Boxe - Dai superwelter ai piuma: i campioni del mondo 2020

Pubblicato il 15 giugno 2020 alle 17:00:08
Categoria: Boxe
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Nell’articolo precedente ho trattato la situazione dei campioni in carica dai massimi ai medi. Stavolta partiamo dai superwelter per arrivare ai piuma.

SUPERWELTER. A salvare gli USA è rimasto Jermeel Charlo, il gemello di Jermall, titolare medi WBC. Il texano Jermeel diretto da Al Haymon, inserito nelle riunioni della Golden Boy, è tornato in vetta al WBC prendendosi la rivincita su Tony Harrison (USA 28-3) il 21 dicembre scorso, battuto alla penultima ripresa, dopo una battaglia cruenta e incerta. Jermeel si è battuto ferito all’occhio destro dal secondo round, ma la voglia della rivincita era troppo forte per arrendersi. Harrison a sua volta ha provato a bissare il successo ottenuto un anno prima a New York, dove aveva disputato un match giudizioso, evitando la potenza del rivale e portando a casa vittoria e titolo a sorpresa. Stavolta la situazione si è capovolta: Harrison l’ha messa sulla battaglia e ha pagato la tattica rischiosa con due kd. Al momento dello stop, due giudici per Jermell e uno per il pugile di Detroit. Il campione era giunto al titolo la prima volta nel 2016, battendo John Jakson (Usa) finito KO all’8° tempo. Lo aveva difeso 5 volte, stoppato poi da Harrison. Rimesse le cose a posto, aspetta di tornare a combattere a settembre. Arriva dal Brasile il titolare WBO e si chiama Patrick Texeira (31-1) ha 29 anni, pro dal 2009, mancino dalla discreta potenza. Attivo fra Brasile, Messico e Usa, imbattuto fino al 2016 dopo 26 vittorie. Lo mette KO a Las Vegas, Curtis Stevens (USA 30-7) al secondo round. L’intoppo lo sprona a recuperare in fretta. Riprende a vincere e il 30 novembre scorso ha la grande opportunità contro il dominicano Carlos Adams (18-1), residente a Washington, che si presenta imbattuto con 14 KO a favore. La sfida vale l’interim WBO ed è equilibrata, ma i giudici scelgono il brasiliano, che dopo poco tempo si ritrova d’ufficio campione del mondo regolare. Ancor meglio è andata al giovane dominicano Jeison Rosario (20-1), 25 anni, dal 2017 residente a Miami in Florida, che in un colpo ha centrato tre cinture (WBA, IBF, IBO). E’ accaduto il 18 gennaio scorso a Filadelfia, contro Julian Williams (Usa 27-2-1) 30 anni, che metteva in palio il triplice tesoretto, conquistato a spese del quotato Jarret Hurd (24-1) l’11 maggio 2019 a Fairfax in Virginia, capovolgendo i pronostici. A premiarlo la TBG di Tom Brown, l’organizzatore che gli allestiva la prima difesa nella sua Filadelfia, con l’intervento di altri soci. L’avversario Rosario, sulla carta non appariva proibitivo e Williams partiva deciso a sbrigare la faccenda in fretta. Lo sfidante teneva bene i colpi e al quinto round, reagiva con violenza, mettendo il campione in difficoltà. Su una serie Williams finiva al tappeto la l’arbitro la riteneva a torto una scivolata e faceva proseguire. Facile per Rosario concludere la sfida contro un rivale provatissimo, che finalmente l’arbitro lo fermava decretando il KO a favore dello sfidante. Il nuovo campione ha debuttato al professionismo nel 2013 a 18 anni. Conquista 12 vittorie in patria, poi decide di debuttare negli USA. Un disastro: finisce KO al sesto tempo da Nathaniel Gallimore (21-4-1) un giamaicano naturalizzato USA, non nuovo a queste sorprese. Rosario non si scoraggia e riprende la strada dei successi, 7 vittorie e un pari. Fino al trionfo che gli è valso tre cinture in un colpo.

