Boxe - Tricolori Youth, il futuro italiano del pugliato

2018-11-29 12:45:00
Boxe - Tricolori Youth, il futuro italiano del pugliato
Pubblicato il 29 novembre 2018 alle 12:45:00
Categoria: Boxe
Autore: Redazione Datasport

A Rocca Porena, la minuscola frazione di Cascia, nel perugino, dove S. Caterina la santa dell’impossibile, ha vissuto per circa 40 anni, parliamo della prima metà del 1400, nel suo splendido isolamento mistico, i 75 abitanti hanno sviluppato con ottimi riscontri la devozione alla santa, con visite guidate e monasteri diventatati strutture per accogliere non solo i pellegrini, ma anche stage per calciatori e manifestazioni sportive, con la boxe in primo piano.

Nel 2017, ospitarono il ritorno del torneo femminile dell’Unione Europea, fermo da anni. Giorni addietro i tricolori youth (17-18 anni) che rappresentano il futuro della nostra boxe. Se manca in questa categoria il ricambio, viene meno la continuità di vertice a significare che la nazionale maggiore avrà minori scelte e quindi maggiori difficoltà a mantenere il livello alto indispensabile per essere competitivi nei tornei e nelle qualificazioni.

A Cascia erano presenti i protagonisti azzurri dell’europeo di categoria disputato lo scorso aprile a Roseto degli Abruzzi. Il medio d’oro Millas, gli argenti Oggiano e Fiaschetti, Massimo Spada e Aloma giuti al bronzo. Un torneo di buon livello generale, che ha confermato i valori espressi durante l’anno con qualche novità importante, tenendo conto che dei dieci nuovi campioni, quattro sono del 2001, quindi resteranno youth per tutto il 2019. Finali molto combattute, con qualche risultato sul filo dell’equilibrio. Conferme da parte del sardo Patrick Cappai figlio e fratello d’arte nei 52 kg. al termine della finale forse più equilibrata e non poteva essere altrimenti. Il romano Massimo Spada, salito di categoria, ha impegnato allo spasimo un rivale che ben conosce.

Tra i 49 kg. altro sardo in vetta, Federico Sanna, un longilineo che pizzica, come ha capito il siciliano Platania, costretto al conteggio nel corso della sfida. Entrambi resteranno youth anche la prossima stagione. Nei 56 kg. si è confermato Simone Spada, fisicamente forte e più esperto del pugliese Elio D’Alconzo, molto generoso ma ancora limitato tecnicamente. Nei leggeri ha vinto il favorito Oggiano, ma l’argento europeo non ha convinto con quella sicurezza che ci si attendeva. Ha faticato in finale contro il siciliano Di Girolamo, che lascia intravvedere margini di miglioramento notevoli. Ancor più è stato aiutato dai giudici in semifinale nei confronti del lombardo Samuele Grillo, allievo del maestro Calandrino, il 3-2 conferma la cecità dei giudici che non vedono al di là del proprio naso. Grillo comunque è stato pienamente recuperato e lo vedremo nel 2019 sicuro protagonista, dopo una stagione poco fortunata. Intanto ha dimostrato di essere il migliore della categoria, pronto a prendere il posto di Oggiano che passerà elite. Un altro Casamonica, si tratta di Armando, muscolarmente già formato, che ha imposto la corta distanza al lombardo Grimaldi, allievo del maestro Biagio Pierri della Rocky Marciano di Cinisello Balsamo, al primo anno da youth, che ha pagato la minore esperienza, confermandosi coraggioso.

Nei 69 kg. il siciliano Salvatore Cavallaro ha confermato di essere in continua crescita tecnica e mentale. Il campano Giannetti ci ha provato in tutti i modi, ma il cugino d’arte ha sempre trovato la giusta contraria, variando i temi tattici. Anche lui resterà nella categoria. Come l’attuale campione d’Europa dei medi, il veneto Nichel Millas, allievo di Gino Freo, una mancino dal grande talento, purtroppo difficile da gestire. Rientrava dopo la brutta figura ai Giochi Giovanili a Buenos Aires (Argentina). Anche se non al massimo, ha vinto senza problemi. L’avversario Luca Iovoli dell’Abruzzo, non ha gradito qualche lieve scorrettezza, del rivale. Un vezzo che dovrebbe evitare.

