Boxe: De Carolis, rivincita e titolo mondiale

2016-01-10 11:27:42
Pubblicato il 10 gennaio 2016 alle 11:27:42
Categoria: Boxe
Autore: Redazione Datasport.it

Rivincita e Mondiale. Giovanni De Carolis si prende tutto sul ring di Offenburg (Germania): dopo la contestata sconfitta ai punti nell'incontro dello scorso ottobre, il pugile romano (31 anni) allenato da Italo Mattioli ha battuto per kot all'undicesima ripresa il tedesco Vincent Feigenbutz e conquistato così la corona WBA dei supermedi. Un'impresa storica, considerata la difficoltà di imporsi sui ring tedeschi. Si trattava infatti di una rivincita: lo scorso 17 ottobre, a Karlsruhe, i soliti giudici compiacenti assegnarono il successo al tedesco, che in realtà non aveva vinto. In quell’occasione in palio il titolo ad interim e la cintura GBUW, sigla di scarso valore. Nel frattempo la WBA, essendo la cintura vacante, la assegnava d’ufficio al ventenne tedesco che poteva diventare il più giovane campione del mondo del paese.

Regno durato neppure un mese, per merito di De Carolis, che stavolta non ha lasciato scampo al baldanzoso rivale, tra lo sgomento del pubblico di casa e l’incredulità del suo angolo, supponente e di scarsa eleganza nei riguardi dell’italiano nelle operazioni del peso. De Carolis, stavolta non ha sbagliato nulla, evitando di subire il ritorno del campione nella seconda parte del match, come era accaduto in precedenza. Partito forte, ha comandato per tre round, grazie al jab sinistro, il vero protagonista della sfida, che entrava come una spada nella guardia di Feigenbutz, bloccato dall’emozione e incapace di organizzare le repliche richieste dal suo angolo. Il pugile tedesco si svegliava al quarto round e teneva l’iniziativa  fino al settimo, cercando di concludere il match di forza, ma l'italiano era poi abile a replicare sempre, senza forzare, presentandosi all’ottavo tempo ancora pimpante.

Da quel momento il confronto aveva un solo protagonista ed era De Carolis che costringeva il beniamino di casa in difesa, con pochissime opportunità di replica. Per tre round  De Carolis teneva botta, colpendo veloce e preciso, convincendo anche i giudici ad assegnarli il vantaggio che lo avrebbe portato alla vittoria anche in caso di verdetto ai punti. Non è stato necessario, visto che l’undicesimo e penultimo round durava poco più di mezzo minuto. De Carolis colpiva preciso il tedesco al mento che sentiva il colpo, incrociava le gambe e subiva ulteriori pugni, si girava di schiena, cercava di uscire dalla bufera ma l’italiano non gli dava scampo. Ormai incapace di difendersi, interveniva l’arbitro Padilla, perfetto nella conduzione della sfida, a fermare l’impari lotta. Un trionfo italiano, oltre le aspettative. Al momento dello stop, due giudici avevano due punti (pochi), il terzo sei per De Carolis.

Al verdetto, l’organizzatore Sauerland, dimostrando scarsa lucidità ed equità, saliva sul ring, protestando per una presunta scorrettezza dell’italiano, che nella tranche agonistica aveva colpito il tedesco semigirato di schiena, dimenticando lo stesso atteggiamento di Feigenbutz, qualche ripresa prima. Per fortuna a bocce ferme, i meriti di De Carolis venivano riconosciuti anche da parte tedesca.

Un mondiale che torna in Italia è una boccata d’ossigeno per tutto il movimento professionistico di casa nostra, un segnale di vitalità importante. Certo, la debolezza organizzativa italiana ci costringe a compiere imprese epiche per salire sulla vetta. Quella di De Carolis fa parte dei capolavori di cui sono capaci in nostri pugili. Adesso il suo manager Davide Buccioni, che ha il merito di tenere in piedi l’attività romana e sui ring tedeschi si è tolto diverse soddisfazioni, sicuramente farà le scelte giuste per i prossimi impegni del neo campione. Pare che nel contratto ci sia l’impegno di una difesa ancora in Germania. Anche se sarà la WBA a decidere le priorità.

Nei supermedi De Carolsi o è il quarto capace di cingere la cintura iridata. Prima di lui,  Mauro Galvano nel dicembre 1990 a Montecarlo, battendo l’argentino Mario Matteoni. Sei anni dopo, il mancino Vincenzo Nardiello a Mancheste, contro il sudafricano Thulane Malinga. Nel giugno 2004, il veneto Cristian Sanavia, a Chemnitz, detronizzò l’idolo di casa, Markus Beyer. De Carolis ha completato il poker. Con la soddisfazione di affiancarsi a campioni quali Leonard, Hearns, Roy Jones jr., Benn, Eubank, Nunn, Calzaghe e Froch. In questa categoria per l’Italia era la 16° sfida. L’ultimo campione del mondo di casa nostra è stato il leggero Emiliano Marsili per la IBO che conquistò la cintura nel gennaio 2012 a Liverpool a spese dell’inglese Derry Mathews, finito KO al settimo round. Un mondiale in Italia manca dal 2009. Organizzato a Roma dalla OPI200, nel drammatico incontro tra Fragomeni e il polacco Wlodarczyk per i cruiser WBC. L’italiano mantenne la cintura conquistata l’anno prima a Milano, risalendo dal tunnel di due kd, con una riscossa incredibile. Da allora siamo sempre andati all’estero.