Boxe - Europei jr. a Tbilisi 2021. L’Italia conquista 7 medaglie nonostante le giurie

Pubblicato il 19 luglio 2021 alle 14:00
Categoria: Boxe
Autore: Redazione Datasport

TBILISI (Georgia). L’Italia è tornata nella capitale georgiana, per gli europei jr. dopo due anni, quando prese parte alla rassegna continentale schoolboy e girls, con molti degli stessi atleti passati di categoria. Nel 2019, con la clamorosa assenza della Russia, che ebbe problemi di visto, Valeria Calabrese e Gianfranco Rosi portano all’Italia tre ori con Maria Sannino, Luisa Acconcia e Valentina Marra, oltre a tre bronzi (Broccio, Ferraris e Lambro), mentre Giulio Coletta con Stifani e Mammana centrano il titolo grazie a Tiziano Guglielman e l’argento con Davide Fiori, entrambi laziali, bronzo per il pugliese Danilo Mastrorillo. A distanza di quasi due anni, cinque ragazze (Benetazzo, Sannino, Cartaccia, Acconcia e Marra) e altrettanti ragazzi (D’Ascari, Pascazio, Gugliotta, Fiori e Guglielman) si sono ripresentati sullo stesso ring dello Sport Palace da jr. Un passaggio fondamentale, con l’handicap per i nostri che la maggior parte della concorrenza ha preso parte alla precedente edizione 2020 tenutasi a Sofia, che sia pure a ranghi ridotti, vide alla partenza 25 nazioni, con Russia e Ucraina che si divisero la fetta più importante, ben 21 titoli sui 26 totali, lasciando il resto a Polonia, Bulgaria, Romania e Moldovia col gusto dell’oro. Tra l’altro il livello medio di questa edizione è risultato decisamente altissimo.

A Tbilisi si sono presentate 30 nazioni (224 atleti) tra i maschi e 25 (111 atlete), per le ragazze. L’Italia ha portato undici maschi: 46: Maccioni Simone (Boxe Cappai) SD, 48: Bonacina Yary (Gold Accademy) LB; 52: Buonocore Gaetano (Montecorvino Pugliano) CP; 50: D’ascari Francesco (Lanza Boxe) SC; 54: Guglielmino Stefano (Trinacria), SC; 57: Pascazio Davide (Boxe Modugno) PL; 60: Smedile Fabio (Gladiatore) LZ; 63: Gugliotta Samuele (Setteville Nord) LZ; 66: Fiore Davide (Boxe Fiore) LZ; 70: Guglielman Tiziano (Versus) LZ; 75: Caniglia Alfio (Lanza Boxe) SC con i tecnici Franco Federici e Simone Autorino. Sette le atlete: 46: Orlando Sofia (Alto Reno) EM; 48: Schinnà Graziella (Schinina) SC; 50: Benetazzo Ginevra (Albignasego) VE; 52: Sannino Maria Teresa (Apollo Boxe) CP; 54: Cartaccia Elextra (Boxe Mugello) TS; 57: Acconcia Luisa (FFOO giovanile) CP; 60: Marra Valentina (Club 88 Pesaro) MC, guidate da Valeria Calabrese e Gianfranco Rosi.

Delle 30 nazioni, quattro si sono presentate al completo tra i maschi: Russia, Ucraina, Turchia e Armenia 13 atleti; seguono Bielorussia, Romania e Georgia 12; Germania, Lituania, Italia e Azerbajan 11; Polonia 10; Israele, Lettonia, Ungheria e Moldovia 9; Croazia 8; CZE 5; SVK, Finlandia, Estonia e Serbia 4; Bulgaria, Spagna e Grecia 3; Belgio 2; Moldovia, Danimarca e Montenegro 1. Delle 25 nazioni iscritte tra le atlete, solo Turchia e Ucraina (13) al completo, Russia 12; Romania 11; Polonia 9; Germania 8; Italia 7; Ungheria 6; Armenia 4; Azerbajan, Serbia, Lituania e Bielorussia 3; Armenia, CZE, Lettonia e Finlandia 2; Grecia, Cipro, Spagna, Moldovia, Danimarca, Israele e Croazia 1. Queste le forze sul ring.