WELTER. Indicare il migliore della categoria non è facile, quando al vertice di sono Manny Pacquiao (WBA), Terence Crawford (WBO) ed Errol Spence jr. (WBC e IBF). Uno scalino sotto, il tedesco Sebastian Formella (22), 33 anni, titolare IBO, attivo dal 2014 a 27 anni, progressione graduale con vari titoli di seconda fascia (europeo WBO, Global e altro) rigorosamente in Germania. La cintura la conquista nella sua Amburgo il 7 giugno 2019, superando largamente ai punti l’imbattuto sudafricano Thulani Mbenge (15-1) alla prima trasferta e 12 KO a favore. Formella evita con facilità il destro del campione con rientri rapidi e buon gioco di gambe, sfilando a Thulani la cintura IBO. Il 18 gennaio scorso sempre ad Amburgo, la difende contro Roberto Arriaza (18-2), nicaraguense di 30 anni, operativo oltre che in patria anche negli USA. Match più facile del previsto per il campione, che vince alla grande.

WBA - Manny Pacquiao, è il supercampione WBA, titolo conquistato nell’ultimo confronto contro il fino ad allora imbattuto Keith Thurman (USA 29-1) il 20 luglio 2019 a Las Vegas. L’americano nei pronostici era alla pari col filippino. Sul ring il non più verde asiatico ha dominato fin dall’inizio. Thurman, 31 anni contro i 41 del rivale, inizia malissimo, contato nel round iniziale, fatica a tenere il ritmo e pur lottando con grinta, alla fine la sconfitta è di misura ma unanime. L’ennesimo capolavoro di questo atleta filippino che calca il ring dal 1995, campione iridato in sette categorie di peso, nessuno come lui, fenomeno assoluto, ancora ai vertici. Campione del ring, senatore in politica, con un seguito popolare da star assoluta. Lungo i 25 anni di attività, ha avuto qualche ombra (doping) ma senza prove effettive. Hanno raccontato la sua vita in un film nel 2015, che nelle Filippine viene ancora proiettato. Ha incontrato tutti i più forti e guadagnato una montagna di soldi. Che ha investito bene, aiutando anche i più deboli. WBO – Terence Crawford (USA 36), 32 anni, il mancino di Omaha nel Nebraska, guidato dalla Top Rank, operativo dal 2011, non ha mai conosciuto sconfitte. Campione del mondo nel 2014 superleggeri, titolo conquistato a Glasgow in Scozia, spendendo KO al terzo round il beniamino locale Ricky Burns (36-3-1), domina la categoria battendo il cubano Gamboa per KO, in un match intenso e spettacolare, che conosce la prima sconfitta da professionista, finendo più volte al tappeto, castigato dall’intelligenza tattica del rivale. Stessa sorte per Beltram, Dulorme, Molina, Diaz, Jean, Lundy e l’ucraino Postol titolare WBC. Fa il pieno il 19 agosto 2017 sul ring Lincolm (USA), spazzando via il namibiano Julius Indongo che aveva destato sensazione sempre a Glasgow, battendo nettamente proprio Ricky Burns, facendolo contare un paio di volte,. Crawford impiega tre round a disfarsi di Indongo, diventando quadruplo campione (WBA, WBC, WBO e IBF), capace di offrire alta scuola pugilistica e potenza. Il 9 giugno 2018 a Las Vegas, fa suo anche il titolo welter, imponendo all’australiano Jeff Horn (20-2-1), che era diventato campione contro Manny Pacquiao, costretto ad un pesante KO alla nona. Anche tra i welter il suo incedere non conosce intoppi. Lo scorso anno supera Josè Benavidez jr., il pakistano-inglese Amir Khan e nell’ultimo match, a New York il 14 dicembre scorso, interrompe la striscia vincente del lituano Kavaliuskas (21-1-1), residente in California, mettendolo KO alla nona tornata. Adesso chiede a Bob Arum avversari di qualità, pronto sia per Pacquiao che altri. WBC - Più giovane ma non meno ambizioso l’altro imbattuto Errol Spence jr. (USA 26) pugile mancino, diretto da Al Haymon, pro dal 2012, campione IBF nel 2017, battendo Kell Brook (36-2) a Sheffield per KO all’11° tempo e del WBC dal 2019, dopo aver superato a Frisco il quotato Mickey Garcia (USA 39-1) fino ad allora imbattuto. L’ultima difesa sostenuta a settembre a Los Angeles, contro l’ostico ed esperto Shawn Porter (USA 30-3-1) costretto ad uno SD che non è nelle sue corde.

