantenere una buona idratazione. La strategia migliore è sempre quella già testata in allenamento, soprattutto nelle sedute di qualità.

Tempistiche: quanto tempo prima mangiare e bere

Il “quando” conta quasi quanto il “cosa”. In generale, più si è vicini alla partenza, più conviene restare su alimenti semplici e a basso rischio. Una colazione completa richiede tempo per essere digerita, mentre uno spuntino ravvicinato deve essere leggero. Anche l’idratazione va gestita con criterio: bere troppo all’ultimo può costringere a fermarsi, bere troppo poco aumenta la percezione dello sforzo. Una regola pratica è distribuire i liquidi in piccole quantità, senza arrivare alla partenza con lo stomaco pieno.

Schema pratico: cosa mangiare prima di una 10 km (con esempi e errori da evitare)

Un approccio semplice è costruire la colazione pre gara per una 10 km come un “modulo” ripetibile, aggiustando le quantità in base a orario e tolleranza personale.

  1. Base di carboidrati digeribili: pane tostato, fette biscottate, cereali semplici, porridge leggero.

  2. Quota “dolce” controllata: marmellata o miele in quantità moderata, utile per rendere più facile l’assunzione di carboidrati.

  3. Piccola componente proteica facoltativa: yogurt leggero o una piccola porzione di latte, solo se ben tollerati.

  4. Liquidi: acqua a piccoli sorsi, più caffè o tè se già parte della routine e ben gestiti.

Dopo aver scelto lo schema, conviene evitare gli errori più comuni che rovinano la resa in gara.

  • Provare cibi nuovi il giorno della competizione: anche un alimento “sano” può diventare un problema se non è stato testato.

  • Eccesso di fibre (troppa frutta, pane integrale non abituale, cereali molto ricchi): aumenta il rischio di urgenze.

  • Troppi grassi (brioches molto farcite, creme, formaggi abbondanti): rallentano lo svuotamento gastrico.

  • Colazione gigantesca per paura di restare senza energie: meglio una quantità ragionevole e ripetibile.

  • Saltare del tutto e compensare con zuccheri all’ultimo minuto: spesso porta a picchi e cali di energia percepita.

Se si corre presto o con poco appetito: strategie “leggere”

Quando la partenza è al mattino presto, può essere difficile mangiare una colazione completa. In questi casi l’obiettivo diventa “minimo efficace”: pochi carboidrati facilmente digeribili e liquidi, senza forzare. Una banana matura, qualche fetta biscottata con marmellata o un piccolo toast semplice possono bastare, se l’organismo li tollera. La parte più importante è non trasformare la gara in una scommessa: nelle settimane precedenti conviene simulare l’orario di gara almeno una volta, così da capire cosa funziona davvero sul proprio stomaco.

E se si segue il digiuno intermittente: come adattarsi senza penalizzare la prestazione

Chi segue il digiuno intermittente spesso corre con finestre alimentari ristrette. Per una 10 km, la priorità resta la prestazione: se la gara cade a fine digiuno, può avere senso rendere l’approccio più flessibile, almeno nei giorni chiave. Una soluzione pratica è spostare la finestra di alimentazione verso l’allenamento o la competizione, così da garantire carboidrati e idratazione senza arrivare “scarichi”. Se l’obiettivo include anche recupero e adattamenti, è utile ricordare che contano energia totale, qualità della dieta e regolarità: la cornice oraria ha senso solo se non ostacola allenamenti e recupero.