Boxe, Firenze festeggia con Turchi l’esordio Matchroom-Opi

Pubblicato il 3 dicembre 2018 alle 12:00:47
Categoria: Boxe
Autore: Redazione Datasport

Un tempo erano Milano e Roma le capitali della nostra boxe. I mitici Loi, D’Agata, Burruni, Benvenuti, Mazzinghi, fino a Parisi hanno costruito carriere e successi sulle due piazze. Da qualche anno, con l’avvento di Bundu ed ora di Turchi, la città del Giglio e di Medici, sta costruendosi una solida fama di capitale della noble art. L’esordio della Matchroom di Eddie Hearn in abbinata con la OPI dei Cherchi, al teatro Obi Hall sul Lungarno, joint venture di importanza notevole per il futuro della nostra boxe, rappresenta la consegna del testimone, per il passaggio concreto. Con pieno merito, visto che l’accogliente struttura ha raccolto il tutto esaurito, offrendo nel contempo lo spettacolo auspicato: battaglie vere e boxe di alto livello. Festeggiando l’esordio italo-inglese nel migliore dei modi. Il seguito di questa avventura comprende altri sette appuntamenti in giro per l’Italia, nel giro di un anno all’insegna della grande boxe. Visto che il colosso televisivo DAZN, intende inserire il pugilato col calcio e altri eventi sportivi. Per garantisce continuità, da sempre l’anello debole per il rilancio della disciplina. Oltre alla mancanza di una emittente di tale importanza. Impresa non facile, lo dico a scanso di equivoci, come ha tenuto a sottolineare Christian Cherchi, figlio d’arte, il tessitore di questa operazione, consapevole che l’esordio metteva sul ring, una parte del patrimonio della OPI. 

