Boxe, colpo doppio della OPI 82: il 28 giugno a Milano con Scardina-Goddi, Patera e Morello, l’11 luglio a Roma con Turchi, Blandamura, Marsili, Natalizi e il debutto di Manfredonia

2019-06-16 21:38:51
Boxe, colpo doppio della OPI 82: il 28 giugno a Milano con Scardina-Goddi, Patera e Morello, l’11 luglio a Roma con Turchi, Blandamura, Marsili, Natalizi e il debutto di Manfredonia
Pubblicato il 16 giugno 2019 alle 21:38:51
Categoria: Boxe
Autore: Redazione Datasport

Se ci sei batti due colpi come ha fatto la famiglia Cherchi. Dopo le prime tre serate (due a Firenze e una a Milano), la Matchroom Boxing Italy ha programmato altri due appuntamenti importanti.

Il primo fissato il 28 giugno a Milano, all’Allianz Cloud, ovvero nel nuovo Palalido ristrutturato, che torna ad ospitare la boxe, dopo un silenzio ultra decennale L’ultima serata importante ci riporta al 2008, quando Giacobbe Fragomeni, conquistò il mondiale cruiser WBC. Nell’occasione del ritorno, la Opi Since ’82 punta sulla presenza di Daniele Scardina (16), pugile milanese allievo della Domino di Pino Caputo, beniamino del pubblico, da alcuni anni trasferitosi a Miami in Florida, dove lo allena il maestro Dino Spencer, e si avvale di sparring molto quotati tra cui il campione del mondo superwelter WBO, l’imbattuto Demetrius Andrade (27), di Luis Arias (18-1-1) titolare dei mesi USA, oltre all’esperto mediomassimo cubano Sullivan Barrera (22-2). Scardina mette in palio l’Internazionale IBF supermedi, conquistato l’8 marzo scorso a Milano, battendo il finnico Kekalainen. A contendergli la cintura sarà il sardo Alex Goddi (35-4-1), due volte sfidante all’europeo medi, giunto alla svolta della carriera. Per restare nei quartieri alti deve battere Scardina, diversamente dovrà rientrare nei ranghi. Pronostico incerto, che acuisce l’attesa della sfida.

PROGRAMMA - Il ricco programma prevede anche il campionato europeo leggeri tra l’italo-belga Francesco Patera (21-3) che difende la cintura contro il nord-irlandese Paul Hyland Jr.(20-1) sui 12 round. Anche in questo caso, l’equilibrio del confronto, lo rende decisamente stuzzicante. Impegno decisamente rischioso, per l’ex campione d’Italia dei pesi welter Dario Morello (14), il pugile calabrese residente da anni a Bergamo, entrando in rotta di collisione col belga Steve Jamoye (26-7-2) per la vacante corona Global WBO sui 10 tempi. Personalmente, pur stimando Morello come atleta dotato di talento, reputo al momento il belga superiore sul piano della sostanza, per cui ai fini del risultato, vedo l’ospite favorito. Lieto di sbagliarmi, in caso di successo per Morello. Sul ring impegnati sui sei round, il welter ucraino Maxim Prodan (16-0-1), i supermedi Ivan Zucco (7), Luca Capuano (9) e Riccardo Merafina (5-0) oltre al superwelter Nicholas Esposito (9) che formano la pattuglia del futuro della scuderia Cherchi. Ancora non sono conosciuti i nomi degli avversari.

 

L’altro appuntamento è stato fissato al Foro Italico di Roma l’11 luglio, presso lo stadio Nicola Pietrangeli, affidando il clou al possente massimo leggero fiorentino Fabio Turchi (17) reduce dalla vittoria lampo contro il modesto finnico Sami Enbon, sul ring di casa. Per l’imbattuto italiano arriva un altro inglese, Tommy McCarthy (14-2), 28 anni, londinese di nascita, trasferitosi a Belfast in Irlanda del Nord, giovanissimo, dove ha iniziato il pugilato. Ha fatto parte della nazionale irlandese fin da jr. nel 2008 ha preso parte ai mondiali youth a Guadalajara in Messico negli 81 kg. cogliendo il bronzo. Nel 2010, argento ai Giochi del Commonwealt a New Delhi (India) battuto in finale dall’inglese Callum Johnson. L’ultima apparizione per l’Irlanda ai mondiali 2013 ad Almaty in Kazakistan, eliminato nei quarti dall’argentino Yamil Peralta (2-1), nel 2014 passa professionista, guidato dal promoter locale Pat Mage. Dotato di buona potenza e notevole resistenza, non è un grande incassatore. Due sconfitte nel record, la prima nel 2016 contro Matty Askin (23-4-1) detto “The assassin”, match durissimo sui 12 round, il secondo inciampo lo scorso marzo a Londra, per l’Intercontinentale WBA, contro il possente e imbattuto Richard Riakporhe (9), finendo KO al 4° round. Due mesi dopo è tornato a combattere nella sua Belfast, battendo lo stagionato Jiri Svacina (13-35) della Repubblica Ceca, in attività dal 2004, affrontando nella lunga attività gli italiani Cicchello, Mustafa, Rossitto, Endriu Spahiu e nel 2016 a Brescia lo stesso Turchi, in quel periodo con Mario Loreni, vittoria ai punti. Tommy lo scorso mese ha messo KO Svacina al 3° round, confermando la rabbia di voler recuperare in fretta. A Roma affronterà un Turchi lanciato verso traguardi importanti che parte da favorito. Anche se questo McCharty non è da sottovalutare assolutamente.

