Boxe, Massimi a New York: Wilder si conferma, Martin novità IBF

2016-01-18 14:46:47
Pubblicato il 18 gennaio 2016 alle 14:46:47
Categoria: Boxe
Autore: Redazione Datasport.it

New York sta tornando in auge nel segno dei massimi, lasciando a Las Vegas l'egemonia dei pesi più leggeri. L'altra sera al Barclays Center, nel quartiere di Brooklyn, un tempo popolato dagli immigrati  irlandesi e italiani, di mondiali riservati ai giganti se ne sono disputati due.

Deontay Wilder, titolare WBC, trentenne imbattuto ha mantenuto la cintura spedendo ko al nono round il coraggioso polacco Artur Szpilka (20-2) che pagava troppi centimetri in allungo per reggere ai jab di un rivale che senza faticare troppo, lo stava cuocendo a fuoco lento. Il colpo decisivo all'inizio della nona ripresa, un preciso gancio e Szpilka finiva l'esperienza mondiale guardando le volte della struttura, incapace di rimettersi in piedi prima dei 10".

Per Wilder era la terza difesa, facile come le precedenti. Adesso dovrebbe affrontare il non più verde Alex Povetkin (30-1) che, nonostante i 36 anni, rappresenta un osso duro da rosicchiare. Il russo era a bordo ring, per fargli capire che il tempo dei rinvii dovrebbe essere finito. Accanto a lui, Tyson Fury, il fresco vincitore di Wladimir Klitschko, al quale ha sfilato le cinture WBA, WBO, IBO e IBF dopo un decennio all’insegna dell’ucraino.

Che l'irlandese di etnia rom, non perda occasione per inventare un teatrino è risaputo. Normale che una volta salito sul ring dopo la facile vittoria di Wilder, invece di congratularsi lo ha subito sfidato e per dare corpo alle parole si è tolto la giacca mettendosi in guardia. L'americano di Tuscaloosa in Alabama, è stato al gioco e il pubblico si è scatenato con urla contro il focoso "estraneo", che per nulla intimorito ha lasciato il ring, con lo sguardo minaccioso.

Anteprima ad una affettiva sfida? Al momento è improbabile, avendo entrambi impegni ufficiali con la sigle. Se pensiamo che la IBF, lo ha detronizzato d’acchito, un mese dopo la conquista, non avendo accettato il tempo stretto della difesa. Personalmente la IBF ha fatto una cavolata, confermata dalla modestia del nuovo campione, ovvero di Charles Martin (23-0-1) californiano di colore, fisico imponente ma lontano dai valori dei campioni di ieri. Ha battuto Vyacheslav Glazkov (21-1-1), al terzo round, per uno strappo ai legamenti del ginocchio destro.  

Il biondo ucraino si è arreso quando il match era ancora in pieno rodaggio. Senza ricevere alcun colpo, ma mettendo maldestramente la gamba e facendo ruotare il ginocchio in modo innaturale. Verdetto di KO abbastanza inusuale, con pochi precedenti. Wilder è tornato a casa con oltre un milione e mezzo di biglietti verdi, il polacco si è accontentato di 300.000, molto meno di quanto ha intascato l’ucraino che si consola della sconfitta con oltre mezzo milione. La cifra più bassa a Martin, quotato perdente 8 a 4, pagato 250.000 dollari.

Il futuro dei massimi, con il ritorno alla frammentazione apre opportunità di sfide, ma certe ipotesi sono solo fantasie. Wilder-Tyson al momento è impossibile, due i motivi principali: i mentori di Wilder sanno che la momento è un match a perdere. l’altra situazione è che l’irlandese deve rispettare la clausola sottoscritta che impone la rivincita immediata tra i due. Che la K2 dei fratelli ucraini intende allestire tra aprile e maggio, ancora in Germania, sicuri del successo del pubblico. Wilder ha sua volta sotto la pressione sia del WBC che dello sfidante Povetkin (36 anni), difficilmente potrà ancora svicolare, anche se ci proverà. Il russo è disposto, per una buona borsa, a combattere negli Usa. In casa del campione non sarà facile vincere, anche se sarà lotta dura.

A Londra, nella famosa O2 Arena, dove venne ospitata la boxe ai Giochi del 2012, davanti a 16.000 spettatori, fragoroso rientro di David Haye (27-2) fermo da tre anni mezzo (intervento alla spalla destra), ex iridato massimi leggeri (2007-2009) e massimi (2009-2011), antico avversario di Giacobbe Fragomeni, ha steso l’australiano Marc de Mori (30-2), da anni residente in Croazia, dopo neppure tre minuti, finito al tappeto in modo drammatico su un destro devastante. Momenti di paura, con de Mori che restava inanimato. Dopo il ricovero in ospedale, per fortuna non sono stati riscontrati traumi di sorta.

Haye si è presentato ad un peso superiore al quintale (103), mostrando di aver lavorato molto sul potenziamento. L’attuale struttura atletica è decisamente impressionante. Vedremo se nelle prove successive avrà mantenuto la velocità di prima. Dopo la vittoria ha espresso il desiderio di affrontare l’emergente Joshua che sta scalando le posizioni di vertice ma che difficilmente accetterà tale rischio. Da ricordare che nel 2013, prima dell’incidente alla spalla si stava preparando per affrontare Tyson Fury. Al momento è prematuro, ma in un futuro non lontano, potrebbe diventare attuabile.