Per il romano Aloma, (81 kg.) bronzo agli europei, finale vinta senza combattere per infortunio del’umbro D’Aloia , dopo una semifinale combattutissima con l’abruzzese.romeno Stelea, classe 2001, allievo di Simone di Marco, una bella scuola di Pescara, di cui sentiremo parlare. Nei 91 la sfida più attesa, con la clamorosa rivincita del milanese Matteo Nori contro il romano Vincenzo Fiaschetti, che a Roseto conquistò un insperato argento. Stavolta l’allievo della Testudo guidata da Alessio Taverniti un giovane maestro molto attivo in zona, capace di motivare al meglio il giovanissimo gigante, che ha vinto meritatamente, anche se di misura. Fiaschetti ha abusato di colpi larghi portati senza girare il guantone e l’arbitro Renzini lo ha giustamente sanzionato. Un richiamo che forse gli è costato il verdetto. Personalmente ritengo che Nori avrebbe vinto ugualmente per la boxe più lineare espressa nelle tre riprese. Come hanno confermato tre giudici (29-27). Gli altri due hanno segnato 28-28, la parità. Un 3-0 che non è 3-2. Fiaschetti è molto forte, ma anche prevedibile e non ha mostrato quei miglioramenti auspicati. Sono entrambi del 2001 e sicuramente avranno molto di ritrovarsi sul ring. Intanto l’Italia può contare su due ottimi massimi di 17 anni.

Nei +91 battaglia molto equilibrata tra il laziale Cancelli della Boxe Torre Angela e Luciano della Pugilistica Busa. L’ha spuntata il primo con un 3-2 che non ha trovato d’accordo l’angolo dell’isolano. Come spesso accade in questi casi. Ugualmente, entrambi sono saliti sul podio per le premiazioni. Cosa che non ha fatto Fiaschetti, piccato per un verdetto a suo parere, ingiusto. Fatto salvo ogni giudizio personale, il gesto del romano è da stigmatizzare e male hanno fatto i suoi accompagnatori a non farlo salire sul podio. Se a 17 anni, sei già così, cosa sarà in futuro? Nel 2012, un certo Roberto Cammarelle, venne defraudato dell’oro olimpico, dato all’inglese Joshua, che aveva perduto nettamente. Parliamo dell’oro più importante in assoluto nella carriera di un atleta. L’azzurro salì sul podio a ritirare l’argento che tutto il mondo sapeva essere in realtà d’oro. Fiaschetti rammenti quell’episodio e rifletta. Giulio Coletta, il responsabile tecnico del settore ha seguito la rassegna con giustificato interesse. “I campionati hanno offerto un buonissimo livello tecnico dove si sono confermati tutti i pugili titolari della nazionale e sono arrivati alle fasi finali quasi tutti quelli nel giro della nazionale sintomo che abbiamo un buon livello di vertice e grandi speranze per il futuro. L’impegno paga e le società stanno facendo un ottimo lavoro. Continuando cosi siamo sulla strada per avere i ricambi e quella crescita che ci serve per il futuro della categoria e non solo.

Entrando nel dettaglio, nei 49 kg. un buon incontro tra due ragazzi con poca esperienza internazionale ma bravi entrambi con grande grinta e voglia di fare. Più forte fisicamente Platania, più bravo tecnicamente Sanna il vincitore. Nei 52 kg., due bravi pugili con tanta esperienza, ha vinto Cappai capace di sfruttare il suo allungo e il suo tempismo. Nei 56, buon incontro vinto da Spada con merito, più forte fisicamente e più aggressivo con D’Alconzo, del 2001, un buon tecnico molto cresciuto. Spiace l'assenza di Depoli per influenza. Brutto incontro di Oggiano a cui piace complicarsi le cose da solo. Ormai è grande e deve decidersi di fare sul serio. Molto cresciuto fisicamente e tecnicamente Di Girolamo. Ottima prova di Grilli della Master Boxe, alla pari di Oggiano in semifinale. Nei 64 kg.:vince Armando Casamonica più forte fisicamente e più esperto, ma buona prova di Grimaldi. Segnalo che Las Remus sconfitto di misura con Casamonica, in un incontro bellissimo, per me il migliore dei campionati. 69 kg.: bis di Cavallaro, molto cresciuto e con molta più esperienza. Assente per infortunio Merro. Nei medi, conferma di Millas, potenzialmente un grande pugile se mette a posto per bene quella testa matta. Verdetto capovolto nei 91, Incontro equilibrato vinto da Nori più lineare e più vario contro i colpi troppo larghi di Fiaschetti penalizzati con un richiamo che ha condizionato il verdetto. Mi è piaciuto Umar Alessio, altro 2001, che ha impegnato Fiaschetti niente male. Cancelli in una categoria non sua, vince con merito, anche se il match è stato molto equilibrato”. 

Articolo a cura di Giuliano Orlando

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