Boxe: l'oro olimpico Ramirez fuori da Rio

2016-03-15 14:30:39
Pubblicato il 15 marzo 2016 alle 14:30:39
Categoria: Boxe
Autore: Redazione Datasport.it

La notizia arriva da Buenos Aires, dove si svolgono le qualificazioni per Rio. Il cubano Robeisy Carranza Ramirez  (56), che a 19 anni, conquistò l’oro a Londra nei 52 kg. fuori da Rio. Per la verità, dopo quell’impresa, non ha avuto molta fortuna. Bocciato ai mondiali 2013, molte vittorie facili nelle World Series, ma escluso per motivi disciplinari da Doha 2015, al suo posto Gomez Cruz. Al rientro sembrava sulla buona strada, vincendo il classico Cordin, che vale come campionato cubano. A Buenos Aires è stato battuto dal locale Melian, non certo l'ultimo arrivato, ma tecnicamente inferiore.L’argentino protagonista sia alle WSB, che nei tornei APB, dove giunse in finale, ha attaccato come una furia Ramirez, convincendo i giudici a premiarlo. Prove di ring in ottica olimpica.

Nei tornei di febbraio in Ungheria (Istvan Bocskai) e in Bulgaria (Memorial Strandja), si sono messi in luce nomi conosciuti come i campioni europei Cordina del Galles (60) e il croato Hrgovic (+91) attivissimo, vincitore del titolo nazionale per l’ennesima volta, e al Chemistry ad Halle (Ger) appena concluso, dove le sorprese non sono mancate. La Russia si è presentata in forze, senza riuscire a vincere una finale. Era partita col botto, avendo il +91 Afonin, messo ko l’idolo di casa Pfeifer, già promosso a Rio, vincitore del torneo APB, che conferma la fragilità, avendo già subito un precedente ko contro il romeno Nistor per il mondiale AIBA. A sua volta il russo, subiva lo stesso trattamento dallo scatenato Hrgovic in finale. Non solo, il campione nazionale dei massimi, Magomedov, che agli assoluti 2015 aveva castigato Alexey Egorov (tre volte vincitore di Russo), poi escluso  da  Rio per il pasticcio dell’AIBA, nella lotta per l’oro ad Halle, veniva superato dall’olandese emergente Korving di misura (2-1).

Nel corso del torneo, sono stati eliminati il campione del mondo welter, il marocchino Rabii dal locale Marutjan, poi infortunatosi e costretto a rinunciare alla finale, i quotati russi Zakarian (escluso eccellente dai Giochi) nei 64, ad opera dell’inglese McCormack  e il welter Zamkovoy (già promosso a Rio), per problemi alla mano destra. Ad Halle si sono messi in luce i mongoli Gan-Erdene (49), Kharkhuu (52) e Tsendbaatar (56), sicuri clienti scomodi al prossimo torneo asiatico fissato in Cina dal 23 marzo al 3 aprile. Ad Halle la Germania ha portato ben otto pugili in finale, grazie a giurie compiacenti,  vincendo tre titoli con Barou (69), Radovan (75) e Michel (81) nomi conosciuti, con pochi acuti all’estero. Da segnalare l'altro inglese French, nei leggeri, campione nazionale in carica, vincitore in finale di Harutunjan, campione mondiale AIBA. Quando ai mondiali a Doha in Qatar, chiesi a Lebzjak il ct. russo, perché non aveva portato il +91, allargò le braccia, con un sorriso amaro: "Perché non abbiamo un gigante di valore".

Ammissione incredibile, per una nazione che conta su oltre 50 supermassimi  che lottano per arrivare agli assoluti. In effetti dopo Povetkin e la breve carriera di Timurziev, spentosi a soli 32 anni nel 2015 per la leucemia, la Russia non ha più trovato un sostituto di valore. A fine febbraio, allo Strandja di Sofia, il cicciottello Babanin, dopo essersi preso la rivincita sul nostro Vianello, che lo aveva battuto a Mosca nel 2015, trovava in finale il bulgaro Belberov, bronzo europeo in casa, dove aveva superato nei quarti Omarov, e subiva una sconfitta imprevista. Lo stesso bulgaro si ripeteva contro Omarov, battendolo al minitorneo di Murcia in Spagna. Se aggiungiamo Afonin che ha fallito ad Halle, il bravo e simpatico Lebzjak dovrà scegliere il meno peggio di questi, avendo escluso a priori Gimbatov, al momento fuori dal giro.

La Russia ha due sole categorie in bianco, gli 81 e +91, Nei mediomassimi può giocarsi la carta Silyagin, 22 anni, bronzo ai mondiali 2015 e vincitore facile al torneo di Spagna, dopo lunga sosta dovuta ad un problema alla mano destra. A proposito del Totana spagnolo, il tecnico Renzini ha portato Marzia Davide (51) e Irma Testa (60) due delle tre azzurre che puntano ai Giochi. La terza e la Stevenin (75) rimasta ad allenarsi ad Assisi. La Davide, veterana di ottimo livello, dopo aver superato la tedesca Ylmaz, ritrovava per l’ennesima volta la bulgara Stoyka Petrova, presente a Londra, cedendo di strettissima misura (2-0), mentre la diciottenne Testa veniva stoppata più dai giudici che dall’altra bulgara, la quotata Svetlana Kamenova con un 2-1 che faceva arrabbiare il nostro ct. "Possibile che le nostre ragazze debbano subire l'incapacità di giudici inadatti al compito? Speriamo che cambi il vento".

Le due bulgare avrebbero poi vinto il torneo.  Il riferimento di Renzini riguardava il torneo di Sofia, dove sia la Davide che Marzia erano state eliminate dalle cinesi Haijuan (nei quarti) e Junhua (semifinale) col 2-1 beffardo. Tornando al torneo finnico, di alto livello come non accadeva da anni -  per la cronaca, vide l’ultima apparizione di Mike Tyson da dilettante nel 1984 - a Helsinki, si sono presentati il campione d'Europa welter, il lituano Stanionis che ha perso in finale dall’iridato Eleusinov del 2013, argento nel 2015, battuto in finale dal marocchino Rabii, dal campione asiatico Levit (+91) e dall’altro quotato kazako Khakipov (49) promosso a Rio con l’APB, uscito al primo turno ad opera dell’inglese Edwards, campione nazionale, infortunatosi nel corso del match.

Gli inglesi presenti con cinque pugili non sono stati fortunati. Il superleggero Price battuto in finale dal russo Mazur bronzo ai nazionale 2015, il gallo Bourke subito fuori contro il gallese McGoldrick, argento dietro il russo Nazirov, mentre Essuman nei welter coglieva l’argento nella finale B. Williamson nei medi, dopo aver superato il russo Kharitonov, favorito del torneo, inciampava sull’irlandese Oreilly, che dava poi disco verde al muscolato francese Assomo. La Francia  con tre atleti, centrava due ori e un bronzo. Podio più alto anche per Oumiha (60) e terzo posto per l’esperto Cissokho nei welter. Per l’Italia stop immediato con i quattro  “militari”, Splendori (60), Cosenza (64), Sarchioto (75) e Rossano (91).