SUPERLEGGERI – Anche in questa categoria, tutti i campioni sono imbattuti. L’argentino Jeremias Nicolas Ponce (25) titolare IBO, 23 anni è il più giovane del gruppo. Il 24 febbraio 2018 si era presentato a Napoli, mettendo KO alla nona ripresa il nostro Francesco Lomasto. Professionista dal 2015, il 14 settembre 2019 è andato a Friedrichshain in Germania a prendersi la vacante cintura IBO a spese del locale Rico Muller (25-3-1) per MD, in realtà con pieno merito. Il californiano Jose Carlos Ramirez (25) detiene le cinture WBC e WBO e fa parte della Top Rank di Bob Arum. Presente ai Giochi di Londra nel 2012, fermato dall’uzbeko Gaibnazarov, debutta nello stesso anno al professionismo. Il 18 marzo 2018, conquista la cintura WBC sul ring di New York, titolo vacante, superando Amir Ahmed Imam (USA) e un anno dopo fa sua anche la cintura WBO, superando il texano Maurice Hooker (26-1-3) ad Arlington nel Texas. Carriera svolta negli USA, salvo una trasferta a Macao in Cina, il 18 luglio 2015, nella serata Top Rank, imperniata sulla difesa del titolo superleggeri IBF da parte dell’argentino Cuenca (48-4) che respinse il cinese Ik Yang. Dopo quella vittoria, Cuenca incappò in quattro sconfitte consecutive, prima del ritiro. Nell’occasione Ramirez battè il giapponese Ryusei Yoshida al terzo round. Il campione aveva in programma la difesa in aprile, ma il Covid 19 ha fatto rinviare a data da destinarsi il match. Per la WBA e l’IBF i titoli spettano al longilineo mancino scozzese Josh Taylor (16), diretto dalla MTK di Mathhew Macklin, attivo come peso medio tra 2001 e il 2016, campione d’Europa nel 2010 e sfidante al mondiale WBA, battuto dal kazako Golovkin nel 2013. Nella MTK militano anche Carl Frampton e Billy Joe Saunders. Taylor da dilettante nei leggeri ha preso parte ai Giochi di Londra 2012, sconfitto dall’azzurro Valentino e l’anno dopo ad Ankara (Turchia) agli europei, ancora Valentino lo batte agli ottavi. In quell’occasione l’italiano viene letteralmente derubato dell’oro in finale contro il locale Keles. L’inglese debutta al professionismo il 18 luglio 2015 a 24 anni, sul ring di El Paso (Usa) mettendo KO al secondo round Archie Weah (USA). Prosegue l’attività in Inghilterra, per la maggior parte tra Edimburgo e Glasgow. Non si è mai battuto per l’europeo, campione Commonwealth il 16 ottobre 2016 superando Dave Ryan (KO5), l’8 luglio 2017 conquista il silver WBC spedendo KO al 7° il connazionale Ohara Davies (21-2) che era imbattuto. Difende quattro volte la cintura, superando Miguel Vazquez (Messico), Winston Campos (Nicaragua), Victor Postol (Ucraina) e Ray Martin (Usa). Il 18 maggio 2019 conquista la cintura IBF sfilandola a Ivan Baracìnchyk (20-1) nato in Russia e nazionalizzato bielorusso, che si presentava senza sconfitte. Sul ring di Glasgow subisce due conteggi e torna a casa senza la cintura. L’ultima sfida a Londra il 19 ottobre 2019, la più difficile: opposto a Regis Prograis (USA 24-1) diretto da Lou Duva, lanciatissimo con 20 KO all’attivo, costretto a cedere sia pure di misura alla maggiore precisione di Taylor che conquista anche il Diamond WBC e la cintura WBA, mantenendo l’IBF. Adesso “The Tartan Tornado” aspetta di poter difendere i titoli al più presto.