Passiamo ai podi, e qui non solo la Russia ha stravinto, addirittura ha migliorato nel complesso, rispetto a Sofia 2020, nonostante più nazioni al via. In questo, alcuni giudici ci hanno messo del proprio per facilitare alcune vittorie della Russia, che proprio non ne aveva bisogno. Ai fatti si è trattato di campionati russi open, visto che i maschi si sono aggiudicati otto ori, un argento e due bronzi, mentre le fanciulle, si fa per dire, prima delle semifinali ne hanno perduto una sola: Kristina Galnykina nei 63 kg. ad opera della romena Amalia Nita nei quarti che ha vinto 3-2, conquistando poi il titolo. Non solo, tutte le dieci finaliste hanno centrato l’oro, ripetendo Sofia 2020, un solo bronzo, ovvero l’80% del metallo pregiato in palio. Per Ucraina, Romania e Cipro una vittoria a testa, ovvero quattro nazioni sul podio più alto su 25 in partenza. I maschi non sono stati da meno: 8 ori, 1 argento e 2 bronzi. L’Ucraina, che ha portato 9 atleti sul podio e sei in finale, ha dovuto accontentarsi di tre ori, subendo altrettante sconfitte. Non tragga in inganno che 14 nazioni sono salite sul podio, all’oro ne sono arrivate quattro nel maschile e altrettante nel femminile. Altra considerazione da non sottovalutare, la Francia e le nazioni delle isole britanniche (Inghilterra, Galles, Scozia e Irlanda) non si sono presentate. Il motivo potrebbe anche riguardare certi verdetti nelle edizioni passate ritenute ingiusti. Detto questo, confermo che gli atleti saliti sul podio sono di valore assoluto, purtroppo la loro posizione non sempre ha rispettato quanto avrebbero meritato con verdetti più equi.

I risultati maschili.

46 kg. (12). L’ucraino Renat Chubrevychev è stato la piacevole sorpresa non solo della categoria. L’allievo del maestro Litvinov, ha mostrato boxe elegante e spumeggiante, mobile e tempista, ha dominato tutti gli avversari, compreso il russo Rogozin, l’ucraino Chubrevychev e in finale il titolato georgiano Ayvazyan, europeo schoolboy 2019, battuto nettamente con l’eccezione del belga Felice Pompilii, uno dei giudici peggiori, di cui parlerò più avanti, visto il curriculum a dir poco sconcertante.

48 kg. (14). Il russo Malik Sugaipov, nei quarti batte col dubbio l’azero Babayev, che si era imposto nei più importanti tornei di categoria, vincitore del nostro Yari Bonacina, che non ha sfigurato, alla prima presenza in un europeo. La finale col locale Oruj Akmedovi è risultata una battaglia intensa e abbastanza equilibrata. Scambi continui, con alterni vantaggi, anche se il russo è apparso più coordinato, meritevole della vittoria. Il 4-1, del giudice serbo (30-27), in controtendenza, conferma la mancanza di uniformità nella valutazione dei match.

50 kg. (18). L’eccesso di agonismo tra il russo Nikita Manasikhin e l’ucraino Hektor Duminik, ha reso la finale inferiore alle attese. Troppe le tenute, i colpi scorretti e altro, che l’arbitro israeliano ha lasciato correre, tesi sposata da quasi tutti i suoi colleghi. Ha vinto il russo, che nei quarti aveva superato Francesco D’Ascari, buon tecnico ma troppo inferiore sul piano atletico, mentre l’ucraino aveva sostenuto una sfida piuttosto impegnativa col bielorusso Vitas Hartsuyeu, bronzo di categoria 2020 e vincitore dei tornei del Montenegro e Botvinnik. Nel dubbio hanno scelto il più furbo, ovvero il russo (5-0).

