Boxe: Rondena ai punti su Enauche, applausi per gli esordienti Fiorino e Maraia

2019-02-11 20:15:51
Pubblicato il 11 febbraio 2019 alle 20:15:51
Categoria: Boxe
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Teatro Principe, la bomboniera della boxe milanese, solitamente organizza la boxe per la OPI 82, sotto la regia di Alex Cherchi. Per l’occasione ha cambiato il promoter, lasciando il passo alla Rooster della Francis Boxing Team di Francis Rizzo in collaborazione col gym Rocky Marciano di Cinisello Balsamo, gestito da Elvis Bejko, e il risultato ha confermato il trend positivo.

La novità ha segnato un altro voto a favore della boxe. Il numeroso pubblico, oltre agli incontri ha apprezzato la scenografia alla quale la giovane sigla si è rifatta nel segno della saga di Rocky Stallone: musica alle stelle, un ring announcer di prima qualità come Valerio Lamanna, con Cecilia Zagarrigo e Francesca Bosco, vallette belle ed eleganti. Il resto lo hanno completato i pugili. La formula agonistica prevedeva una maratona in guantoni in continua progressione, fino all’evento principale, imperniato sul ritorno di Matteo Rondena il gigante milanese, nuovo acquisto del team Francis, dopo anni di militanza con i Cherchi.

Stavolta l’inizio è partito con un programma all’insegna dei dilettanti. Una maratona di 15 incontri, lungo un pomeriggio in maglietta. Pubblico di addetti ai lavori, ovvero ogni pugile col suo seguito di tecnici, parenti e amici. Il tutto moltiplicato per 30 e conti alla mano una presenza di almeno 400 appassionati. La prima tranche è stata poi sostituita dagli altri spettatori che seguono i professionisti.

Un ricambio spontaneo, una scommessa vinta quasi a sorpresa, che ha permesso di mantenere sempre alta la presenza di pubblico nel teatro. Che la manifestazione sia finita in attivo (quasi 450 biglietti venduti), è emblematico come il coraggio di rischiare alla fine paga. Di certo gli spettatori al termine della lunga manifestazione erano soddisfatti dello spettacolo. Nel comparto dei dilettanti la sfida nei 57 kg., tra Francesco Paparo, youth del 2001, talento in erba e il catanese Simone Di Martino, merita il premio del match più spettacolare e di alto livello tecnico. Paparo, nipote di Francis Rizzo, ha vinto bene facendo intravvedere un buon futuro, che intende svolgere nei pro. “Disputo i lombardi e spero di qualificarmi per gli assoluti. Nel 2020 passo professionista dove spero ci sia il mio futuro agonistico. Nel frattempo studio per ottenere il diploma di termoidraulica”. Un ragazzo con le idee chiare. Nel confronto femminile, Anita Rossi della Francis si è imposta nettamente sulla romena Matilda Soican di Gladietors. Match dalle tinte forti tra i massimi Diego Forte (Lottatori Milano) e Claudio Giudice (Team Arioli), che hanno supplito alle non eccelse qualità tecniche con la generosità. Un pari che forse regala qualcosa a Forte, ma senza scandalo, visto che i due hanno speso davvero tutto. Sfortunato Biagio Grimaldi (Rocky Marciano) contro il nazionale Ilas Remus (Catania), ferito in uno scontro di teste, battuto di misura. Il welter Mirko Zaccchetti (Pro Sesto) si è dimostrato troppo forte per Morgan Moricca (Fit Square), contato e fatto riprendere fino al KO, che l’arbitro ha decretato con ritardo, quando avrebbe dovuto fermarlo al primo conteggio. Presente a bordo ring, la comasca Laura Tavecchio ex campionessa del mondo a interim, in ottimo stato di forma.

Tra i professionisti, avvio con la due siciliane Valeria De Francesco (2) e Francesca Paglia (0-2). Si trattava di una rivincita e il risultato ha confermato la superiorità della prima, grazie alla continuità offensiva. Tecnicamente la Paglia ha buone basi da incontrista, ma porta pochi colpi, mentre la De Francesco, residente a Rho, si allena alla Francis, proveniente dalla kick, ha avuto il merito di tenere l’iniziativa. Vista la categoria dei mosca, poco popolata, un terza sfida ci sta tutta.

 

Toccava ai superleggeri Bruno Maraja (1) albanese, allenato dal maestro Caloi e al peruviano Luis Castillo (0-1) che sostituiva Shakib El Kadimi (2-5-2). Maraja ha cercato di tenere l’iniziativa portando colpi lunghi, ma il più stagionato rivale (32 anni), padre di cinque figli, residente a Padova da anni, che divide le giornate tra lavoro e palestra si è dimostrato un osso duro e resistente. Match intenso, scambi continui e pubblico molto interessato. Alla fine tanti applausi per entrambi e visto l’equilibrio del match, una rivincita ci sta tutta.

Per il leggero Giuseppe Fiorino (1) il debutto al professionismo dopo tanti anni in maglietta era un premio alla fedeltà sul ring. Fedele allievo della Francis, residente a Bollate (Mi), sposato, un figlio, titolare di un’officina di carrozzeria, per la sua prima volta da pro, gli è stato riservato Gerardo Minio (0-3-1), origini calabresi, di stanza a Borgonuovo Val Tidone in Emilia, che si è dimostrato rivale di tutto rispetto, tenendo botta per quattro round, dove gli scambi si sono succeduti senza soluzione di continuità. Fiorino ha vinto giustamente, ma non è stata una passeggiata. Nel secondo round il milanese ha visto le streghe su un destro al mento, soffrendo per tutta la ripresa. Il recupero nei due tempi conclusivi, dove la varietà dei colpi ha fatto la differenza, Anche per i due tanti applausi, confermando che quando la sfida è equilibrata e spettacolare, il valore assoluto è ininfluente.

Il rientro del cruiser Matteo Rondena (8-4), sulla carta poteva apparire scontato, considerato che il romeno Ovidiu Enache (0-6) stessa età, residente a Capaccio nell’entroterra salernitano, appariva come collaudatore dignitoso, non di più. Sul ring è stato tutto molto più complicato. Intanto Rondena sente terribilmente l’emozione al Principe, dove ha vinto tanto ma è anche finito tre volte KO. Inoltre Enache è arrivato a Milano determinato a non perdere prima del limite. Infatti ha usato ogni mezzo per evitare questa soluzione. Svelto di gambe e anche veloce di braccia, ha costantemente anticipato Rondena, promosso sul piano difensivo, dove i maestri Francis e Alex Meda, hanno lavorato molto bene, ma troppo lento nel replicare e cercare di chiudere l’avversario. Cinque round speculari, con Rondena migliore, ma privi di suspense. Solo nel round finale l’atmosfera si è alzata, complice l’ennesima furbata del romeno (tenuta con cravatta) ha svegliato Rondena che finalmente ha portato pugni a bersaglio, rischiando il colpaccio. Match vinto ai punti, con chiari e scuri. Dopo la vittoria, Rondena ha parlato di titolo italiano, ma ci pare idea prematura. A parte Turchi, ma anche Federici, Erittu, D’Ortenzi Levin e Morri, al momento hanno qualcosa in più. Sicuramente Rondena ha margini di miglioramento notevoli e sembra sulla buona strada. Deve aver pazienza e fare ulteriore esperienza. Oltre a superare l’ansia del Principe.

Giuliano Orlando