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La Milano-Torino 2026, giunta alla 107ª edizione e nel suo 150° anniversario, si è risolta nel finale iconico di Superga con il successo di Thomas Pidcock. Il britannico ha costruito la vittoria con uno scatto netto a circa 600 metri dal traguardo, facendo immediatamente la differenza su un gruppo ristretto di favoriti.
La corsa ciclistica più antica del mondo, partita per il quarto anno consecutivo da Rho e sviluppatasi su circa 174 km, ha seguito un copione consolidato: fuga iniziale di sei corridori con vantaggio limitato (entro i 2 minuti) e controllo da parte delle squadre dei big. Il ricongiungimento è avvenuto sulla prima ascesa a Superga, vero snodo tecnico della gara.
Nel finale, dopo vari tentativi tra cui quello di Primoz Roglic, la selezione si è compiuta definitivamente sull’ultima salita. A giocarsi il successo sono rimasti pochi uomini, tra cui Tobias Halland Johannessen, lo stesso Roglic e Pidcock. L’azione decisiva del britannico ha però spezzato l’equilibrio: Johannessen ha chiuso secondo, Roglič terzo a pochi secondi.
Quarto posto per Giulio Pellizzari, migliore degli italiani nonostante una condizione non ottimale. L’azzurro ha saputo gestire una gara complessa, recuperando più volte in salita e difendendo una posizione di rilievo. In top 10 anche Lorenzo Fortunato (8°) e Alessandro Fancellu (9°).
Dal punto di vista statistico, per Pidcock si tratta della seconda vittoria stagionale e della dodicesima in carriera, la quarta in una classica di un giorno. Un successo che rafforza le sue ambizioni anche in vista della Milano-Sanremo, dove si presenterà tra i corridori più osservati.
Milano-Torino 2026 - Ordine d'arrivo