52 kg. (18). La Georgia, puntava molto sul mancino Davit Japaridze, che nel 2019 si era imposto agli europei schoolboy e sembrava destinato a vincere anche tra gli jr. Partito alla grande, battendo lo spagnolo Monclova, il tedesco Dumpefeld e in semifinale il nostro Gaetano Bonocore dopo una sfida tosta. Il campano era entrato in gara superando il finnico di radice magrebina El Gendy e nei quarti il quotato armeno Khachatryan, che risultava tra gli aspiranti al podio, che conquistava l’azzurro. Il georgiano in finale trova il solito russo, Egor Koloskov un minicarroarmato che prevale (5-0) sul più tecnico Japaridze, sfiancato dalla continuità offensiva del russo.

54 kg. (20). La Romania sperava che Daniel Girleanu, oro europeo uscente a Sofia, vittoria per la verità molto contestata dall’Ucraina, che aveva visto Abduraimov nettamente vincitore, concedesse un clamoroso bis. Il romeno presente a Roseto degli Abruzzi agli europei U22, uscito in semifinale, ha ripetuto lo stesso risultato a Tbilisi, battuto dall’azero Gasimzada, europeo schoolboy, votato all’attacco. Sull’altra sponda il russo Bogdan Prima, oro schoolboy 2018, si metteva in luce per la boxe più completa a conferma di grande esperienza, attivo dall’età di dieci anni, giunge in finale costringendo il finlandese Salo alla resa al primo round, dominando il ceco Bernnacek e il turco Bayrak. Lo stesso trattamento (5-0) anche per l’azero, i cui assalti vengono vanificati dall’anticipo e dai rientri di Prima. L’azzurro Stefano Gugliemino cede all’esordio contro l’ungherese Frank Daniel.

57 kg. (22). Sulla carta il magiaro Levente Olah che poteva rientrare tra gli outsider, sul ring ha dominato il campo. Normolineo dotato di grande scelta di tempo, mobile sul tronco e abbastanza potente, ha imposto la sua boxe fin dall’esordio costringendo l’israeliano Abd El Jawal, bronzo jr. 2020 alla resa al primo round, stessa sorte per il moldovo Semencenko, mentre il turco Eroglu in semifinale, veniva squalificato per eccesso di abbracci. In finale incrocia i guantoni col russo Chindykov, giunto in finale con un paio di 3-2 nel segno della sudditanza, contro il quotato locale Eremeishvili e il bulgaro Kostov, vincitore agli ottavi del pugliese Pascazio, che aveva esordito battendo l’azero Malikov. La sfida decisiva non cambia musica, Olah arriva sempre prima e il 5-0 per lui è di quattro 30-26 e un 30-25 che dice tutto.

60 kg. (21). In una categoria densa di campioni, la Georgia centra l’oro con Demur Kajaia, che nel 2018 venne battuto in finale dal russo Prima nei 41,5. A distanza di tre anni e diciotto chili in più, conquista l’europeo jr. domando il tarchiato ucraino Cheldy, europeo schoolboy 2019, la cui pressione non basta contro l’allungo di Kajaia che possiede arte e mestiere, oltre a 80 match alle spalle. Per atleti di 16 anni, fa impressione la padronanza di ring. Da segnalare l’armeno Mkrtchyan, argento schoolboy 2019, il bielorusso Stankevich, il turco Kainar e il tedesco Trefilov sconfitti ma molto validi. L’azzurro Fabio Smedile, trova all’esordio Cheldy e deve arrendersi senza scampo.