LEGGERI – Con l’ucraino Vasily Lomachenko (14-1) al vertice WBO, sicuramente il più quotato, si sono affacciati due giovanissimi e talentuosi statunitensi come Devin Haney (WBC 24) di soli 21 anni e Teofimo Lopez (IBF 15) un anno più anziano, che non nascondo ambizioni. Lomachenko, fenomeno nei dilettanti (tre mondiali, due ori olimpici, due europei e la Coppa Val Barker ai Giochi 2008 a Pechino) ha proseguito sulla stessa linea nel professionismo dove ha debuttato nel 2013. Battuto il primo marzo 2014 a San Antonio nel Texas, con molti dubbi al secondo match dal messicano Orlando Salido che metteva in palio la cintura WBO piuma, appena riconquistata, grazie all’arbitro che ha permesso ogni scorrettezza al campione. L’ucraino ha pagato l’inesperienza da pro, ma si è rifatto subito, conquistando il vacante WBO tre mesi dopo, a spese di un bel campioncino come Gary Russell jr., che si presentava imbattuto con 24 vittorie. Metteva in bacheca il primo alloro da pro. Due difese e il secondo titolo (superpiuma) il l’11 giugno 2016, battendo Roman Martinez, KO al quinto round. Il 9 dicembre 2017 al Madison di New York, mette KO il cubano Rigondeaux, troppo ambizioso, convinto di farcela anche da superpiuma, lui gallo naturale. Incontro a senso unico e prima sconfitta da pro per il caraibico. Il terzo alloro, mondiale WBA leggeri, arriva il 12 maggio 2018 sempre a New York, nella sfida più difficile della carriera, vinta ma anche sofferta come mai in passato. Il venezuelano Jorge Linares (47-5) residente in Giappone, già campione in tre categorie, disputa una prova maiuscola, riuscendo a far contare l’ucraino al sesto tempo, ma a gioco lungo l’immensa classe di Lomachenko ha la meglio, costringendo Linares alla resa al decimo round, fulminato dal sinistro al fegato. Dopo quella storica vittoria, ha difeso la cintura battendo il portoricano Josè Pedraza (25-2) e gli inglesi Anthony Crolla (34-7-3) a Los Angeles e Luke Campbell (20-3) a Londra il 31 ottobre 2019. Era stato programmato il match contro il giovane Teofimo Lopez (15) titolare IBF per la riunificazione, ma il Covid ha rovinato tutto. Forse meglio per il pugile di New York, bravo ma troppo tenero per Lomachenko, che ha ancora motivazioni, per temere l’americano. Lopez è in crescita costante, rapidissimo e con grandi riflessi. Ha vinto il match eliminatorio contro l’ottimo giapponese Nakatami (18-1) che si presentava imbattuto sul ring di Oxon Hill, dimostrando ottime qualità anche se una linea sotto il pugile di Brooklyn, che nell’occasione ha disputato il suo miglior match. Più facile la conquista della cintura IBF il 14 dicembre 2019 a New York, battendo il ghanese Richard Commey (29-3) messo KO al secondo round. Lopez ha vinto prima del limite 12 dei 15 incontri, dimostrando potenza e ottima scelta di tempo. Personalmente ritengo che metterlo contro contro Lomachenko sia un rischio poco calcolato. D’altre i due sono guidati da Bob Arum (Top Rank), che non è certo un novellino. Devin Haney, californiano di San Francisco, residente a Las Vegas, allenato da papà Bill, si è affidato all’inglese Eddie Hearn della Matchroom e ha conquistato lo scettro WBC il 9 novembre scorso a Los Angeles a spese del dominicano Alfredo Santiago (12-1) di stanza in Portorico. Match vinto con intelligenza, contro un attaccante instancabile. Haney preferisce le boxe di rimessa, capace poi di diventare attaccante appena capita l’occasione. Contro Antonio Moran (24-4-1), a Oxon il 25 maggio 2019, dove erano in gioco tre titoli internazionali (WBC, WBA e WBO), rivale di riguardo ha saputo aspettare il momento giusto per colpire con un destro devastante al viso il messicano, che ha impiegato diversi minuti per riprendersi. Di certo Lopez e Haney rappresentano il futuro della categoria, anche vista la giovane età potrebbero salire di peso. Ultimo a conquistare la cintura WBA, lasciata da Lomachenko è Gervonta Davis (23) 25 anni, pro dal 2013 a 19 anni, protetto da Floyd Mayweather jr. che giura sul giovanotto di Baltimora nel Maryland, guidato da Al Haymon. Davis ha grandi doti, ma anche un caratterino da prendere con le molle. Finora i risultati gli hanno dato ragione. Il 14 gennaio 2017 ha battuto Josè Pedraza (23-6) KO al 7° tempo, a New York, conquistando la cintura superpiuma IBF. Pedraza nel 2018 ha tenuto tutti i 12 round contro Lomachenko. Diaz il 20 marzo è andato a Londra a difenderla contro il locale Liam Walsh (23-1) fino ad allora imbattuto, finito KO dopo tre round. Sempre nel 2017 difendeva lo scettro il 26 agosto a Las Vegas, spedendo KO Francisco Fonseca (25-3-1) del Nicaragua, anche lui KO all’ottavo round. Nel 2018, in aprile, da supercampione WBA metteva out l’argentino Jesus Cuellara (29-4) alla terza ripresa. Si fermava per varie beghe e capricci e tornava sul ring il 9 febbraio 2019 a Carson (USA) e all’esperto messicano Hugo Ruiz (39-4) non faceva terminare neppure il primo round. Nella sua Baltimora il 27 luglio concedeva una ripresa in più al panamense Ricardo Nunez (21-3), che non perdeva dal 2015. Chiudeva il 2019 salendo nei leggeri, col capolavoro della carriera, conquistando il vacante titolo WBA, che era in precedenza di Lomachenko, mettendo KO al 12° round, il cubano Yuriorks Gamboa (30-3) ormai sul viale del tramonto, finito tre volte al tappeto prima dello stop. Da tempo si parla della prima difesa contro Leo Santa Cruz, titolare in carica piuma e superpiuma WBA. Una sfida da non perdere, dal pronostico incerto. Sicuramente la più difficile per entrambi. Sicuramente la potenza di fuoco di Davis, 22 KO sulle 23 vittorie, è micidiale e devastante.

