Boxe: assoluti di transizione, poche indicazioni per il futuro

2015-12-09 13:39:52
Pubblicato il 9 dicembre 2015 alle 13:39:52
Categoria: Boxe
Autore: Redazione Datasport.it

Conclusa a Roseto degli Abruzzi la 93° edizione degli assoluti di pugilato elite. Presenti i vertici federali e i tecnici che nell’occasione hanno potuto esprimere i loro punti di vista, avendo attivato un collegamento TV visibile sul p.c. Dalle loro parole la situazione è più che positiva e il movimento in crescita. Non sta a me giudicare. Al momento l’Italia ha due pugili promossi ai Giochi di Rio, il mediomassimo Manfredonia e il massimo Russo. Ai mondiali di Doha in Qatar, nessuno dei cinque azzurri: Picardi, Maietta, Valentino, Mangiacapre e Cavallaro ha raggiunto l’obiettivo sperato. Nel 2016, le opportunità per arrivare ai Giochi non sono semplici e facili. La concorrenza e l’ampliamento delle forze sul ring, rendono tutto più difficile. I campionati appena conclusi, vanno definiti di transizione, sia per le assenze previste dei migliori che per il tempo troppo ridotto per trovare alternative, pensando alle Olimpiadi. In effetti la rassegna è stata più ricca di riscontri statistici che di vere novità. I protagonisti si chiamano Federico e Gianmario Serra, 21 anni e 7 mesi, gemelli sardi della “Dino Mura” di Cagliari, che hanno conquistato il tricolore nei 49 e 52 kg. a spese dei campioni uscenti, il siculo Conselmo e il toscano Grande che godevano del pronostico. Impresa storica, mai accaduto in passato, solo due volte in passato due fratelli ci erano riusciti, mai due gemelli. Nel 1979, Maurizio e Loris Stecca e nel 1992 Prisco e Antonio Perugino erano saliti sul podio più alto assieme.

A Roseto si sono confermati il superleggero pugliese Vangeli (28 anni), il welter pescarese Di Russo (24) e il medio casertano Perugino (22), nel giro della nazionale ma con poche opportunità e possibilità di arrivare a Rio. A sorpresa, il mediomassimo abruzzese Di Rocco (26 anni) ha messo ko il giovane Seydoh (21) portando a due i titoli alla regione che ha ospitato la rassegna. Nei 56 kg. ha vinto Ferramosca, classe ’83, giunto al quarto tricolore, il primo nel lontano 2005, non un bel segnale per la categoria, non fosse che ai nastri di partenza fossero iscritti quattro atleti di 19 anni, uno dei quali, il siciliano Canonico è giunto al bronzo. Altra categoria con scarsi ricambi in nazionale è quella dei leggeri, dove si è aperta una piccola luce, grazie alla vittoria del casertano Di Lernia, ventenne della Excelsior di Marcianise, ennesimo allievo di Brillantino, ma anche con l’argento di Di Tonto, chietino di 21 anni, che ha battuto in semifinale il favorito Cosenza e in precedenza si era imposto sul ligure-algerino Boufrakech, entrato in nazionale quest’anno.

Attenzione al pugliese Caputo, altro ventenne giunto al bronzo. Chissà che tra costoro possa crescere l’erede di Valentino. Nei welter l’ennesimo successo di Vangeli, giunto a quota sette, non è certo un segnale di crescita della base. Stesso discorso nei welter, medi e mediomassimi. Idem nei 91 kg. dove Fiori, salito di categoria ha 26 anni, il vice Endri Spahiu 28, il bronzo Barsotti 30 e solo il modesto locale Marvin Di Rocco 20. Nei supermassimi il romano Carbotti (23 anni) si è preso la rivincita sul lombardo Alessio Spahiu (24) dopo una battaglia all’ultimo pugno. Verdetto difficile, essendo finito in perfetta parità. Da segnalare comunque il netto miglioramento di Carbotti, recuperato dopo il ko subito in aprile a Bergamo contro il tedesco Schulz.

Alla rassegna non erano presenti gli azzurri Cappai (49), Picardi (52), Maietta (56), Mangiacapre (64), Arecchia (69), Munno e Cavallaro (75), Manfredonia (81) e Vianello (+91) in allenamento per i prossimi impegni internazionali.

Sempre a Roseto, si sono svolti gli assoluti femminili, che hanno premiato 49: Silva (Laz), 51: Gordini (Emi); 54: Cipollone (Abr); 57: Verrecchia (Laz), 60: Marenda (Laz); 64: Corazza (Em); 69: Donniacuo (Cam); 75: Severin (Ven); 81: Morano (Cam).