63 kg. (21). Il romano Samuele Gugliotta, classe 2005, allievo del maestro Giuseppe Fiori alla Gym Boxe a Guidonia, presente nel 2019 agli europei schoolboy sullo stesso ring, nei 52 kg. eliminato nei quarti dall’ucraino Mischenko che sembrava uno youth, a distanza di due stagioni è tornato a Tbilisi e con dieci kg. in più diversi centimetri in altezza e ha raggiunto la finale, dove l’esperienza del russo Tikhonov, argento nel 2020 a Sofia, quasi cento match alle spalle, contro i 25 dell’azzurro, ha prevalso ai punti. Per arrivare in finale l’azzurro ha sostenuto tre sfide per niente facili, battendo il lettone Sorokins, il tedesco Gunal e l’israeliano Kayouf che aveva eliminato l’azero Sheydayev uno dei favoriti. Anche il russo era stato impegnato per quattro confronti, ma l’abitudine ai tornei è apparsa evidente nella sfida decisiva. Gugliotta palesemente stanco, si è limitato a svolgere il compito con giudizio senza rischiare. Un argento di buon auspicio per il futuro.

66 kg. (15). Confesso che un pensierino su Davide Fiore, che nel 2019 colse l’argento nei 59 chili, lottando quasi alla pari con l’inglese Connors che lo sovrastava in esperienza, dopo aver superato il moldovo, l’azero e il bielorusso, tutti ragazzini di riguardo, lo avevo fatto. Purtroppo l’allievo di papà Giuseppe, si è fermato di fronte al bielorusso Kuzniatsou, guerriero molto forte, che nel match successivo a giudizio personale aveva battuto il russo Gagiev, spinto avanti dall’ennesimo 3-2 a favore. Davide non mi è parso determinato e infatti quando nel terzo round ci ha provato, l’avversario è parso tecnicamente inferiore. Ma ormai era troppo tardi. La vittoria finale l’ha conquistata l’ucraino Hichva, un longilineo che sa coniugare bene la boxe di rimessa senza risultare passivo. Il georgiano Namazov, ha attaccato con vigore, senza mai scardinare la tattica difensiva dell’ucraino, giusto vincitore (5-0).

70 kg. (19). Nell’agosto 2019, il laziale Tiziano Guglielman, aveva salutato tra gli applausi il pubblico georgiano a Tbilisi, con l’oro europeo schoolboy nei 62 kg. dominando il lotto dei concorrenti. Due anni dopo l’allievo del maestro Fabio Carice, il fondatore della Accademy Versus, avrebbe meritato la finale con buone possibilità di vittoria. Purtroppo una giuria succube di un servilismo che è diventato un morbo inguaribile, visto che lo stesso trattamento è capitato ad altri atleti fuori dalla sfera ex Urss, gli ha vietato di salire dove gli spettava. Dopo aver battuto il bielorusso Bruyeu (rsc 2), dominava l’israeliano Jiryis. In semifinale trova il locale Natroshsvili, al quale impone la sua completezza tecnica e tattica. Negata da una giuria volutamente scelta per favorire il georgiano. Mi sono rivisto diverse volte il match e ho la ferma convinzione che l’azzurro abbia vinto netto. Ho anche letto i nomi dei giudici e ho capito tutto, anche il 30-27 del montenegrino Dobravinovic, contro il 29-28 degli altri quattro. Lo stesso che nel match precedente, unico a dare la vittoria all’ucraino Naumov, contro gli altri quattro favorevoli al russo Markhauri. Il presidente dell’AIBA, presente alla rassegna, ha fatto sapere in un comunicato, novità importanti nei settori più a rischio compreso quello degli arbitri e giudici. Il titolo lo ha vinto il russo Markhauri (5-0) sul georgiano Nastrosvili, dopo tre round arruffati, dove gli abbracci hanno prevalso sui pugni.

75 kg. (16). Il Montenegro aveva portato un solo pugile, l’emergente Mirko Sarcevic, classe 2006, messosi in luce in questa stagione che ha confermato buone qualità arrivando in finale, battendo nei quarti anche il siciliano Alfio Caniglia, elemento da non trascurare. A sbarrargli la strada per l’oro ci ha pensato l’ucraino Stepanov, già campione europeo schoolboy 2019 sempre a Tbilisi nei 72 kg. dove vinse tre dei quattro match prima del limite. Contro il montenegrino è partito forte, assicurandosi il successo al termine del secondo round. Vano l’assalto finale di Sarcevic. In questa categoria l’armeno Adamyan superava Dzugaev per 3-2, unica sconfitta russa, contro quattro a favore.