SUPERPIUMA. Il messicano Miguel Barchelt (37-1), titolare WBC è il più quotato e i numeri gli danno ragione. Pro dal 2010 a 19 anni, l’unica sconfitta nel 2014, contro il colombiano Luis Edoardo Flores, fu solo un incidente di percorso. Per il resto non ha più conosciuto ostacoli. Campione per il WBC nel 2017 superando il messicano Francisco Vargas (23-1-2), titolo difeso sei volte, l’ultima a Carson (Usa) il 2 novembre scorso, mettendo KO Jason Sosa (USA al quarto round. Adesso lo attende il connazionale Oscar Valdez (27) sfidante ufficiale, salito di categoria, dopo aver dominato nei piuma, dal 2016 al 2019, con sei difese. Tra cui quella contro il nostro Carmine Tommasone il 2 febbraio 2019 a Frisco, dopo essere stato fermo per un anno. Sfida tra due picchiatori, quindi emozioni a non finire. In caso di successo, Barchelt ha avuto l’assicurazione per sfiderà Lomachenko nei leggeri. Il suo allenatore Pedro Caballero è sicuro che la potenza del messicano farà la differenza. Dimenticando che Vasily non ha piumini nei guantoni e la rigidità di Miguel potrebbe essere un handicap determinante. Il marine Jamel Herring (21-2) con i suoi 34 anni è il matusa della categoria. Ha conquistato il titolo WBO a sorpresa, ma con pieno merito il 25 maggio 2019 battendo il giapponese Masayuki Ito (25-2-1) convinto, sbagliando, di fare una passeggiata. Lo ha difeso con successo contro il lanciato Lamont Roach (USA 10-1-1) dieci anni più giovane e imbattuto, a conferma che il titolo decuplica le energie. Adesso lo attende il portoricano Jonathan Oquendo (31-6) molto esperto. Per la IBF c’è Joseph Diaz (31-1) californiano di El Monte, bianco di 27 anni, diretto dalla Golden Boy di De La Hoya. Dopo aver fallito il primo tentativo per il WBC, contro il talentuoso Gary Allen Russell nel maggio 2018 a Oxon Hill, si rifà tre mesi dopo, superando il portoricano Jesus Rojas (26-2-2) per la WBA. Ha combattuto altre cinque volte, sempre vincendo. Ultima difesa lo scorso 31 gennaio a Miami in Florida, regolando il connazionale Tevin Farmer (30-5-1) mancino di 29 anni, sui 12 round, in modo netto. L’altro messicano in vetta è Leo Santa Cruz (37-1), professionista dal 2006 a 18 anni, chiamato “El terremoto” per il ritmo nell’esecuzione dei colpi, unico a detenere in contemporanea anche la cintura piuma, sempre WBA. In attesa che decida quale categoria scegliere. La Cruz fa parte del club degli iridati in quattro categorie. Nel 2012 è stato campione gallo IBF, battendo il sudafricano Vuri Malinga, nel 2013 per il WBC, scalza il connazionale Victor Terrazas KO3 a Carson (Usa) nei supergallo. Una sola sconfitta, contro l’inglese Carl Frampton nel 2016 (superchampions WBA piuma) a New York, subito riscattata nel gennaio 2017 a Los Angeles. Un percorso sempre vincente. Nel 2018 ribatte il difficile connazionale Abner Mares, già iridato WBC, che nel primo incontro nel 2015, titolo piuma vacante WBA e Diamond WBC, gli era finito quasi alla pari. Il bis ha visto La Cruz sempre avanti, vincitore largo ai punti. Nel 2019 difende la cintura piuma il 6 febbraio a Los Angeles, superando ai punti il connazionale Rafael Rivera (27-4-2) dopo una battaglia serrata, con lo sfidante mai domo. Il quarto titolo, sempre WBA, lo conquista ai danni dell’ennesimo messicano Miguel Flores (24-3), 27 anni, residente negli USA, che ha cercato inutilmente di reggere al ritmo di Santa Cruz, ma la completezza tecnica del neo campione è apparsa subito evidente. Verdetto unanime e ampio. In fase di conclusione l’atteso confronto tra il messicano che tenta di conquistarla e sarebbe la quinta cintura e l’imbattuto Gervonta Davis,(23), il fresco campione leggeri WBA.

