Boxe: Pacquiao torna in vetta, De Carolis scende dal trono

2016-11-07 18:15:23
Boxe: Pacquiao torna in vetta, De Carolis scende dal trono
Pubblicato il 7 novembre 2016 alle 18:15:23
Categoria: Boxe
Autore: Redazione Datasport.it

Non ha tradito le attese il ricco sabato pugilistico, imperniato a Las Vegas in Nevada sul mitico Manny Pacquiao. Purtroppo delusi gli appassionati italiani, che hanno dovuto prendere atto della sconfitta di Giovanni De Carolis (24-7-1), che sul ring di Potsdamm non lontano da Berlino, ha lasciato il mondiale supermedi WBA, nelle più giovani mani di Tyson Zeuge (19-0-1), 24 anni contro i 32 del romano, capovolgendo un match che per molte riprese il nostro ha tenuto in pugno.

La svolta dal nono round, quando l’offensiva dell’italiano perdeva di continuità e la freschezza atletica del tedesco iniziava il recupero e il sorpasso, fino alla svolta drammatica nell’ultimo round, con quel gancio mancino che si è dimostrato il colpo vincente di Zeuge, non un fenomeno, ma organicamente molto forte. A 19” dalla fine del match, l’arbitro fermava De Carolis, ormai non più lucido, dopo due conteggi. Decisione giusta, anche se aumenta il dispetto, perché due dei tre giudici al termine del penultimo round avevano un solo punto per il tedesco. Vincendo il round finale, l’italiano col pari, avrebbe riportato a casa il titolo. E’ andata male e ha messo a fuoco, il calo finale di De Carolis, come era successo anche nel precedente match con Zeuge, finito in parità.

La tattica era giusta, ma quando è mancata la benzina, al traguardo mancavo troppi chilometri per raggiungere il successo. L’impossibilità dell’Italia di poter competere con altre nazioni, nell’allestire tentativi o difese iridate, costringe i nostri pugili a sottostare a contratti capestro. De Carolis, dopo la conquista, ha dovuto sottostare a tre incontri gestiti da Sauerland. Chi sembra non temere gli attacchi del tempo è il senatore filippino Manny Pacquiao (59-6-2), che a 37 anni, scalza dal trono dei welter, la categoria preferita, il locale Jessie Vargas (Usa 27-2) dieci anni meno, alla prima difesa, battuto in modo netto. Respingendo col piglio del campione la disperata voglia di recupero di Vargas, messo kd al secondo round e anticipato per buona parte del match. Ha impressionato la mobilità e la velocità del sinistro del filippino, che ha rubato il tempo ad un rivale più alto e dall’allungo superiore. E adesso? Bob Arum, l’organizzatore delle serata, tutta WBO, premiata dal pubblico e dai risultati, è al settimo cielo. Addirittura si sussurra che Floyd Mayweather jr. (49) a bordo ring, sia stuzzicato dal concedere la rivincita a Manny. Se sono rose, anzi dollari, fioriranno. Come non ammirare Pacquiao, professionista a 16 anni, campione in sei categorie (mosca, supergallo, superpiuma, leggeri, welter e medi jr.) iniziando dal 1998.

In carriera ha battuto Morales, Marquez, De La Hoya, Hatton, Cotto, Margarito, Mosley e Bradley. Solo sei sconfitte e un bilancio di borse che sfiora il mezzo miliardo di dollari. Dopo 17 anni di attività sembra impermeabile all’usura del tempo. Da un filippino felice ad un filippino scippato. Si tratta di Nonito Donaire (37-4) che ha lasciato la cintura supergallo a Jessie Magdaleno (Usa 24) figlio e fratello d’arte, radici messicane, al primo assalto iridato. Già il pari lo avrebbe premiato, la vittoria è stata uno schiaffo perpetrato da giudici all’onestà del giudizio equo. Troppo facile per il piuma messicano Oscar Valdez (20) difendere il titolo contro Hiroshige Osawa (30-4-4) costretto al KOT alla settimana quasi a senso unico. Shiming Zou (9-1) due ori olimpici e tre iridati, fallito il primo tentativo iridato con Amnat Ruenroeng (17-1) per l’IBF nel 2014, trova un altro thailandese, Prasitsak Phaprom (39-1-2) superato due anni fa, che dopo quella sconfitta infila 12 successi su altrettanti match. La sfida non ha avuto storia, il miglior Zou dall’esordio tra i pro, ha ridicolizzato il cosfidante, eroico nella resistenza al limite della pericolosità per l’integrità fisica. Impegnate all’estero due atlete lombarde. A Staszica in Polonia, Anita Torti (10-6-1) avvocato civilista a Milano, ha cercato con coraggio, ma senza successo di scalzare Ewa Brodnicka (Pol.12) dal trono europeo leggeri. Battuta ai punti, pagando l’handicap di un problema all’occhio destro, semichiuso da metà match. Ad Ascona in Canton Ticino, la supergallo milanese.

Vissia Trovato (7) cantante e insegnante di ginnastica, conquista il titolo IBO, superando la bulgara Galina Ivanova (16-14-4), attiva dal 1999, già europea nel 2003 e titolare WBC nel 2008/2009, esperienza da vendere. Tutto questo non è bastato a tenere a freno la vitalità e la pressione offensiva dell’italiana che ha vinto tra gli applausi del pubblico locale, ormai loro beniamina. Riportando in Italia un mondiale rosa che mancava dal 2011, con la Galassi. Il romano Marco Alfano (9-0-1) in quel di Siena, pur soffrendo batte lo sfidante Angelo Ardito (9-6-2) e mantiene il tricolore superpiuma. Vincono anche Fabio Turchi (8) nei cruiser, il superwelter Orlando Fiordigiglio (26-1), e il medio Traversi (7-1) su Kulikauskis (Let. 18-30-6), Matic (Cro. 14-33) e Pancrat (Mol. 2-5). A Pompano in Florida il supermedio milanese Daniele Scardina (8) incassa la vittoria a spese di Rashad Jones (Usa 4-11-3). A Fontaneto D’Agogna (No), leggeri: Khalladi (6-4) b. Gagliardi (0-1); piuma: Sampirisio (3-0-1) b. Musacchi (1-3-1); superleggeri: Lenti (3) b. Zingaro (2-1).

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