Anche per Emy Blandamura (29-3) ci sarà un inglese: si tratta di Marcus Morrison (20-3) 26 anni, di Manchester e la posta in palio è il vacante Internazionale silver medi WBC. Blandamura ha combattuto a Firenze lo scorso aprile, battendo ai punti il bosniaco Nikola Matic (17-41), senza forzare. Ben diverso l’impegno che lo attende a Roma. Morrison ha 13 anni meno dell’ex campione europeo e non viene in Italia per fare da collaudatore. Si tratta della prima uscita dall’Inghilterra e l’opportunità di conquistare una cintura che lo proietterebbe nei quartieri alti tra i medi. Ha esordito nel 2014, conquistando 14 successi senza intoppi. Nel 2017 un doppio stop imprevisto, contro Jason Welborn e Tyan Booth, non certo ostacoli insuperabile, il terzo e ultimo insuccesso nel 2018 di fronte al collaudatore Alistar Warren (11-23) un connazionale abbonato alle sconfitte. A quel punto, il pugile di Manchester ha dato una svolta, tornando ad allenarsi da vero professionista e conquistando quattro successi che hanno dato fiducia a Morrison. L’occasione di battersi per una cintura importante è troppo ghiotta per lasciarsela sfuggire. Unico ostacolo l’inossidabile ragazzo di Roma, che sembra aver dimenticato gli anni che scorrono. Blandamura veleggia verso le 40 primavere ma resta un atleta di tutto rispetto, lungi dal pensare alla pensione. Morrison ha dalla sua la giovinezza, l’italiano esperienza e una volontà di ferro. Nel cartellone, un altro veterano che non molla mai, Serghey Demchenko (21-14-1), 39 anni, nato in Ucraina il 27 settembre 1979, residente a Roma fin dai tempi del dilettantismo, italiano a tutti gli effetti, pugile organicamente eccezionale, attivo dal 2004, con la valigia sempre pronta. Su 36 incontri, 19 li ha disputati all’estero, affrontando i migliori mediomassimi d’Europa. Stavolta torna a Roma, dove ha famiglia e si allena. Ritrova il francese Hakim Zoulikma (26-10), 32 anni. che ha battuto a Parigi il 18 maggio 2017, conquistando la cintura UE mediomassimi. Verdetto tecnico al 5° round, per ferita del transalpino. Rivincita molto sentita ed equilibrata. Il cartellone allestito dalla Matchroom Italy, che verrà ripresa dalla DAZN in diretta, prevede altri sei incontri. Impegnato il leggero di Civitavecchia, Emiliano Marsili (37-0-1), 42 anni, ex campione d’Europa e IBO, attivo dal 2003, una lunga carriera alla quale è mancato l’acuto nel 2017, allorché ebbe l’opportunità per tentare il titolo iridato. Da allora attività a livello europeo, giustificata dall’età. Lo scorso anno a Roma, ha battuto il messicano Betancourt (22-2) disputando un match intelligente. Nonostante qualche acciacco, dovuto alla lunga militanza sul ring, è garanzia di boxe elegante e precisa. Gli altri protagonisti sono il superleggero Sebastian Mendizabal (2), il mediomassimo Simone Federici (14-2-1), il superwelter Vincenzo Bevilacqua (14), il superwelter Mirko Natalizi (5) e il debutto del mediomassimo Valentino ManfredoniaEddie Hearn, il direttore della Matchroom Boxing, si è detto entusiasta del coinvolgimento della sua organizzazione sulla piazza di Roma: “Turchi si sta avvicinando alla vetta dei cruiser, esibirsi a Roma è importante, il traguardo è il mondiale e il giovane italiano sta progredendo nel modo giusto. Il lavoro dei Cherchi è veramente ottimo e darà i suoi frutti”. Con questo appuntamento la OPI tocca quota cinque. Restano altri tre appuntamenti entro ottobre. Pensando alla situazione solo due anni addietro, è avvenuto un piccolo grande miracolo, sulla cui scia, anche il resto degli organizzatori e pugili italiani si è risvegliato e opera con altrettanto coraggio ed entusiasmo. Intanto stanno passando al professionismo molti giovani, il segno di quel ricambio atteso da un decennio.

Giuliano Orlando

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