80 kg. (12). Altro russo all’oro, si tratta di Rasul Gadzhiev che elimina subito il bielorusso Kiryl Duhar, argento agli schoolboy 2019, il lettone Jucenkos e l’ucraino Palyvoda in semifinale. Sull’altra sponda avanza il romeno Teodorescu, fisico asciutto e discreti fondamentali che gli permettono di superare il serbo Nikcevic, il croato Pejic ma ancora troppo tenero per reggere gli assalti del più basso ma più forte russo. Che si impone con l’ennesimo 5-0.

+80 kg. (16). Ottava vittoria russa con Rasulev, niente di straordinario, ma sufficiente per arrivare in vetta, superando in semifinale il locale Sharikadze, oro schoolboy 2019 nei 100 kg. A quel punto trova il monumentale ucraino Zelenskyi, una montagna oltre i 2 metri, dai movimenti sciolti ma privi di potenza. Il russo stenta in avvio poi prende le misure e vola verso la vittoria. Da segnalare il croato Pavcec dai pugni pesanti e il bielorusso Matsuliov pugile concreto.

I risultati femminili

46 kg. (10). Il rosario russo inizia subito con la vittoria della Akhunova, reduce dal successo alla Nations Cup, l’esordio con l’emiliana Sofia Orlando, che si batte con coraggio e questo è già un merito. La russa prosegue con la turca Isik e si conferma anche in finale di fronte all’ucraina Turbinina, boxe muscolare ma perdente contro una rivale che boxa come una professionista!

48 kg. (9). L’isola di Cipro invia in Georgia, Laila Abdullatif, classe 2006, oro agli europei schoolgirls 2019 sullo stesso ring e anche stavolta centra l’oro ai danni della nostra Graziella Schinnà, 15 anni, nata a Bagno Ripoli (Fi) ma residente a Ragusa, la terra natale di papà Emanuele e dove lavora. Il genitore, professionista dal 2002 al 2004, con un record di 6+1-, ha aperto la palestra Fight Club, dove la figlia Graziella ha appreso la noble art. Da debuttante, con soli 16 incontri, contro il doppio della rivale, è stata bravissima. Come conferma Valeria Calabrese, la responsabile tecnica. “Graziella ha battuto l’ucraina Solovianova e la turca Balta più esperte, e in finale ha trovato la cipriota che dal 2019 fa piazza pulita di tutte le avversarie, compresa la russa Sharova, che aveva prevalso nella selezione interna, disputando tre tornei, tutti vinti. La ragazzina ha qualità e conto su di lei in futuro”. La cipriota ha grande personalità oltre che talento e questo ha fatto la differenza.

50 kg. (8). Il primo scippo ai danni dell’Italia è stato quello che tre giudici non troppo in buona fede hanno dato sconfitta in semifinale la veneta Ginevra Benetazzo, contro la russa Mingalimova, europea schoolgirls 2018 a Sofia nei 36 kg. e vincitrice a questi europei jr. battendo in finale l’ucraina Kostrytska in modo netto. Questo crea ancora più rabbia, perché l’azzurra ha dimostrato di essere la migliore del lotto. Analizziamo il verdetto tra l’azzurra e la russa. L’andamento del match è stato chiaro: primo tempo alla russa più attiva, le altre due riprese nette per la veneta, che ha tenuto l’iniziativa e colpito preciso. La commissione tecnica ha scelto colpevolmente il bielorusso Khutski e il georgiano Mardamanov vecchia volpe oltre al belga Pompilii, sempre più inaffidabile e stranamente in sintonia col georgiano che in ben sei occasioni hanno segnato lo stesso punteggio, anche in controtendenza. Nel caso specifico hanno dato 30-27 per la russa, in dispregio alla realtà dei fatti. Lo stesso bielorusso si è limitato ad un 29-28 alla russa. Mentre croato e spagnolo, sponda occidentale segnano 29-28 per l’italiana. Tbilisi non porta buono a Ginevra: nel 2019 europei schoolgirls, venne punita 3-2 contro l’ucraina Telpis, già bronzo 2018, che aveva perso nettamente. “Ho dovuto prendere atto di una certa ostilità da parte di alcuni giudici, e la cosa non può certo far piacere. Ginevra è una bella realtà, cresciuta nella palestra di Albignasego con ottimi maestri e sicuramente saprà vendicare queste ingiustizie”. Queste le parole della Calabrese.