 Fatta la precisazione, è doveroso sottolineare che l’esordio può definirsi soddisfacente, col trionfo di Fabio Turchi il beniamino di casa e la commovente prova di Devis Boschiero (46-6-2), sconfitto con tutti gli onori, da un rivale di classe quale è Martin Ward (21-1-2), 27 anni, dieci meno dell’allievo di Gino Freo, che l’ha preparato al meglio, al punto da sfiorare l’impresa clamorosa. Poteva andare meglio. Il riferimento riguarda Andrea Scarpa (23-5), 31 anni, al quale era stata offerta l’opportunità europea superleggeri, contro Joe Hughes (17-3-1), un brevilineo fatto su misura, per le qualità (inespresse) del foggiano. L’inglese ha fatto il minimo sindacale per battere un rivale abulico e inconcludente, mai in partita, semplicemente latitante sul piano agonistico. Nonostante l’altezza e l’allungo, Scarpa, ha collezionato una quantità incredibile di sinistri in faccia, contro un rivale che pagava l’handicap delle braccia di almeno 15 cm. Hughes ha capito subito che la supposta tigre foggiana era di carta e ha semplicemente eseguito quello che sarebbe toccato al longilineo rivale. Match a senso unico, con due (118-111, 116-112) perfino generosi con l’italiano, poi l’assurdo 116-112 per Scarpa, di Predrag Aleksic del Montenegro, al quale sarebbe doveroso privarlo della qualifica. Non è mai piacevole sottolineare prove negative, purtroppo nel caso di Scarpa, va ripetuto che ha perso la grande occasione di una carriera che aveva avuto una sola scintilla nel 2016 a Londra, conquistando il Silver WBC a spese del quotato Hibber, poi solo ombre. La conclusione è che si è trattato di un exploit solitario, mai confermato. L’ultima delusione, potrebbe costargli l’esclusione dal giro importante, appena iniziato. Firenze ha risposto al meglio e il bellissimo Teatro Obihail, prospiciente il Lungarno, ha presentato il volto più bello: l’esaurito atteso. Una bomboniera elegante, nata dalle ceneri di un tendone del Circo Togni che doveva essere abbattuto, trasformato in teatro, grazie all’intervento di Alberto Brasca, ex presidente FPI nel precedente quadriennio e allora vice sindaco di Firenze. L’altra sera, il teatro ha accolto una delle più belle rappresentazioni della noble art. Eddie Hearn, il boss inglese, nella cui scuderia milita un certo Anthony Joshua, il campione massimi plurititolato (WBA, IBF, IBO e WBO), nel dopo riunione ha confermato che il debutto non poteva essere migliore. Protagonista assoluto il pupillo di casa, Fabio Turchi (16) gigante fiorentino, primi approcci da pro con Mario Loreni, poi il passaggio ai Cherchi dove ha iniziato quel volo auspicato dai suoi fans. L’inglese Tony Conquest (28-3), 34 anni, non rappresentava un tabù, ma non era neppure da sottovalutare. Quando sul ring combattono pugili che pesano oltre i 90 kg. i rischi sono alti per entrambi. Turchi ha iniziato giustamente prudente, dimostrando di avere idee chiare, L’inglese cercava la battaglia a corta distanza, consapevole che l’italiano aveva guantoni pesanti. Turchi non ha sbagliato nulla. Ha studiato l’avversario, è stato prudente ma attivo per quattro round, poi ha iniziato ad aumentare il ritmo offensivo e per Conquest la situazione è precipitata. Appena si è aperta una finestra nella difesa dell’inglese, ganci e montanti hanno trovato la strada dei bersagli utili per chiudere la partita. Il fatto è avvenuto al settimo rintocco con l’inglese che tenta una sortita offensiva, scoprendo la zona destra del corpo. Come una mangusta, scatta il sinistro del fiorentino che trova spazio ampio per affondare il gancio mancino e fare danni irreparabili. Tony cade prono, cerca di rialzarsi, ma le gambe sono sorde al richiamo e al 10” è ancora col viso verso il tappeto, tra la gioia del popolo di casa che esulta per il trionfo del proprio gigante. Meglio di così non poteva andare. Di Turchi va apprezzata la concentrazione e anche la freddezza di saper leggere il match. Sicuramente un passo avanti importante, in rapporto all’esordio di Milano, dello scorso luglio, contro l’ostico Yassine Habachi, marocchino di stanza in Italia da oltre un decennio. Significa che ha lavorato bene, nonostante alcuni spostamenti, l’ultimo a Livorno, con la guida di Lenny Bottai. E adesso? Pensiamo che non ci siano stravolgimenti. Una seconda difesa della cintura Internazionale Silver WBC cruiser, fra qualche mese e poi il tracciato che nel 2019 potrebbe portarlo all’europeo. Tornando a Devis Boschiero, la sconfitta non significa ridimensionamento. Ha perso di stretta misura da un rivale di talento, come Ward, che a breve avrà addirittura l’opportunità mondiale. Hearn dopo la bella prova si è impegnato a riproporlo, magari in Inghilterra. Come è giusto, ogni sconfitta ha la sua lettura, Boschiero ha lottato alla pari o quasi con rivale in grande spolvero e dieci anni più giovane. Diverso il discorso di Scarpa bocciato a tutti i livelli. Gianluca Branco, presente alla serata, che dopo aver preparato Magnesi nella difesa del tricolore contro Cafagna, ha chiesto a Salvatore Cherchi di concedergli un test sul ring, per capire se a 48 anni, può ancora ambire ad una opportunità nei superleggeri. In proposito, l’ex sfidante mondiale ed ex europeo, dopo la sfida europea, ha commentato: “Se questo è il livello dei superleggeri a livello europeo, dopo tre incontri sfido il campione e lascio la borsa al vincitore”. Difficile dargli torto. Prima dei tre clou, si sono disputati quattro incontri come prologo alla serata. Il piuma Tommasone (19) anche se l’anagrafe potrebbe penalizzarlo (34 anni), ha dimostrato contro il messicano Martinez (8-9-1) dodici anni meno, di meritare lì’opportunità continentale. Veloce e preciso ha tenuto botta per sei round, dominando il match, con belle combinazioni e ottima scelta di tempo. Mirko Natalizzi (2) non ha vinto prima del limite contro Miguel Aguilar (11-53-1), del Nicaragua, di stanza in Spagna. Dopo aver subito un paio di conteggi, l’ospite ha capito che tirava un brutto vento, costruendo una stretta difesa orientata a finire ai punti. Impresa riuscita, ma anche utile esperienza per il romano che punta a farsi largo nei welter. Il gallese John Docherty (2) si è confermato un giovanotto dalle impressionanti possibilità in prospettiva. Struttura da mediomassimo, mancino con ottime basi tecniche porta colpi sopra e sotto. L’argentino Angel Castillo (1-4) ha ammainato bandiera bianca in meno di due round. Per Fiodigiglio (30-2) prosegue la strada per ritrovare una nuova opportunità europea nei superwelter. D’altronde il campano, ormai aretino al 100%, è in largo credito con la Dea bendata. Il test contro il croato Frane Radnic (11-10) 34 anni, e non l’armeno-ucraino Igor Faniyan (16-17-3) come affermato da qualcuno, è stato un provino utile, per fare fiato e pensare al futuro. Una bella maratona in guantoni, apprezzata dal pubblico, che a questo punto, attende un bis del loro Fabione, magari impegnato per una cintura importante in palio. Sicuramente i Cherchi ci pensano, ma sanno benissimo che il giocattolo va usato con cura. Nel frattempo Alex Cherchi, il braccio operativo a Milano, ha già progettato per il 15 dicembre al Teatro Principe, un appuntamento stimolante che potrà contare su tre sfide titolate. Protagonisti il supermedio Daniele Scardina, il welter Maxim Prodan e la battagliera Vissia Trovato, ben noti al pubblico milanese e altri giovani di belle speranze. Inoltre, il secondo grande evento italo-inglese dovrebbe avvenire nel prossimo febbraio a Milano. Se il buongiorno si vede dal mattino, la tappa fiorentina è nata sotto i migliori auspici.

Giuliano Orlando