PIUMA – Detto di Leo Santa Cruz (WBA), gli altri campioni in carica sono l’inglese Josh Warrington (30) per la IBF, Gary Allen Russell jr. (31-1) col WBC e il giovane Shakur Stevenson (13) 22 anni, per il WBO. IBO vacante. Warrington è nato a Leeds nel novembre 1990 ha quindi 29 anni. Pro dal 2009, guidato dal 2016 da Frank Warren, che lo ha fatto combattere sempre in casa. Non molto alto (1.70) fa della continuità e precisione le armi migliori. Campione d’Europa nel 2014, battendo l’italiano Davide Dieli nella sua Leeds. L’anno prima aveva conquistato il Commonwealth a spese di Samir Mouveimme. Il mondiale IBF lo conquista il 19 maggio 2018 sempre a Leeds, superando il connazionale Lee Selby (28-2) dopo una sfida molto equilibrata. Tre le difese, tutte vincenti. Superando i connazionali Carl Frampton (27-2) il 22 dicembre 2018 a Manchester e il 16 giugno 2019 a Leed, Kid Galahad (27-1), 30 anni, nato a Doha nel Qatar, che lo impegna severamente. Ultima sfida ancora a Leeds il 12 ottobre scorso, spedendo KO il francese Sofiane Takoucht (35-4-1) al secondo tempo. Non è da escludere una puntata negli USA. Gary Russell jr.(USA 31-1) ha 31 anni, pro dal 2009, mancino con buona potenza ha perso una sola volta nel 2014, contro Lomachenko per il vacante WBO piuma, per MD, rischiando molto nelle ultime riprese, dimostrandosi ottimo incassatore. Da allora ha inanellato solo vittorie. Il titolo WBC lo ha conquistato nel 2015, battendo per KO al quarto round il quotato messicano Jhonny Gonzales (68-11) che lo deteneva dal 2013. Cinque le difese, il 16 aprile 2016, a Mashantucket (Usa) contro l’irlandese Patrick Hyland (31-3) messo KO al secondo round. Il 20 maggio 2017 a Oxon Hill (USA) batte il colombiano Oscar Escandon (26-5) al settimo tempo. L’anno dopo sempre in aprile e sempre a Oxon Hill, batte solo ai punti il connazionale Joseph Diaz (31-1) che era imbattuto. Nel 2019 a mette KO al quinto round, il non più verde ispano Kiko Martinez (40-9-2) ex iridato (2013-2014). L’ultima difesa lo scorso febbraio ad Allentwon, contro il mongolo Tugstsogt Nyambayar (11-1) che regge i 12 round, sopportando le pesanti bordate del campione. Lo guida la Golden Boy di De La Hoya dal debutto. Titolare WBO il più giovane del gruppo, Shakur Stevenson (Usa 14+) 22 anni, pro dal 2017, nato ad Alexandria in Virginia, residente a Newark (N.Y.), dopo una brillante carriera in maglietta. Iridato mondiale jr. 2013, oro ai Giochi Olimpici youth 2014, argento ai Giochi di Rio 2016, battuto dal cubano Ramirez Rosbeisy (2-1). Non è un è un picchiatore, molto mobile deve comunque completare la parte tecnica, ancora un po’ legato. Ha conquistato la cintura WBO il 19 ottobre scorso a Reno, battendo il connazionale Joset Gonzales (23-1) ai punti nettamente. Dopo lo stop per la pandemia, Stevenson il 9 giugno ha combattuto a Las Vegas, battendo il portoricano Felix Caraballo (13-7-2) finito KO alla sesta tornata. Dei campioni al momento è il meno quotato. Anche se molto ambizioso. Ha chiesto la rivincita al cubano Ramirez (3-1) che ha chiesto tempo. Il suo modello è Mayweather jr. dichiarando di volerlo superare. Concludo la disamina nel prossimo articolo, dai supergallo ai paglia.

di Giuliano Orlando