52 kg. (7). Ha vinto la russa Anastasia Kool, battendo in semifinale Teresa Sannino, oro schoolgirls 2019 e in finale la spagnola Gutierrez, meno facilmente del previsto. Il rendimento inferiore alle attese lo spiega Valeria Calabrese. “Due settimane prima del torneo mi telefona il maestro di Teresa avvisandomi che per il mal di schiena non è in grado di prendere parte agli europei. Mi attivo e trovo un massaggiatore che possa rimetterla in sesto, non entro nel merito delle cause, altrimenti mi arrabbio. Riesco a portarla a Tbilisi al 70% e conquista un bronzo insperato, battendo all’esordio la turca Ozkan”.

54 kg. (14). Evita Averianova ha boxe di forza e neppure elegante, come molte della squadra, abbonda in colpi dietro la nuca, l’interno del guantone sfregato sulla faccia delle avversarie, tanto gli arbitri lasciano correre. Il refery bulgaro non ha fatto eccezione alla regola (sbagliata). In finale Evita trova la più alta tedesca Folk, priva di sostanza nei colpi e perde nettamente al termine di una delle finali più modeste. L’Italiana Cartacci dopo aver battuto la forte romena Hidigan, presente agli europei 2020, ha ceduto alla tedesca, fallendo il podio.

57 kg. (13). Bis previsto per la russa Korobova, oro 2018 da schoolgirls, oro 2020 a Sofia e oro 2021, che boxa a memoria come una élite. Lucia Acconcia che vinse l’oro scolare nel 2019, non ha retto il ritmo imposto dall’ucraina Mischenko dalla boxe di forza, a sua volta superata dalla tedesca di origine greca Koutsochristou, che si è difesa bene in finale, anche se una linea sotto la russa.

60 kg. (12). La Russia è inarrestabile, altra vittoria con Daria Noviskaia, macchina da guerra in guardia mancina, vincitrice facile contro l’ucraina Kramarenko, argento 2020 jr., l’ungherese Deak e in semifinale contro la marchigiana Valentina Marra che nel 2019 ottenne l’oro come schoolgirls. L’azzurra ha ceduto, anche se a tratti ha fatto indietreggiare la russa. Che in finale ha battuto facile la romena Sebe. Sull’azzurra Valeria Calabrese chiarisce: “Se Valentina sapesse coniugare la forza che possiede con la tattica sarebbe imbattibile. Purtroppo ancora non le riesce, così perde occasioni preziose. Anche perché adesso le medaglie portano dollari”.

63 kg. (8). Kristina Galnykina è stata l’unica russa a fallire il podio, pur presentandosi come vincitrice della Coppa delle Nazioni. Contro la romena Amalia Nita, molto forte, subisce gli attacchi della danubiana e la riscossa finale non riesce a convincere tre giudici su cinque. L’altra finalista è la polacca Karolina Kuhn dalla boxe speculare, ma la maggiore determinazione della Nita viene premiata da tutti i giudici.

66 kg. (9). La russa Daria Panova e l’ucraina Valeria Mrshcheriakova si assomigliano fisicamente, tendendo entrambe all’eccesso di massa grassa. La differenza è che la russa porta colpi pesanti, l’altra li accenna e 

quindi la vittoria finale spetta alla Panova, facilitata anche dalle rivali meno forti di quelle affrontate dalla russa. Ma questo è secondario, visto che entran+mbe hanno vinto sempre per 5-0.

