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I Top e Flop di Lille-Inter, terminata 1-0
TOP
PAZZINI L'attaccante nerazzurro mette a segno un gol pesantissimo che, in questo momento difficile, dà morale alla sua squadra: coordinazione perfetta e destro rabbioso al volo che non lascia scampo a Enyeama. Pazzini fa tanto movimento, riceve lunghi lanci e, grazie ad un'ottima copertura del pallone, subisce tanti falli che permettono ai suoi compagni di salire e alleggerire la pressione del Lille.
LUCIO La difesa dell'Inter, messa sul banco degli imputati dopo le recenti debacle nerazzurre, si riscatta con una prestazione da incorniciare. Lucio, in coppia centrale con Chivu, non concede quasi nulla ai forti attaccanti francesi, costringendoli a calciare da fuori area con scarsi risultati. Il brasiliano, in particolare, è bravo a non indietreggiare mai troppo e non lasciare mai la profondità.
JULIO CESAR Se la sua retroguardia soffre poco è anche merito suo che, seppur non chiamato mai a interventi prodigiosi, dà sicurezza all'intero reparto con uscite tempestive e precisi interventi. Al 65' l'unica vera grande parata: il nuovo entrato Payet si libera e lascia partire un maligno mancino a giro sul palo lungo che il portierone brasiliano devia in angolo con un tuffo plastico.
FLOP
THIAGO MOTTA Male. Il centrocampista oriundo, al rientro dopo un fastidioso infortunio, non trova entra mai in partita, non prende le misure ai francesi e, come suo solito, commette troppi falli (rimendiando la sua classica ammonizione). La sua squadra fatica a fare gioco e lui non aiuta: rimane ai margini delle manovre, rallenta le trame, si propone poco e sbaglia un discreto numero di passaggi.
PEDRETTI Siamo abituati a vederlo agire con disinvoltura davanti alla difesa biancorossa, ma stasera, pur dettando i tempi ai suoi compagni, non trova mai l'imbucata giusta per qualche inserimento pericoloso. Di solito è la mente della sua squadra, ma nella notte del Lille-Metropole fornisce una prestazione opaca, ben al di sotto delle sue potenzialità. Esce al 63' lasciando il posto a un più vivace Payet.
HAZARD: Tanto fumo e poco arrosto. Gran merito va senza dubbio alla difesa nerazzurra che strozza sul nascere tutte le iniziative del fantasista belga, nel mirino di alcuni grandi club europei. I mezzi indubbiamente ci sono, manca la concretezza. Al 30', ad esempio, semina tre avversari con una serpentina ubriacante ma tarda a crossare e finisce per guadagnare solo un angolo: è l'emblema della sua partita.