70 kg. (7). Zukhro Umarbekova, l’altra russa che bissa la cintura jr. del 2020, a Tbilisi con soli due incontri si conferma europea. Prima batte la magiara Kovacs e in finale la tedesca Emiliy Dittrich, che si era imposta sulla polacca Jankowiak e sull’ennesima ucraina Olha Pylypchuk. Al dunque è subito battaglia, che volge verso la russa più forte ed esperta, come è accaduto in tutte o quasi le categorie.

75 kg. (5). La georgiana Tatia Bukia argento schoolgirls 2019, si è ripetuta nelle jr. La prima volta perse dalla inglese Moss-Birch, stavolta ci ha pensato la Nurutdinova, ennesima russa, che la spunta dopo grande lotta, anche se il finale è tutto della russa. Il 3-2 conferma la confusione, visto che lo spagnolo segna 30-27 per la georgiana, mentre montenegrino e serbo segnano l’esatto opposto, mentre il moldovo sceglie la georgiana e il croato la russa. Più in disaccordo di così non è possibile.

80 kg. (6). Troppo facile per Sofia Okhotnikova, che prima degli europei, vince la Coppa delle Nazioni, arrivare all’oro, dove in finale domina l’ucraina Viktoria Sherbyna, molto coraggiosa ma tecnicamente inferiore alla rivale.

+81 kg. (4). Assente la Russia, si contendono il titolo l’ucraina Chernenko, ottima longilinea che respinge la brevilinea turca Dilan Balakkiiz, tutto cuore e ardore, ma anche troppi pugni sulla faccia, ricevuti in grande quantità.

Il bilancio italiano, vista la situazione può definirsi più che buono, tornare a casa con sette podi significa che nonostante tutte le difficoltà e la quasi non attività nel 2020, i nostri giovani lasciano ancora il segno. Valeria Calabrese mi dice che a questi europei la squadra femminile è passata dalle palestre regionali a Tbilisi, saltando in pratica la parte più importante della preparazione. “Abbiamo pagato l’anno e mezzo del Covid 19, dove siamo rimasti inattivi, mentre la maggior parte delle altre nazioni ha preso parte a tornei e campionati. Questo lo abbiamo pagato in termini di rendimento. Il solo talento delle nostre ragazze non poteva bastare nei confronti di russe e ucraine che in pratica non hanno mai smesso di allenarsi. Dopo Tokyo mi auguro che il settore giovanile goda di maggiori attenzioni, perché non puoi vivere sulla scommessa di ogni torneo. Augurandomi che le giurie non ci tartassino quando vinciamo”.

Anche a questi europei l’AIBA ha consegnato agli atleti saliti sul podio un premio in dollari. 4000 per l’oro, 2000 l’argento e 1000 il bronzo. Il bilancio conclusivo rispetta le previsioni, con la Russia dominatrice che non aveva certo bisogno di favori da giudici che stanno rovinando i valori sul ring. In particolare la vittoria decisa dai giudici ai danni di Ginevra Benetazzo, ha sporcato l’oro della russa Mingalimova, tra l’altro anche scorretta come poche altre e non ne avrebbe bisogno. Insisto e mi auguro che quanto scrivo arrivi ai vertici dell’AIBA, per riportare l’uniformità di giudizio oltre a smettere l’annosa sudditanza nei riguardi della Russia. La rassegna si conferma importante, rappresentando il passaggio negli youth la categoria che segna anche i tre minuti per round, equiparandosi agli élite. La squadra russa femminile sta cambiando la linea tecnica, puntando sulla forza atletica al limite delle regole. Una scelta discutibile, che gli arbitri dovrebbero frenare e che invece facilitano lasciando correre. I maschi tutto sommato stanno offrendo boxe completa, mantenendo ancora il predominio in Europa, ma non più oltre, dove l’Asia sta dilagando, mentre l’America è sempre meno attratta dal dilettantismo e punta sul professionismo.

Giuliano Orlando